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Milano
Reddito minimo, Maroni incassa il sì di Salvini

La proposta di Roberto Maroni di sperimentare una forma di reddito di cittadinanza incassa il via libera di Matteo Salvini a una settimana dall'annuncio. "Abbiamo chiarito che l'idea di sostegno al reddito riguarda coloro che non sono piu' reinseribili nel mondo del lavoro", ha spiegato il segretario leghista, che, in un primo momento aveva mostrato scetticismo a forme che considerava "elemosina di Stato". "E' una proposta diversa dai 'grillini', riguarda i cittadini lombardi, mentre Grillo parla di residenti", ha aggiunto Salvini, presentandosi con il governatore lombardo in sala stampa al termine del consiglio federale della Lega Nord.

Nella mattinata di oggi, era stato annunciato il rinvio a martedì del vertice tra i rappresentanti dei partiti di maggioranza in Regione Lombardia. Nel corso della riunione, che in genere si tiene ogni lunedi' intorno all'ora di pranzo, Roberto Maroni avrebbe dovuto presentare alle altre forze politiche la sua proposta di introdurre una sorta di reddito di cittadinanza regionale. L'incontro e' pero' slittato per concomitanza con altri impegni del governatore (nel primo pomeriggio e' in programma una riunione del consiglio federale della Lega Nord).

MARONI: "C'E' BISOGNO DI QUESTO INTERVENTO"/ Roberto Maroni precisa che l'idea di un assegno mensile pari a 700 euro "e' una cifra che e' uscita, e' una delle ipotesi che si sta valutando" nell'ambito del progetto-sperimentazione sul reddito di cittadinanza in Regione Lombardia. "Domani alle 13 faro' un incontro con i capigruppo. I dati che sono emersi dimostrano che c'e' bisogno di questo intervento che non e' alternativo alle politiche attive del lavoro, anzi, si accompagna ma ci sono dei cittadini lombardi a cui non possono rivolgersi", ha spiegato il governatore parlando coi giornalisti e confermando quindi il rinvio del vertice di maggioranza a domani (Lega e Forza Italia si sono inizialmente dichiarati contrari all'ipotesi del reddito di cittadinanza). "Accanto alle politiche attive del lavoro, su cui la Lombardia e' prima in Italia, voglio mettere anche questa componente di sostegno al reddito per chi non arriva a fine mese - ha insistito Maroni - . Sono in corso delle simulazioni per valutare le esperienze che ci sono nei Paesi europei e in alcune Regioni italiane per prendere il meglio e adattarlo alle specificita' della regione Lombardia". Poi "c'e' anche un documento che hanno fatto le parti sociali, il reddito di inserimento sociale, a cui ha aderito anche la Conferenza delle Regioni qualche mese fa", ha continuato Maroni. "Le risorse ci sono: il Fondo sociale europeo ci ha dato 970 milioni di euro per le politiche attive e la lotta alla poverta', a cui possiamo aggiungere risorse regionali, se sara' il caso". "Faremo incontri - ha concluso il governatore - con parti sociali, volontariato e i sindaci dei comuni per definire il modello lombardo.

