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Milano
Reddito di cittadinanza, Maroni apre a sperimentazione in Lombardia

"Voglio introdurre in Lombardia la prima sperimentazione del reddito di cittadinanza riservato ai cittadini residenti in Lombardia in modo coerente con le finalita' del fondo sociale europeo". A dirlo e' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della presentazione dei fondi europei per la Lombardia. Il governatore ha parlato di 220 milioni di euro dal fondo sociale europeo da utilizzare gia' quest'anno. "Molti ne parlano, tanti chiacchierano, noi lo faremo. Ho già incaricato gli assessori Garavaglia e Cantù di studiare le modalità di intervento. In un momento di crisi economica particolarmente grave vogliamo usare i fondi del fondo sociale europeo per ridurre la povertà e l'esclusione sociale, anche attraverso il programma speciale di introduzione del reddito di cittadinanza". Il governatore ha indicato di voler dare una prima attuazione alla sperimentazione del 'reddito di cittadinanza' "contemporaneamente alla legge di assestamento di bilancio, fra fine giugno e luglio". Maroni ha quindi definito "interessante" la proposta di legge del Movimento 5 stelle

GELO DI SALVINI: "SBAGLIATO"/ Ma la proposta di Maroni non piace a Matteo Salvini, segretario della Lega: "Allo Stato elemosiniere, io preferisco lo Stato che abbassa le tasse e offre lavoro. Secondo me e' un messaggio culturalmente sbagliato", commenta il segretario federale del Carroccio, contattato al telefono dall'Agi. Quindi si opporra' alla proposta? "No, io non metto becco nelle questioni della Regione Lombardia ma questo non mi esime dall'avere le mie opinioni". Piu' cauto il capogruppo leghista in Consiglio regionale lombardo. "Prima di giudicare la proposta, che non abbiamo ancora visto, preferiremmo vi fosse una condivisione nell'ambito dei partiti di maggioranza", spiega Massimiliano Romeo.

IL GOVERNATORE REPLICA: "NON E' ELEMOSINA"/ "Lui dice che si tratta di elemosina di Stato, se lo fosse avrebbe ragione ma non e' cosi', perche' il fondo sociale europeo e' un'altra cosa". Così Maroni, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulle critiche mosse dal leader del Carroccio, Matteo Salvini.: "Sara' il modello lombardo di reddito di cittadinanza che lotta contro la poverta' e l'esclusione sociale, fenomeni che purtroppo sono presenti in Lombardia tra i giovani, gli anziani e i disoccupati". Una misura che "si realizza non attraverso l'elemosina di Stato ma con misure concrete di avviamento al lavoro". Nel corso del suo intervento in conferenza stampa, il governatore ha sottolineato che "il fondo sociale europeo ha due finalita': inclusione sociale attraverso politiche attive del lavoro e lotta alla poverta' e all'esclusione sociale. Queste due iniziative le ho messe insieme chiamandole reddito di cittadinanza in stile lombardo".

GELMINI (FI): "PERPLESSITA'"/ "Suscita perplessità la proposta del Governatore lombardo, Roberto Maroni, di sperimentare il "reddito di cittadinanza - così Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia -. La Lombardia è molto avanti nell'attuazione delle politiche attive sul lavoro, dalla formazione al collocamento, tanto da far pensare che può tranquillamente fare a meno di soluzioni che hanno il sapore dell'assistenzialismo. Bisogna creare nuove opportunità di lavoro, anche coi fondi europei, come ha già fatto in più di una occasione la Lombardia. La crisi si batte abbassando le tasse su imprese e lavoro e realizzando le condizioni perché lavorare in Lombardia sia più competitivo e profittevole. Ripeto, il reddito di cittadinanza, non a caso applaudito dai 5 Stelle, è una forma assistenziale che non ci aiuta ad uscire dall'impasse. Per noi le parole chiave restano: lavoro e impresa. E la Lombardia può proseguire sulla strada che ha già imbo ccato e che noi tutti consideriamo quella giusta".

