Milano
Pinocchio/ Sanità, una riforma non basta

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C’era una volta un Paese nel quale si dimenticavano amici e sodali in un secondo. Ovviamente parliamo di Maroni. Il governatore ha sempre usato Rizzi come un soldato. Lui stesso si è definito così. Eppure, dire che era chiacchierato è cosa da poco. Nel giro della politica si diceva che non l’avrebbe mai fatto assessore alla Sanità, ruolo al quale pure aspirava, perché giravano strane voci. Eppure la riforma della sanità Maroni l’ha data da fare a lui.
Ricordate la tesi politica? Una riforma per rendere la sanità ancora più eccellente e soprattutto per evitare i tanti scandali dell’era ciellina. Beh, il padre di quella riforma è finito in carcere per scandali nella sanità. A leggere le carte processuali, che - dobbiamo dirlo - sono la tesi dell’accusa, che abbiamo pubblicato integralmente su Affaritaliani.it, c’è da mettersi le mani nei capelli. E allora, il dato politico di tutta questa vicenda qual è? Il mio, personale parere, in fondo, è che non basta più una riforma della Sanità, ma ci vuole una vera e propria rivoluzione. Fin quando sarà accettabile per aziende e faccendieri avere una corruzione anche solo dell’1 per cento del giro totale degli appalti, e si parla di miliardi di euro, e quindi di decine di milioni di euro di possibili mazzette, ci dovremo sempre aspettare casi come questi. E titoli di giornale che allontanano sempre di più il cittadino dallo Stato.












