Milano
Pinocchio/ Se il voto sul sindaco diventa un voto anti Renzi

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ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45
C’era una volta un Paese nel quale non si capiva più niente. Io, come ho già detto tante volte, ho un ragionamento un po’ schematico. Per esempio, se vado a votare a un referendum, leggo i quesiti e scelgo. O se vado al supermercato è per fare la spesa, non per andare a perdere tempo. O se mi iscrivo a una associazione di protezione degli animali, mi aspetto che faccia proprio quello, e non di dire di votare no alla riforma costituzionale di ottobre. Cioè, per semplificare, quel che voglio dire è che se si vota per il Comune di Milano, si vota per il Comune di Milano. Non si vota contro Renzi, non si vota contro la fame nel mondo e neppure a favore di Trump. E’ ovvio che poi, politicamente, il voto nelle amministrative è anche, indirettamente, un voto al leader della coalizione di governo. Ma non è una cosa diretta. I cittadini devono votare per il candidato sindaco migliore. Quindi non mi piace affatto l’odore che inizio a sentire in giro per la città. Questo odore di complotto anti-renziano in una elezione amministrativa che, ripeto, dovrebbe scegliere solo e unicamente chi è capace di sistemarti la buca sotto casa e proiettare Milano avanti nel mondo. Questo modo per cercare di arruffianarsi il Movimento 5 Stelle, i cui elettori purtroppo dovrebbero ricordarsi che se anche dovesse perdere Milano di 45 punti, Renzi comunque non si dimetterà. E questo è un fatto.