OK ANCHE DA FORZA ITALIA E FRATELLI D'ITALIA/ Alla vigilia del vertice di maggioranza, Roberto Maroni incassa l'ok non solo della Lega, ma anche di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Mentre Nuovo centrodestra continua a manifestare la sua contrarieta' alla proposta. "Abbiamo chiarito che l'idea di sostegno al reddito riguarda i cittadini che non sono piu' re-inseribili nel mondo del lavoro", ha spiegato il segretario leghista, che, in un primo momento aveva mostrato scetticismo a forme che considerava "elemosina di Stato". "E' una proposta diversa dai 'grillini', riguarda i cittadini lombardi, mentre Grillo parla di residenti", ha aggiunto Salvini, presentandosi con il governatore lombardo in sala stampa al termine del consiglio federale della Lega Nord. Cambio di opinione anche per Mariastella Gelmini, tra le prime a esprimere "scetticismo" nei confronti della misura. La coordinatrice lombarda di FI pretende pero' un cambiamento della denominazione (da reddito di cittadinanza a sostegno agli indigenti). Mentre da Nuovo centrodestra non vi e' alcuna posizione ufficiale al momento.  "Ho visto con piacere le ultime dichiarazioni del presidente Maroni che delineano un avvicinamento alla nostra posizione: no ad un sussidio generalizzato con logica meramente assistenziale, si' ad un sostegno temporaneo e finalizzato alle persone che hanno davvero bisogno e che non possono essere inserite o reinserite nel mondo del lavoro", scrive Gelmini. "Quindi passiamo dalle parole ai fatti, ma non parliamo piu' di 'reddito di cittadinanza' - prosegue Gelmini -. Invece da un lato, parliamo di politiche attive del lavoro e dall'altra di sostegno agli indigenti. In mancanza di una seria politica anti-crisi da parte del governo, da attuare nel quadro di una generale riduzione della tassazione, e' giusto che Regione Lombardia svolga un ruolo di supplenza che i Lombardi ormai si aspettano costantemente". D'accordo anche Fratelli d'Italia. "Il reddito di cittadinanza studiato dal presidente Maroni per i lombardi non e' una forma di assistenzialismo, ma un'importante risposta per tutte quelle fasce deboli che, anche nella nostra Regione, a fronte di una crisi grave e duratura, faticano ad arrivare a fine mese", ha precisato Viviana Beccalossi, assessore di FdI all'Urbanistica. "Il reddito di cittadinanza della Lombardia avra' un punto fermo e imprescindibile: neanche un euro ai fannulloni o a chi pensa di poter contare su un privilegio".

PD: "GIUDIZIO SOSPESO"/ "Un sostegno al reddito per coloro che fanno fatica ad arrivare a fine mese era ed e' una nostra priorita' inserita gia' nel programma elettorale. Il nostro giudizio e' sospeso in attesa di avere qualche elemento in piu' dalla giunta su come intendono attuare questa misura". E' quanto scrive in una nota il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri. "L'importante e' che non si prendano in giro i cittadini lombardi come accaduto con i ticket sanitari rivelatisi un flop", ha avvertito Alfieri. "Al momento l'unica certezza che abbiamo e' che la maggioranza e' divisa come su tutti provvedimenti piu' importanti in discussione in Regione Lombardia.

M5S CONTRO SALVINI/ Al Movimento 5 stelle non e' piaciuta la declinazione del 'reddito di cittadinanza' in Lombardia cui si e' detto favorevole Matteo Salvini, ovvero il sostegno ai cittadini italiani "non re-inseribili nel mondo del lavoro". "Salvini, che viene pagato per il suo assenteismo al Parlamento Europeo, evidentemente non riesce a capire il dramma della disoccupazione che affligge l'Italia - sostiene Dario Violi capogruppo del M5s in Consiglio regionale lombardo - Secondo Salvini il reddito di cittadinanza dovrebbe essere assegnato solo a chi non e' reinseribile nel mondo del lavoro. E tutti gli altri? Tutte quelle persone che vivono sotto la soglia di poverta'?". La proposta di un reddito di cittadinanza e' stata avanzata la settimana scorsa dal governatore leghista Roberto Maroni, che, in un primo tempo, aveva definito "interessante" il progetto del M5s, scatendo le critiche di Salvini e di Forza Italia. "La priorita' deve essere il sostegno ai cittadini lombardi e non lo scontro con il Movimento 5 Stelle - continua il capogruppo al Pirellone -. E' inutile che Salvini e la Lega si sforzino inutilmente di divincolarsi dalla nostra proposta, e' sotto gli occhi di tutti che il tema e' entrato nel dibattito politico grazie al lavoro costante del Movimento 5 Stelle e all'apporto simbolico della marcia di dieci giorni fa". "A noi non interessa mettere la bandierina sulla proposta e siamo pronti per discutere al piu' presto il testo in Commissione, e se questo e' il contributo che puo' dare Salvini e' meglio che continui a occupare il suo tempo organizzando comparsate nei programmi televisivi e raccogliendo ortaggi nelle piazze", conclude Violi

 

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