di Fabio Massa
DOMANDA 1
Fabio Altitonante, partiamo dalle cose fatte: tra le leggi approvate in questa legislatura, una ha preso addirittura il suo nome, “Legge Altitonante”, ossia quella sul recupero dei seminterrati.
ALTITONANTE: Sono molto orgoglioso di questa legge: abbiamo dato un aiuto concreto a professionisti e piccole e medie imprese con meno tasse e meno burocrazia, regole chiare e semplici. Abbiamo consentito ai cittadini di utilizzare (bene) spazi che già hanno per uffici, commercio e residenza.
Carmela Rozza, iniziamo da una sua grande passione, le tematiche relative alle case popolari. Il centrodestra dice di aver riformato il sistema di assegnazione delle case popolari e il sistema di governance delle Aler. Che cosa ne pensa?
CARMELA ROZZA: La riforma delle Aler è una riforma priva di costrutto, completamente inapplicabile e confusionaria. Sulla governance Aler hanno semplicemente tolto i consigli di amministrazione ma non hanno neppure toccato gli assetti. Aler Milano doveva esser rivoltata come un guanto e questo non è stato fatto. Sono rimasti tutti al loro posto. Se dovesse toccare a me la prima cosa che faccio è esaminare l’operatività passata dei dirigenti per accertare responsabilità, e poi ricollocare. Per quanto riguarda l’assetto complessivo, bisogna spacchettare Aler e Provincia. L’Aler così grossa non va bene.
DOMANDA 2
Carmela Rozza, il centrodestra dice di aver varato una legge sulle assegnazioni che favorisce gli italiani.
CARMELA ROZZA: Questa è una bufala di chi non sa come sono le realtà oggettive. Tutti gli extracomunitari, a Milano, che richiedono una casa popolare hanno almeno cinque anni di residenza in Lombardia. E quindi rientrano anche nei nuovi requisiti. In realtà la riforma penalizza gli italiani che vengono dal sud per lavorare. Tra questi ci sono insegnanti, infermieri, poliziotti: non possono partecipare proprio per la riforma delle assegnazioni che evidentemente colpisce gli italiani e non gli stranieri.
Fabio Altitonante, prima di passare ai temi economici, parliamo del sociale e delle case popolari.
FABIO ALTITONANTE: Centrale è il tema delle case popolari. Appena eletto in Regione ho proposto e ottenuto la riforma organizzativa delle Aler, con l’abolizione delle poltrone inutili e la creazione di aziende efficienti. Poi abbiamo dato i fondi per le manutenzioni e stabilito nuovi criteri per le assegnazioni, che premiano finalmente gli italiani. In questi 5 anni ho visitato più di 80 quartieri popolari di Milano e provincia, parlato con tantissime famiglie, risolto immediatamente i piccoli problemi e individuato le priorità per stanziare nuovi fondi. In più, siamo intervenuti con il sostegno all’affitto per aiutare le persone in momenti di particolare difficoltà.
DOMANDA 3
Fabio Altitonante, a proposito di sicurezza. Un’altra legge molto discussa è stata quella sulle moschee.
FABIO ALTITONANTE: Noi abbiamo dato delle semplici regole, perché ci sono diritti e doveri. Prima della nostra legge c’erano centinaia di richieste di nuove moschee. Ora nessuna… Sarà un caso?
Carmela Rozza, lei che cosa ne pensa della legge sulle moschee di Regione Lombardia?
CARMELA ROZZA: La verità è che Regione Lombardia ha tolto gli strumenti ai comuni per eliminare le moschee abusive. Del resto, quando non si dà la possibilità di pregare in ambienti trasparenti, con i sermoni in italiano, assolutamente controllati, si lede un diritto costituzionale. E quindi adesso la magistratura non autorizza più gli sgomberi delle moschee abusive, che proliferano. La verità è che Regione Lombardia impedisce di fare sicurezza su questo tema, e non quello che affermano loro.
DOMANDA 4
Carmela Rozza, come vede lo scenario politico nazionale?
CARMELA ROZZA: Nessuna coalizione e nessuna forza politica raggiungerà il 40 per cento. Avendo bocciato il referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre siamo tornati indietro di trent’anni e sarà il parlamento a decidere il governo. Dopodichè vedo che in questa campagna elettorale si parla tanto di Renzi e non delle proposte. Il governo Renzi ha fatto molto, ma andrebbe discussa la linea politica e non Renzi sì o Renzi no. E lo dice una non renziana: dobbiamo dare un partito agli italiani che sa affrontare i temi del Paese.
Fabio Altitonante, lei si ricandida in Regione. Che cosa promette?
FABIO ALTITONANTE: È sbagliato chiedere un voto a scatola chiusa. Sono convinto che le azioni, i fatti, i risultati che ho ottenuto, valgano più di tante parole e vuote promesse. Quello che chiedo ai cittadini è: andiamo avanti insieme! Con i fatti che mi supportano. Un esempio? Da una mia proposta è nato a Milano un polo di riferimento nazionale per la mamma, il bambino e l’età evolutiva, con l’unione di Fatebenefratelli – Macedonio Melloni, Buzzi e Sacco. Gli obiettivi per il futuro? Più aiuti alla sanità pubblica, l’abolizione del super ticket, basta code al pronto soccorso e basta liste d’attesa per le visite specialistiche.