PISAPIA "ASSOLUTAMENTE FAVOREVOLE"/ "Io sono assolutamente favorevole al reddito di cittadinanza. Chiaramente bisogna prima trovare le modalità per creare nuovi posti di lavoro". Così il sindaco Giuliano Pisapia, a margine di una cerimonia a Milano, sulla proposta di Maroni. "Sicuramente è un tema interessante. Non conosco nello specifico la proposta, che credo venga dal Movimento 5 stelle", ha ricordato Pisapia. 

IL PD: "NO AD ANNUNCI BOOMERANG"/ “Noi siamo pronti a discuterne da subito - ha dichiarato a riguardo il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri -. L’introduzione del reddito di autonomia era nel nostro programma elettorale per la Regione, dunque ben venga il confronto. Attenzione, però: è un obiettivo importante e ambizioso, che richiede serietà e concretezza. Non bastano gli annunci né operazioni boomerang come quella sui ticket”.

M5S: "RISVEGLI DAL LETARGO"/ Il Movimento 5 stelle plaude alla proposta di Roberto Maroni e si dichiara disposto a collaborare col governatore leghista. "A due giorni dalla nostra mobilitazione nazionale, con la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, Maroni si e' svegliato dal letargo e ha dichiarato di essere orientato a definire un progetto di reddito di cittadinanza Lombardia. Ancora una volta, esattamente come nel caso di piu' autonomia per la regione, le buone idee del Movimento 5 Stelle dettano l'agenda della politica lombarda e Maroni e' costretto a rincorrere", ha commentato Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia. "La nostra proposta", continua Violi, "evidentemente piu' consistente di alcune dichiarazioni estemporanee, e' stata depositata nel marzo 2014 (progetto di legge 151 - 20 marzo 2014), oltre un anno fa. Questa maggioranza evidentemente ha sprecato tempo fin qui ignorando un progetto che sostiene concretamente i cittadini che hanno perso o non riescono a trovare un lavoro e che riceverebbero, per un massimo di tre anni, un sussidio mensile da parte della Regione. In compenso il cittadino si mettera' a disposizione della collettivita' per lavori socialmente utili nelle scuole, nei tribunali e in altri contesti". "Siamo pronti a discutere sin da ora: quando si tratta del benessere dei cittadini non ci fermiamo alle dichiarazioni di intenti o alle bandierine politiche e sollecitiamo anche le altre forze politiche di partecipare, il reddito di cittadinanza e' una misura che non puo' piu' aspettare. Non perdiamo altro tempo", ha concluso.

SEL: "MEGLIO TARDI CHE MAI"/ Finalmente anche il presidente Roberto Maroni ha dovuto iniziare a prestare attenzione al tema del reddito" commenta Alessandro Capelli del coordinamento di Sel Lombardia "Meglio tardi che mai! Facciamo semplicemente notare che sono anni che Sinistra Ecologia Libertà, insieme a tantissime associazioni e movimenti, sostiene la necessità dell'introduzione del reddito minimo garantito, tema a noi sempre caro, sia a livello nazionale che regionale - continua Capelli -. Per noi, come diciamo da tempo, il reddito minimo garantito non è semplicemente una misura contro le povertà, ma deve essere anche un fondamentale strumento di liberazione da tutte le forme di precarietà e ricattabilità. Essendo una politica necessaria per la vita di donne e uomini, non ci interessa rivendicare alcuna paternità sul tema, ma ci interessa invece che gli annunci si traducano in un intervento immediato. Ormai siamo abituati agli slogan a cui non seguono i fatti. Speriamo che Maroni, una volta tanto, ci stupisca non negativamente".

DE CORATO: "PRIMA LE IMPRESE"/ “Prima aiutiamo le imprese, è lì che la Lombardia deve puntare, non sul reddito di cittadinanza. Se le imprese lombarde ricominceranno a girare, ripartirà anche il lavoro e il benessere dei cittadini. Questo è lo stile lombardo, questo è il modo in cui dobbiamo fronteggiare la crisi e mandare avanti l’economia. Diamo respiro al lavoro invece di puntare sul reddito di cittadinanza che è una forma assistenziale.
 

