Imprenditori, leader del terzo settore, grandi interpreti dell’associazionismo e del civismo. Persone impegnate a costruire qualcosa di significativo. Protagonisti. A Milano, in Lombardia, in Italia. Su Affaritaliani.it Milano una rubrica dedicata al racconto di donne e uomini che con le loro iniziative, le imprese, la loro visione, forgiano quotidianamente la nostra realtà. A curare questo spazio, Mario Furlan: fondatore dei City Angels, ma anche attivista, giornalista, scrittore, coach motivazionale. Insomma, uno che di protagonisti se ne intende eccome.
Nel panorama della ricerca biomedica italiana, la Lombardia continua a giocare un ruolo di primo piano grazie a una rete che mette insieme ospedali, IRCCS, università e imprese innovative. In questo ecosistema, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) rappresenta uno dei principali strumenti con cui Regione Lombardia sostiene e coordina progetti di ricerca scientifica con ricadute dirette sul sistema sanitario e sulla cura dei pazienti.
Il 2025 è stato per la Fondazione un anno di consolidamento e sviluppo, segnato da nuovi finanziamenti, progetti europei e dal rafforzamento del ruolo di raccordo tra ricerca e sanità. “Promuovere, finanziare e coordinare: sono le tre parole che riassumono il nostro lavoro”, spiega il presidente Andrea Donnini, sottolineando come la missione della Fondazione sia quella di sostenere “progetti di ricerca ad alto impatto scientifico e traslazionale”.
Nel corso dell’anno FRRB ha allocato risorse complessive per oltre 27 milioni di euro tra bandi regionali ed europei, confermando la centralità della Lombardia nel campo dell’innovazione biomedica. Ma il lavoro della Fondazione non si limita al finanziamento dei progetti. “In un contesto sempre più competitivo a livello nazionale ed europeo, abbiamo rafforzato il nostro ruolo di catalizzatore tra enti di ricerca, IRCCS, università e sistema produttivo”, osserva Donnini. Guardando al futuro, l’obiettivo è consolidare ulteriormente questo modello e ampliare il raggio d’azione della Fondazione, con un’attenzione crescente alla ricerca clinica e alla capacità di trasformare i risultati scientifici in applicazioni concrete per il sistema sanitario. Di risultati raggiunti, prospettive e nuove sfide della ricerca biomedica lombarda parliamo con il presidente Andrea Donnini. L’INTERVISTA
Presidente, se dovesse scegliere tre parole per riassumere il 2025 della Fondazioni, quali sarebbero?
Promuovere, finanziare e coordinare perché tutti si ricollegano a progetti di ricerca ad alto impatto scientifico e traslazionale.
Come si è chiuso il 14esimo anno di attività di Fondazione?
Il 2025 ha rappresentato per la nostra Fondazione un anno di consolidamento e sviluppo delle attività a sostegno dell’ecosistema lombardo della ricerca e dell’innovazione in ambito biomedico. In coerenza con il proprio mandato istituzionale e con gli indirizzi strategici di Regione Lombardia, FRRB ha proseguito nell’azione di promozione, finanziamento e coordinamento di progetti di ricerca ad alto impatto scientifico e traslazionale. In un contesto caratterizzato da una crescente competitività a livello nazionale ed europeo e da una sempre maggiore integrazione tra ricerca, innovazione e sistema sanitario, FRRB ha rafforzato il proprio ruolo di catalizzatore tra enti di ricerca, IRCCS, ATS, ASST, Università e sistema produttivo.
Qual è il primo traguardo che ritiene più rappresentativo?
Sicuramente l’ammontare complessivo di finanziamenti allocati per tutte le iniziative strutturate che, nello specifico, supera quota 27 milioni di euro. La cifra totale risulta così suddivisa: oltre 20 milioni per i bandi regionali e più di 6 milioni per quelli europei.
Ma non è il solo, vero?
Con piacere, posso confermare che abbiamo ottenuto il rinnovo, con tanto di ampliamento a più ambiti di attività, della Certificazione ISO 9001:2015 per il triennio 2026-2028. Questo riconoscimento conferma la qualità eccelsa del servizio offerto da FRRB nella quotidianità, in particolar modo in termini di pubblicazione di bandi competitivi e gestione di progetti di ricerca attuati dagli enti del sistema sanitario regionale. E ancora, nel medesimo arco temporale, la Fondazione ha rafforzato il proprio impegno per la parità di genere, il rispetto e la non discriminazione, riconoscendoli come elementi centrali della missione a sostegno della ricerca biomedica lombarda con l’approvazione del nuovo “Gender Equality Plan” (GEP).
Obiettivi in vista del futuro?
Sicuramente crescere dal punto di vista operativo, diventando sempre più un punto di riferimento nel nostro settore di competenza e puntando maggiormente su un ambito in particolare, ovvero quello della ricerca clinica.

