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Pisapia: “Milano di centrosinistra? No, è di sinistra. E fa le cose”
Giuliano Pisapia

Pisapia: “Milano di centrosinistra? No, è di sinistra. E fa le cose”

STRASBURGO - “Grazie a quell’esperienza - i 5 anni da sindaco - Milano è diventata una città inopinatamente di sinistra, capace di rispettare i diritti ascoltare tutti e fare le cose, non solo dirle”. È ancora la più importante coccarda sulla giacca per Giuliano Pisapia quella col tricolore che ricorda i tempi in cui ha “liberato” una “città che era di centrodestra” (lo slogan di quella campagna, per chi lo ricorda, fu proprio “Milano libera tutti”) per portarla nell’universo opposto e parallelo.

In un dialogo con Affaritaliani.it Milano fuori dalla plenaria di Strasburgo, l’ex primo cittadino, è deciso a far pesare, nel suo nuovo ruolo di parlamentare europeo da poco più di quattro mesi, quel bagaglio costruito in 5 anni ad amministrare e trasformare il capoluogo lombardo. Roccaforte “di sinistra” - e non centrosinistra, ci tiene a precisarlo - in un universo prima azzurro, ora verde. “La mia missione in questo mandato è quella di valorizzare l’esperienza di una persona che si è occupata di giustizia, è stata in Parlamento, ha fatto una professione ad alti livelli ed è anche a riuscita a governare una città che era di centrodestra”, prosegue l’ex sindaco.

Fra i corridoi del palazzo cilindrico in promenade Alcide De Gasperi, Pisapia si concede - come fa sempre più di rado - a qualche domanda. Ammette che quell’esperienza è il distintivo più importante anche nel confronto con parlamentari di Paesi lontani dal nostro: “L’essere stato sindaco di Milano è molto riconosciuto: i colleghi parlamentari che sentono il mio nome e sanno quale è stato il mio ruolo, mi prendono come punto di riferimento. Questo è merito di chi mi ha eletto”.

E di Milano, cosa porta a Strasburgo? “In Europa ho portato il tema dell’ascolto dei cittadini, che è uno degli obiettivi della ‘Conferenza per il futuro dell’Europa’”. Un modo per trasferire quanto realizzato durante la “campagna elettorale del 2011” che ancora considera un esempio indelebile di “partecipazione”. Il progetto di Pisapia, quasi un manifesto programmatico per questo mandato che durerà ancora 4 anni e mezzo è di trasferire a livello europeo “l’Officina delle idee”, ovvero quello che fu il nucleo della sua campagna elettorale. Oltre ad una capacità, molto milanese anche questa, “di dimostrare che le cose che avevamo promessa le abbiamo mantenute”.

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