BOCCIATURA CGIL E CISL/ Cgil e Cisl lombarde accolgono con freddezza la proposta del governatore Roberto Maroni di introdurre una sperimentazione del reddito di cittadinanza in regione attraverso l'utilizzo di fondi europei. "Non convince la proposta avanzata questa mattina dal presidente Maroni di un reddito di cittadinanza: combattere la poverta' e' un'emergenza, ma a nostro giudizio le risorse europee debbono essere destinate alla creazione di lavoro, come cardine per sconfiggere l'esclusione e l'emarginazione sociale di chi oggi e' povero", commenta la Cgil. Infatti "creare lavoro significa riconoscere alle persone non solo un reddito, ma una dignita', un ruolo sociale di cittadino e cittadina, a prescindere dal colore della pelle o dal luogo di nascita". Per il sindacato "le tante facce della crisi economica di questi anni" sono "poverta', livelli di disoccupazione a due cifre, rinuncia a curarsi". Si aggiungono, poi, "i tagli ai finanziamenti degli ammortizzatori sociali (dalla cassa integrazione in deroga ai contratti di solidarieta')".

Dunque "il rischio e' quello di non garantire minimi economici vitali a chi ha perso o rischia di perdere per sempre il lavoro". Anche per la Cisl il reddito di cittadinanza non e' una priorita' in Lombardia, visto che "a fine maggio circa 5mila lavoratori lombardi resteranno senza cassa in deroga e altri 30mila la termineranno gradualmente nei prossimi mesi e non avranno piu' nulla".  Dunque, sottolinea il segretario generale della Cisl lombarda, Osvaldo Domaneschi, "la priorita' oggi in Lombardia non puo' essere il reddito di cittadinanza annunciato dalla Regione, che meriterebbe altri approfondimenti". I fondi sociali europei, che Maroni intende usare per dare il via alla sperimentazione, "devono servire per creare opportunita' e occasioni di sviluppo e di lavoro per i giovani". E "se ci sono risorse disponibili, o individuabili, si pensi ai contratti di solidarieta', a chi sta perdendo il lavoro nelle piccole imprese, ai temi della sanita' legati ai ticket e superticket". Si pensi anche "a come costruire un'alternativa alla cassa in deroga" visto che in Lombardia "la situazione rischia di diventare drammatica". Per la Cisl lombarda, occorre che il governo acceleri sulle riforme annunciate. "Il governo deve al piu' presto realizzare la riforma della cassa integrazione, estendendola anche alle medie e piccole imprese e puntando di piu' sui contratti di solidarieta'", afferma Domaneschi. Nell'attesa che la situazione si sblocchi a livello nazionale, la Regione deve "fare di piu' per sostenere le piccole e medie aziende colpite dalla crisi" e non limitarsi "ad eseguire i decreti romani", conclude il segretario della Cisl Lombardia.

UIL: "FAVOREVOLI, MA..."/ "Per quanto riguarda le parole del governatore Maroni sul reddito minimo di cittadinanza e la relativa applicazione ci vede assolutamente favorevoli”. Questa la prima dichiarazione a caldo di Danilo Margaritella segretario generale della Uil Milano e Lombardia dopo aver appreso la dichiarazione di Maroni. E prosegue: ”Certo non vorrei che si ripetesse la stessa situazione che venne a crearsi sui ticket e la riforma sanitaria ossia belle dichiarazioni e poi piu' nulla. Noi, come Uil, auspichiamo che questa proposta ben studiata, articolata e condivisa con le parti sociali, possa svilupparsi e approdare ad un esito positivo. Ovviamente noi in questo frangente controlleremo e aspetteremo il prosieguo delle buone intenzioni annunciate dal Governatore. In questo momento in cui le persone hanno grosse difficoltà economiche causate dalla perdita del lavoro, non è pensabile che si possano proporre illusioni. Ci vuole concretezza&rdquo ;. Conclude Danilo Margaritella.

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