I primi exit poll ricalcano di fatto i sondaggi: Sala avanti. E il primo a dichiarare è il senatore Mirabelli, di Area Dem. “Non è un risultato scontato, ma siamo avanti, ed è questo l’importante”, scandisce. Poi, sorridendo, risponde alle domande: “Parisi è contento? Noi saremo contenti quando vinceremo”. Stesso tenore nell’intervista di Pierfrancesco Majorino, l’assessore uscente al Welfare, sfidante di Sala alle primarie. Poi arriva Maurizio Martina, il ministro-sponsor di Mr. Expo. Questa è anche la sua partita politica, la sua scommessa. Anche lui è positivo, positivissimo. Gli exit poll non divergono. E si susseguono. Beppe Sala arriva e rilascia una riga di dichiarazione sull’affluenza, poco significativa. Poi si infila al terzo piano. All’una i giornalisti dei cartacei iniziano a ribollire.
Il tempo stringe, per raccogliere una dichiarazione e mandarla in tipografia. E intanto Palazzo Marino inizia a diffondere i dati reali. Non le proiezioni, che danno avanti ancora Sala, ma i dati dei seggi, quelli scrutinati . E quelli dicono che Parisi è avanti. Ma è una questione di zone, commentano i dirigenti. Nella 1, nella 4. Sono zone nelle quali tradizionalmente il centrodestra è forte. Poi però iniziano ad affluire i dati della 9, della 7. Niguarda, Baggio, Quarto Oggiaro, i quartieri popolari. Sala risale, ma non di tantissimo. E il tempo passa. All’1.45 per i giornali inizia ad essere tardi, tardissimo. Premono sullo staff di Sala perché scenda, perché dichiari. Poco dopo il portavoce Stefano Gallizzi informa che Beppe Sala non parlerà nella notte, con i dati che non sono consolidati, ma solo lunedì alle 15. Tempo per riflettere. E gli altri? Nessuno parlerà più. Nessuno commento. Il salone si svuota, le televisioni vanno a casa. I collegamenti si interrompono. Rimane lassù il “cervello dem”. I dati numerici continuano ad affluire. Il Partito Democratico in un primo tempo afferma che la forchetta è del 4 per cento, poi alle 3.45 riduce le previsioni a 2 punti percentuali. E’ pareggio, è testa a testa. E adesso cambia tutto, mentre i musi si allungano e l’affare si complica.

