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Milano
Reddito cittadinanza: sventata truffa da 60 mln, 16 arresti e 9 mila denunce
Guardia di Finanza

Conseguimento illecito di reddito di cittadinanza: 16 arresti

Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona e Novara, su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, stanno dando esecuzione a 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei membri di una associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni ed al conseguimento di erogazioni pubbliche. Gli arresti e le perquisizioni condotte nelle province di Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento, hanno consentito di sventare una truffa di oltre 60 milioni di euro relativa a indebite percezioni del reddito di cittadinanza. Oltre 9.000 le persone denunciate.

Rdc, ordinanza: indagati si preparavano a nuova tornare del reddito di emergenza a novembre

Le indagini della procura di Milano sulla maxi truffa per ottenere il Reddito di cittadinanza pur non avendone i requisiti ha consentito di accertare come "l'illecito business ha interessato e sta interessando, nel contempo, anche il percepimento del cosiddetto Reddito di emergenza". E' uno dei passaggi contenuti nell'ordinanza del gip di Milano Teresa De Pascale che ha portato all'arresto di 16 persone per le ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, associazione a delinquere ed estorsione. Un gruppo di romeni in tandem con alcuni italiani - in parte complici, in parte vittime di estorsione - sarebbe riusciti a creare un 'canale parallelo' all'interno di diversi Caf-Centri di assistenza fiscale per ottenere le richieste di sussidio pur in assenza dei criteri necessari a ottenere i soldi pubblici e senza presentare la documentazione necessaria. In pratica, si sosteneva che migliaia di romeni vivessero da 10 anni in Italia pur non avendoci mai messo piede. In alcuni casi chi lavorava nei Caf era consapevole della truffa e taceva per il compenso di 10 euro riconosciuto dall'Inps per ogni pratica; in altri casi invece venivano minacciati. Gli arresti e le perquisizioni sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza nelle province di Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento. A ingolosire il gruppo finito in manette anche il Reddito di emergenza. Tra le esigenze cautelari si sottolinea "il grave clima di vera e propria intimidazione che il sodalizio è in grado di ingenerare, con minacce perpetrate sia esplicitamente sia in forma allusiva", ma anche il fatto che "gli indagati si stanno preparando per una nuova tornata del reddito di emergenza, nel mese di novembre, ciò denotando che le attività delittuose non sono mai state cessate e sono in corso di svolgimento", si legge nell'ordinanza.  

Rdc, ordinanza: truffa da 14,6 milioni di euro, ma senza arresti il danno poteva salire a 55 milioni

"Dall'esame delle domande analizzate si stima che il contributo indebitamente percepito relativo alle 6mila domande irregolari sia di circa 14.600.000 euro mentre quello che avrebbero percepito, qualora non fosse intervenuta la revoca sarebbe stato pari a circa 55 milioni". E' uno dei passaggi che riguarda l'inchiesta della procura di Milano che ha portato a 16 arresti per una maxi frode relativa al Reddito di cittadinanza e che vede oltre 9.000 persone denunciate. L'indagine svela una truffa architettata un gruppo di romeni con alcuni italiani - in parte complici, in parte vittime di estorsione - in alcuni Caf-Centri di assistenza fiscale abilitati alle pratiche per le richieste di sussidio. Gli arrestati si presentavano nei Caf 'amici' con i codici fiscali di centinaia di romeni sostenendo che avessero le credenziali per avere diritto alla misura di sostegno, quindi che fossero residenti in Italia da 10 anni seppure non avessero mai messo piede in Italia. Il gruppo aveva creato una procedura "alternativa", secondo "un canale 'parallelo' ad hoc", una corsia preferenziale che permetteva "l'accettazione di domande solamente sulla base di liste di nominativi, in assenza di qualunque accertamento sull'identità". Un meccanismo apparentemente semplice, ma "imprescindibilmente legato alla conoscenza di cavilli procedurali relativi alla fase istruttoria delle domande per l'ottenimento del Reddito di cittadinanza", come si legge nell'ordinanza del gip. 

Reddito: Lega, basta soldi a furbetti, risorse vadano a invalidi

"Il reddito di cittadinanza dovrebbe aiutare chi veramente non puo' lavorare e invece conferma di essere principalmente una manna dal cielo per ladri e truffatori. Almeno 20 milioni intascati da romeni mai stati in Italia. La Lega chiede con urgenza che venga rivista questa misura e che i soldi, invece di essere destinati a finti poveri con auto di lusso o a delinquenti stranieri, vadano ad aiutare invalidi, disabili e chi veramente ne ha bisogno". Cosi' i capigruppo di Camera e Senato della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

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