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Milano
Reddito minimo, la proposta di Maroni è condivisa dalla maggioranza

La proposta di sperimentazione di una forma di reddito di cittadinanza per i cittadini lombardi e' "condivisa da tutti" i partiti della maggioranza regionale di centro-destra. E' quanto sostiene una nota di Palazzo Lombardia, diffusa al termine del vertice di maggioranza, in cui il governatore lombardo ha illustrato la proposta ai capigruppo degli altri partiti. "Si tratta di un piano straordinario contro la poverta' e per l'inclusione sociale, integrato dalle politiche attive per il lavoro, destinato ai cittadini italiani residenti in Lombardia almeno da cinque anni - precisa la nota -. Il progetto di Maroni, che verra' presentato nelle prossime settimane, prendera' in considerazione anche il documento sul 'reddito di inclusione sociale', sottoscritto dalle parti sociali insieme alla Conferenza delle Regioni". "Il presidente, inoltre - si conclude -, ha deciso di tenere su questo argomento un'informativa in Consiglio regionale il 9 giugno".

CATTANEO: "MA OCCORRE PROFILO PIU' LOMBARDO"/  Soddisfazione con riserva e' stata espressa dal presidente del Consiglio regionale lombardo ed esponente di spicco di Nuovo centrodestra, Raffaele Cattaneo. Mentre ieri Maroni aveva gia' ottenuto il beneplacito di Matteo Salvini, per la Lega, e di Mariastella Gelmini, per Forza Italia, oltre che di Fratelli d'Italia. "Occorre un profilo piu' lombardo nell'elaborazione di questa misura per evitare sovrapposizione con altri concetti che possono essere politicamente strumentalizzabili", puntualizza Cattaneo in una nota. "Maroni ha spiegato la sua idea parlando esplicitamente di 'reis', il reddito di inclusione sociale, quella stessa proposta elaborata dal terzo settore che nei giorni scorsi io stesso avevo indicato come la piu' opportuna - prosegue -. Ci sara' naturalmente una prosecuzione della discussione dentro la maggioranza per chiarire e approfondire come profilare bene la platea dei beneficiari". "L'incontro e' stato positivo - conclude Cattaneo -. La maggioranza, condividendo la necessita' di individuare uno strumento per intervenire a sostegno delle famiglie lombarde in difficolta' che si trovano sotto la soglia della poverta' assoluta, ha ribadito la necessita' di determinare meglio obiettivi e contenuti della proposta che ora ha assunto caratteri ben diversi dal reddito di cittadinanza inizialmente ipotizzato

"UN REDDITO PER I CITTADINI"/ "Sul reddito di cittadinanza io parto da questo ragionamento: in Lombardia ci sono dei cittadini da aiutare, ma quanti di questi possono essere aiutati attraverso le politiche attive del lavoro? Non possiamo attivare al lavoro il 70enne che cerca qualcosa da mangiare nei cassonetti o le persone che hanno delle disabilità. Per cui per queste categorie di persone bisogna intervenire in altro modo, aiutandoli concretamente e dando loro un contributo: per cui per questi soggetti stiamo studiando un altro tipo di intervento". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo in diretta alla trasmissione 'Mattino 5 - La Telefonata' su Canale 5. "Abbiamo quasi un miliardo di euro - ha proseguito Maroni - fornitoci dal Fondo Sociale Europeo che possiamo utilizzare nell'arco dei prossimi 5 anni, per cui non si tratta di un problema di risorse, ma dobbiamo individuare la platea di persone: noi questo reddito lo daremo ai cittadini, italiani ed europei, non a chi cittadino non è, quindi non agli extracomunitari, e per evitare degli abusi metteremo per esempio delle soglie sul criterio della residenza in Lombardia almeno da un certo numero di anni, un criterio già esistente per l'assegnazione delle case popolari". "Ci siamo posti un tempo - ha precisato Maroni - che è quello dell'approvazione della legge di assestamento di bilancio, a fine giugno, per vedere quali risorse avremo a disposizione nel 2015 oltre ai fondi sociali europei, per cui penso potremo partire già in autunno con la sperimentazione."

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