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Milano
Primarie Pd, Majorino parte dal Litta, ricordando Pisapia. Inside
pierfancesco majorino

di Fabio Massa

Si riparte dal Teatro Litta. Pierfrancesco Majorino il nostalgico? Macché. Pierfrancesco Majorino il politico fine, che sa riallacciarsi a una tradizione, malgrado qualche mazzata presa nel libro di Cinzia Sasso firmato da Giuliano Pisapia. Pierfrancesco Majorino l’assessore che vara a tempo di record il modello Milano per la trasparenza nell’assegnazione degli appalti perché era partito in anticipo rispetto alla segnalazione dell’Anac di Cantone vedendo quel che stava succedendo a Roma con il primo casino di Mafia Capitale. Pierfrancesco Majorino che sa di poter contare sull’appoggio di tutta la sinistra, da Sel in là, passando per Civati. Pierfrancesco Majorino che riparte, il 9 luglio, dal Teatro Litta. Un luogo simbolico, dove cinque anni fa, per la precisione il 12 luglio, Giuliano Pisapia pronunciava il suo discorso di candidatura.

Certo, basta rileggerselo, quel discorso, per capire che alcune cose sono cambiate. “Questa città ha bisogno di riprendersi la voglia di sorridere, ha bisogno di una speranza, ha bisogno di credere nel proprio futuro. E io credo che noi siamo quelli che gliela daranno”, diceva Pisapia Giuliano (libera Milano). E poi proseguiva: “Voglio raccontarvi una piccola storia che riguarda Milano. Me l’hanno raccontata ieri quattro ragazzi, quattro studenti del Politecnico. Hanno progettato un sistema per segnalare le buche che provocano ogni anno il 30% degli incidenti anche gravi, soprattutto di sera, a motociclisti, ciclisti e pedoni. Hanno pensato di verniciare lo strato di asfalto nascosto dal manto stradale; la vernice gialla appare quando l’asfalto si apre, rendendo visibili le buche a distanza. È un progetto semplice e poco costoso, forse sarà adottato dal Comune di Rho. Avrebbe potuto essere Milano a farlo per prima. Direte che è una storia da niente e invece no. In effetti è una piccola storia ma parla di due cose importanti: dei giovani che hanno intelligenza, talento e generosità e che questa città ignora”. Di acqua, da quell’incipit, ne è passata sotto i ponti. Non risulta che sia mai stato usato quel sistema e quei ragazzi, forse, non sono stati poi valorizzati. E soprattutto Majorino non potrà usare lo stesso slogan di “liberazione di Milano”. E quindi? Il format per adesso non è ancora stato definito. Majorino lo sta discutendo con i suoi.

@FabioAMassa

Tags:
elezioni milanopierfrancesco majorinogiuliano pisapia







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