Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Ramelli, 33enne aggredito a Milano dopo aver cercato di strappare i manifesti. De Corato: “Se l’è cercata”. Poi il dietrofront

Ramelli, 33enne aggredito a Milano dopo aver cercato di strappare i manifesti. De Corato: “Se l’è cercata”. Poi il dietrofront

Città Studi blindata per le commemorazioni di questa sera. Sala: “Saluti romani inaccettabili”. Pd: “Clima da fermare subito”

Ramelli,  33enne aggredito a Milano dopo aver cercato di strappare i manifesti. De Corato: “Se l’è cercata”. Poi il dietrofront

Sale la tensione a Milano in vista delle commemorazioni per Sergio Ramelli. Nella notte, poche ore prima del corteo previsto in Città Studi, un uomo di 33 anni è stato aggredito dopo aver strappato alcuni manifesti dedicati al militante del Fronte della Gioventù.

L’episodio è avvenuto poco prima della mezzanotte tra via Aselli e via Amedeo, proprio nell’area da cui partirà la manifestazione. Secondo una prima ricostruzione, il trentatreenne sarebbe stato avvicinato da alcune persone scese da un’auto e colpito con calci e pugni. Gli aggressori si sono poi allontanati. L’uomo è stato soccorso e trasportato in codice verde all’ospedale Città Studi con ferite lievi al labbro e al sopracciglio.

De Corato: “Ha voluto andarsele a prendere”. Poi il dietrofront: “Condanno con fermezza”

“Uno che va a strappare i manifesti di Ramelli già è grave, che lo faccia il giorno in cui è stato ammazzato… non aggiungo altro”. Così il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha commentato quanto accaduto a Milano ieri sera. “È stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere – ha aggiunto a margine della commemorazione istituzionale di Ramelli -: uno che va a strappare i manifesti di Sergio Ramelli il giorno che è morto, insomma…”.

In seguito, De Corato ha diffuso una nota stampa in cui condanna invece con fermezza l’aggressione: “Ho appreso che nella notte, in zona Città Studi, sono stati rimossi alcuni manifesti dedicati a Sergio Ramelli, ucciso 51 anni fa. Condanno con fermezza anche la recente aggressione ai danni di un giovane, un episodio grave che richiama gli anni più bui segnati da odio e violenza, dai quali prendo nettamente le distanze. In oltre cinquant’anni, il centrosinistra milanese non ha mai promosso iniziative concrete in memoria di Sergio Ramelli o Enrico Pedenovi, come l’intitolazione di spazi pubblici o l’apposizione di targhe commemorative, a differenza di quanto fatto deputato di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato.

“Se questo è avvenuto e il responsabile è uno di destra ovviamente è da condannare tanto quanto fosse stato uno di sinistra – ha aggiunto l’assessore regionale ed esponente di Fratelli d’Italia, Romano La Russa -. Siamo contrari a ogni forma di violenza politica da sempre. Se c’è una responsabilità di qualche elemento di destra, come diceva Almirante pena di morte per i terroristi di sinistra, doppia pena di morte per i terroristi di destra”.

In serata la tradizionale commemorazione per Ramelli in piazzale Gorini

La zona è la stessa in cui ogni anno si svolge il corteo in memoria di Ramelli, che si conclude tradizionalmente in piazzale Gorini, dove una targa ricorda il luogo dell’aggressione del 1975. Per questa sera è attesa la partecipazione di circa mille persone. L’episodio riaccende le polemiche su una ricorrenza che da anni divide e che si inserisce in un contesto già segnato da tensioni politiche e simboliche.

Sala avverte: “Il saluto romano dal punto di vista morale è inaccettabile”

A intervenire è stato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha ribadito la sua posizione sui gesti che spesso accompagnano la manifestazione. “Il saluto romano è inaccettabile”, ha dichiarato, sottolineando come la questione vada affrontata “dal punto di vista morale” più che giuridico. Sulla possibilità che il corteo si svolga regolarmente, Sala ha aggiunto: “Dipende da cosa faranno. Se il tema è poi espressioni non in linea con la nostra Costituzione, è chiaro che non dovrebbero”.

Pd: “Violenza politica da condannare senza ambiguità”

Sull’episodio dell’aggressione di ieri notte interviene il Pd milanese. Il segretario metropolitano Alessandro Capelli ha parlato di “fatto grave e inaccettabile”, sottolineando come l’aggressione sia avvenuta in un contesto già segnato dalla presenza di manifesti e richiami al corteo. “Un ragazzo è stato aggredito e ferito perché stava staccando un manifesto. È il segno di un clima che va fermato, senza ambiguità”, ha dichiarato. “Al ragazzo va tutta la nostra solidarietà. Condanniamo la violenza politica e ci aspettiamo parole altrettanto nette da tutta la destra. Milano è e rimarrà una città antifascista”.

Le forze dell’ordine osservano con attenzione l’evolversi della situazione in vista della manifestazione serale. L’aggressione della notte rappresenta un segnale di allarme in un contesto già delicato, con il rischio che le tensioni possano riaccendersi durante il corteo.