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Regionali Lombardia, sfida Cattaneo-Alfieri. Quando Varese è caput mundi

C’è tanto di Varese nella politica lombarda. L’intervista doppia di Affaritaliani.it Milano a Raffaele Cattaneo e Alessandro Alfieri

di Fabio Massa

C’è tanto di Varese, oggi, nella politica lombarda. Roberto Maroni è di Varese, il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo è di Varese, il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri è di Varese. Affaritaliani.it Milano ha intervistato Cattaneo e Alfieri per parlare di Giorgio Gori e di un’altra persona che con Varese ha molto a che fare: il candidato Attilio Fontana. L’INTERVISTA DOPPIA DI AFFARITALIANI.IT MILANO

RAFFAELE CATTANEO (CANDIDATO REGIONE NOI CON L’ITALIA), PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

Presidente Raffaele Cattaneo, candidato in Regione Lombardia, che cosa si aspetta dal suo partito, ovvero Noi con l’Italia?
Sono fiducioso che Noi con l’Italia possa superare la soglia del 3 per cento che consentirà di aggiungere ai 20-25 parlamentari che saranno eletti nei collegi uninominali, altrettanti seggi dalla quota proporzionale.

Perché pensa di superare il 3 per cento?
Perché noi siamo radicati sul territorio, e in questo momento la nostra proposta raccoglie più il voto di radicamento che di opinione. Diciamo che noi parliamo alla testa e al cuore della gente, altri alla pancia e alle emozioni. Poi ci sono i sondaggi…

Ecco, appunto.
I sondaggi ci danno intorno al tre per cento. Se i sondaggi ci danno attorno al 3 per cento penso che supereremo questa quota.

Perché?
In passato le proposte centriste sono sempre state accreditate di risultati inferiori di quelli che poi in effetti sono usciti dalle urne.

E sulla Regione?
Io credo che in Lombardia saremo in grado di puntare a percentuali più ambiziose, che possano arrivare anche al doppio di quelle nazionali. Per capirci: il 5 o il 6 per cento potrebbero essere numeri realistici.

Il movimento della Lorenzin vi porterà via voti?
Pochissimi, salvo forse nel caso della provincia di Bergamo dove c’è il candidato Angelo Capelli, che è stato capogruppo di Ncd in questa legislatura.

Per la Regione sarete decisivi?
Ne siamo certi. Sono anche certo che vincerà Attilio Fontana ma so anche che il distacco con il suo principale competitor non sarà travolgente come il Formigoni che doppia l’avversario, ma più simile al Maroni che vinse con poco più del 4 per cento da Ambrosoli. Questo distacco sarà molto vicino alla percentuale di voti che Noi con l’Italia sarà in grado di raccogliere in Lombardia. Capiamoci: saremmo stati ancor più decisivi avessimo deciso di schierarci con Gori, ma noi siamo stati con Fontana.

Lei conosce bene Fontana: siete di Varese entrambi.
Attilio Fontana è conosciuto a Varese per il suo lavoro da sindaco per due mandati e prima come primo cittadino di Induno Olona. Noi conosciamo da tanti anni. Poi devo dire che in città c’è un clima favorevole al centrodestra non solo per Fontana ma perché è riconosciuta la nostra esperienza di buongoverno. Devo dire che a Varese la competizione di Gori si sente meno che altrove e ancor meno la competizione del Movimento 5 Stelle.

Però a Milano è avanti Gori. E non di poco, pare.
Questo lo vedremo nelle urne. E’ vero che la città di Milano è sicuramente più orientata a un voto a sinistra: fa parte della cultura urbana. In città la sensibilità è diversa dalla periferia, però la Lombardia non è una metropoli. Mi si permetta: la gran parte dei lombardi non vive nella metropoli. In democrazia contano gli elettori, e gli elettori vivono fuori dalle aree urbane.

Domanda tendenziosa: come si vede tra tre mesi?
Mi vedo in Regione Lombardia a disposizione della nostra coalizione. Mi auguro di essere rieletto per mettere a disposizione la mia esperienza per i ruoli che assieme al mio partito e al governatore si riterrà che potrò esercitare.

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ALESSANDRO ALFIERI (CANDIDATO SENATO PD), SEGRETARIO PD LOMBARDO

Segretario Alfieri, alla fine chi vincerà tra Gori e Fontana? Ovviamente Gori…
Ovviamente. Perché da un lato c’è Gori che ha studiato, che è preparato, che da mesi gira la Lombardia. Dall’altra Fontana che è stato scelto nelle cene di Arcore e che è scomparso, è spaesato. Sa che cosa penso? Che sia legittimamente preoccupato perché guidare la Regione Lombardia è una cosa difficile. Gori sarà il primo presidente di centrosinistra. Io ci credo.

Lei è candidato al Senato. Come andrà per le politiche?
Il Pd sta recuperando. Ieri da Milano con Matteo Renzi abbiamo lanciato l’operazione primo posto. Il Pd e il centrosinistra può essere primo gruppo parlamentare. Del resto la domanda è semplice: la domanda è tra chi vuole chi propugna come Lega e 5 Stelle l’uscita dall’Europa per andare chissà dove, e chi invece, senza averle azzeccate tutte e senza bacchetta magica, sta però provando a consolidare la ripresa economica.

Secondo lei si è rotto qualcosa tra Milano e Matteo Renzi?
Io penso che Renzi possa interpretare al meglio la seconda fase.

Quale seconda fase?
Noi abbiamo messo in campo tante riforme, adesso vanno consolidate: Renzi ha carte in regola per farlo. Si possono avere  visioni differenti ma abbiamo avuto successo quando le partite sono state giocate insieme, tra governo e istituzioni locali. Pensiamo all’Expo, o alle periferie: REnzi ha avuto la grande intuzioni di stanziare soldi per le periferie. Soldi che Milano sta usando bene. Io lavoro e faccio il tifo perché questa collaborazione continui. Anche perché Milano non gioca una partita dentro le cinta daziarie, ma deve essere esempio per il Paese.

Lei è di Varese, e anche Attilio Fontana. Qual è il vostro rapporto?
Abbiamo un rapporto sicuramente di stima: sono stato in consiglio comunale con lui. Purtroppo è rimasto molto fermo. Da sindaco di Varese non ha avuto coraggio, non ha innovato. Oggi c’è un sindaco di centrosinistra che rischia di più e che ha fatto di più in pochi mesi rispetto a Fontana in anni. Detto questo ribadisco: la stima personale è assoluta. Ma di coraggio non ne ha avuto.

Varese da sempre è una città moderata. Secondo lei i centristi saranno decisivi?
Il tema non è Varese. Il tema è piccoli centri rispetto a grandi centri. E la categoria del centro credo che sia ampiamente superata. Ci sono delle proposte politiche in campo e non vedo spazio politico per quell’offerta politica, quella che fa riferimento a Raffaele Cattaneo, per capirci. O uno sceglie centrosinistra o centrodestra. E quando a Varese abbiamo messo una proposta in campo abbiamo vinto.

fabio.massa@affaritaliani.it