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Pirellone, Mauro Piazza (Lega): "Autonomia madre di tutte le battaglie"

Pirellone, Mauro Piazza (Lega): "Autonomia madre di tutte le battaglie"I

l leghista Mauro Piazza, dopo aver fatto il pieno di preferenze in provincia di Lecco con oltre 5600 voti, è stato nominato nella giunta di Attilio Fontana come sottosegretario con delega all'Autonomia e ai rapporti con il Consiglio Regionale. Si occuperà di quella che per il Carroccio è la madre di tutte le battaglie: "Ormai ritengo che sia la matrice di ogni possibile cambiamento di natura istituzionale e amministrativa per far fare qualche passo in avanti a tutto il Paese". 

Piazza, intanto è arrivato un primo 'sì' del Cdm al disegno di legge proposto dal ministro Roberto Calderoli. 

Adesso la palla è nelle mani del Parlamento. Noi sul fronte regionale abbiamo pronte tutte le procedure per la ratifica dell'intesa. Già nella scorsa legislatura avevamo preparato i meccanismi per gli adempimenti per la presa in carico delle materie. Poi c'è il tavolo Stato-Regioni dove si stanno definendo una serie di passaggi più di natura tecnica sulla definizione dei Lep. 

Quali materie la Lombardia potrebbe già gestire in autonomia? 

Quando iniziò questo percorso si era proceduto con la richiesta di tutte le materie che erano disponibili. Fontana ha parlato di progressività nella richiesta delle competenze. La Regione è pronta a riceverle tutte ma allo stesso tempo è necessario fare una disamina di quelle principali: daremo un ordine di priorità a quelle che possono essere gestite da subito in maniera efficiente. 

Come la sanità?

Fontana ha richiamato il tema dell'autonomia per riuscire a sbloccare alcuni obiettivi che sono ancora in capo allo Stato, come i medici di medicina generale. Se la loro gestione fosse in capo alla Regione il quadro si faciliterebbe, si eviterebbe il rimpallo con il ministero e sarebbe anche più facile l’azione di coordinamento. Penso anche al tema del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di medicina. Se hai in mano tutte le leve puoi governare la macchina nel suo complesso, sennò, come nel caso della penuria del personale sanitario, ci si ritrova a rispondere di cose di cui non si ha competenza. 

Il presidente ha parlato anche della possibilità di equiparare gli stipendi al costo della vita. 

Su questo pensiamo alla concorrenza che abbiamo sulla retribuzione da parte di altri Paesi tipo la Svizzera. Occorre flessibilità e risposte che siano calate nella realtà in cui si opera. Non si può avere lo stesso approccio da Reggio Calabria a Varese: questo è il cuore del regionalismo differenziato, non è un capriccio. 

Come risponde alle proteste dei governatori del Sud? 

Questa lettura del povero contro il ricco sembra molto una battaglia di retroguardia. E lo dico come appello agli stakeholders del Nord: bisognerebbe fare un po' di controinformazione da questa punto di vista. Vedo un dibattito poco animato tra chi ritiene che il regionalismo sia una cosa buona, mentre occorre far sentire un po' di più la nostra voce. Cito quello che dice Matteo Salvini: il regionalismo è un'opportunità per tutti, affinché tutti corrano di più. Peraltro è lo stesso spirito sancito dal titolo V della Costituzione riscritto dalla sinistra. L’autonomia è anche un modo per risollevare il tema della responsabilità politica quando si governa. 

I vostri alleati di Fratelli d'Italia, nuovo azionista di maggioranza in Lombardia, la pensano come voi? 

Sto a quello che ho sentito, cioè alle parole che ho apprezzato molto del presidente dell'Aula Federico Romani e del loro capogruppo Christian Garavaglia. È impossibile che chi ha vissuto la Regione Lombardia, e ha conosciuto i suoi meccanismi di funzionamento, la cultura e la sua storia - che è di sussidiarietà e di grandi capacità di delega agli enti locali - non si riconosca in questo tema. Mi sembrerebbe marziano che qualche forza politica del centrodestra, che ha avuto molto consenso e quindi deve rappresentare i territori, non si riconosca all'interno dell'autonomia. 

Aver ripreso temi più legati al Nord, come l'autonomia, ha contribuito alla risultato della Lega alle regionali? 

Sicuramente è un tema che ha dato tono elettorale anche alla Lega, perché è una battaglia storica. E mi permetto di sottolineare come, durante la campagna elettorale e anche nella compagine del governo, questa bandiera è stata sempre tenuta alta dal Carroccio. Qualcuno ha rimproverato la Lega di averla messa in qualche occasione in secondo piano ma l’autonomia è sempre stata centrale. E questo penso lo abbiano riconosciuto anche gli elettori. 

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