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Milano
Pinocchio/Trenord, le aggressioni e la faccia di bronzo di politici e manager

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C’era una volta un Paese nel quale nessuno si prendeva le proprie responsabilità. E la cosa incredibile, e che mi fa più arrabbiare, è la faccia di bronzo di certi dirigenti, e non mi riferisco solo ai politici ma anche ai manager pubblici scelti dalla politica. Una faccia di bronzo clamorosa per schivare qualunque responsabilità, anche passata, abbiano avuto. E allora, il caso è quello di Trenord, dove un capotreno che cercava onestamente di portare a casa la pagnotta si è preso una valanga di botte da un gruppo di extracomunitari perché aveva chiesto loro il biglietto, quello stesso biglietto che paga il suo stipendio e quello dei supermanager che lo comandano. Certo, questo gruppo non aveva il machete, ma anche essere pestato a sangue non è certo bello. Ora, di fronte a questo l’assessore regionale Sorte dice di istituire la polizia regionale perché lo Stato non fa nulla. E l’azienda Trenord ribadisce la necessita’ che il tema della sicurezza a bordo dei treni sia affrontato con spirito unitario da tutti i soggetti coinvolti, in stretta collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine. Neanche una parola al fatto che la sicurezza è stata tagliata, ormai da anni. Neanche una parola. Neanche una mezza assunzione di responsabilità. Meglio incolpare il governo, viene più semplice. Più semplice che chiedere ai manager che dovrebbero fare in modo che un capotreno non si prenda quattro cazzotti in faccia o un colpo di machete di fare, semplicemente, il proprio lavoro.

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trenordaggressionepinocchioalessandro sorte







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