Milano
Pinocchio/Se carta "canta" ma... non conta

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C’era una volta un Paese nel quale la parola valeva molto, e la carta “cantava”. Oggi, invece, non solo la politica ha bisogno del notaio per fare qualunque cosa. Ma anche una volta che si è sottoscritto un accordo, si è già pronto a trasgredirlo. Quello che sta succedendo sotto la Madonnina non è solo un passo indietro nel rapporto tra persone, ma un enorme passo indietro nel già precario mondo della politica. Il caso è quello del “preambolo sulle primarie” firmato da tutta la coalizione di centrosinistra. Che cosa è successo? Semplicemente è successo che dopo pochi minuti Sel ha dichiarato che se c’è Giuseppe Sala, ci vuole un’altra riunione e quel preambolo, di fatto, non vale nulla. E perché mai l’avete firmato, allora? Boh. Un paio di giorni dopo Enrico Marcora, del CPL, dice che se c’è Sala si possono anche non fare le primarie. E perché mai? Boh. Intanto Ncd dice che potrebbe sostenere Sala. E tutti gli accordi firmati con il centrodestra in Lombardia? Boh. Intanto il Movimento 5 Stelle sceglie la propria candidata sindaco e un notaio certifica scarabocchiando su un foglio che tutto si è svolto regolarmente senza neppure esplicitare il numero dei votanti. La trasparenza? Boh. Il problema sta in tutti questi boh, che poi vogliono dire fiducia. Che fiducia possiamo avere in uno che interpellato risponde “boh”? Proprio vero: non c’è più né la politica né l’antipolitica di una volta…












