di Ma.TS.
Il presidente della Giunta sarà della Lega ma il consiglio regionale sarà a prevalenza di azzurro. E’ l’auspicio, suffragato però dai numeri dei sondaggi e dai ragionamenti politici, che si fa negli ambienti direttivi di Forza Italia in Lombardia. I 19 consiglieri della tornata 2013 potranno arrivare facilmente a 21 se tutte le caselle del puzzle delle liste elaborate da Mariastella Gelmini e Silvio Berlusconi si riempiranno nel modo giusto. E se questo accadrà, vorrà dire che la scommessa di cedere la presidenza (per la quale Gelmini sembrava il nome designato e vincente) per puntare sulla vittoria, sui candidati del territorio e sul miglioramento del risultato, sarà stata vinta.
Nella ratio della regia politica azzurra i due consiglieri in surplus saranno sottratti a quelle sedie che furono della lista Maroni. Nel 2013 infatti l’effetto trascinamento del nome sul simbolo (il classico caso dell’elettore che pensa di votare il presidente e barra il simbolo della lista) funzionò talmente bene da garantire alla civica del presidente 11 consiglieri e un risultato del 10 per cento. Ma era un’altra epoca: la Lega viveva il travaglio della vicenda Bossi-Belsito e si preferì dirottare l’elettorato sulla civica. Al giorno d’oggi invece il partito di Salvini basta a se stesso e potrebbe lasciare alla lista personale di Fontana appena le briciole: potrebbe infatti arrivare a prendere a Milano un consigliere (dai 2 di partenza) con una percentuale di gran lunga più bassa (l’1 per cento?).
Fabio AltitonanteIn base a questo ragionamento, il 16 per cento dell’allora Popolo delle Libertà, passato attraverso il distaccamento di NCD con il conseguente migrare di 6 consiglieri del Pirellone e le forche caudine di periodi neri al 4% nazionale, è non solo raggiungibile ma totalmente migliorabile per la nuova Forza Italia. Il risultato facilmente raggiungibile sarebbe un 18-19 per cento, quello auspicabile un 20 con tendenza al 21 (calcolando i resti).
In caso di vittoria del centrodestra sarebbero dunque 15 i seggi da spartirsi nella circoscrizione di Milano. Escludendo che la lista legata a Stefano Parisi (che ora è candidato presidente nel Lazio) possa piazzare un consigliere, inserendo il già citato della lista Fonatana, augurandone uno al partito Pensionati e uno alla “quarta gamba”, e mettendo da parte quello sicuro di Fratelli d’Italia, gli scenari che restano sono 2: il boom degli azzurri con 7 consiglieri, che lasciano appena 4 posti al Carroccio, o una situazione più equa con 5 seggi alla Lega e 6 ai berlusconiani.
Giulio GalleraPrendiamo per prudenza la seconda ipotesi e proviamo ad assegnare le poltrone. Nessuno si stupirà se le prime due andranno agli uscenti Giulio Gallera, già assessore al Welfare, e Fabio Altitonante. Ma poiché questa è anche la prima elezione in cui è stata introdotta la doppia preferenza di genere, non sarà secondario studiare con quali candidate nei vari territori i due campioni di voto avranno scelto di mettersi in ticket. Mentre infatti Silvia Sardone corre da sola con il suo bacino di preferenze e la sua capacità di dare visibilità a se stessa e al simbolo, sfrutteranno di più il meccanismo delle accoppiate le altre candidate in lista. In questo caso è molto forte sul territorio Manuela Ponissi, voluta dalla zona della Martesana e già consigliera a Rodano.
Potrebbero emergere anche nomi come quello di Daniela Pallazzoli già prima cittadina di Cusago e di Annamaria Romeo, dirigente di Poste Italiane, consigliera comunale a Basiglio e referente di Forza Italia per tutto il sud ovest di Milano. Saranno loro a contendersi la poltrona a cui aspira un altro consigliere comunale, ma di Milano, Gianluca Comazzi: il suo bacino elettorale, quello del mondo dell’animalismo, in questo caso potrebbe esser conteso da altri candidati (2 o 3) espressi da Micaela Vittoria Brambilla nella lista lombarda, come Manuela Gigante.
Molto meno incerti sembrano invece il quinto e sesto posto (non necessariamente in ordine di preferenze) di Marco Alparone e Alan Rizzi. Il primo con una carriera da sindaco di Paderno Dugnano dal 2009, e una sfida quasi impossibile sfiorata per un soffio nel 2014: vincere le elezioni comunali al primo turno nel momento di più bassa popolarità di Forza Italia; Alparone dovette in realtà andare al ballottaggio ma vinse comunque.

Riccardo De Corato
Il secondo, Alan Rizzi, con un passato da giornalista, consigliere comunale a Milano e assessore allo sport durante la giunta del sindaco Letizia Moratti, quindi capogruppo a Milano e coordinatore del partito in città metropolitana, ha ricoperto anche l’incarico di assessore allo sport a Legnano.
Entrano nel mondo azzurro dalla società civile Rita Amabile, con una carriera nel mondo di Palazzo Marino, così come Annalisa Alberti e Laura Zoppini. E’ invece una figura a metà tra l’azienda, la politica e l’associazionismo quella di Ruggiero Del Vecchio, imprenditore nel settore dell’automobile, già impegnato nel Movimento Cristiano Lavoratori e vice responsabile dei Giovani di Forza Italia, nonché già consigliere di minoranza ma campione di preferenze a Settimo Milanese.
Su una figura proveniente da Legnano – la vittoria dell’importante comune ha rappresentato un vero e proprio laboratorio politico per il centrodestra – punta anche Fratelli d’Italia: Maira Cacucci è la quarta in lista per il partito di Giorgia Meloni, dopo l’eterno Riccardo De Corato (chissà che non gli spetti finalmente un assessorato a Palazzo Lombardia), la new entry – proviene da Fuxia People – Maria Teresa Baldini, e il “gioiello di famiglia” (quello che si mette su solo nelle grandi occasioni) Romano La Russa.
Luca Del GobboE Noi con l’Italia? La provincia più probabile in cui si “aprirà” il seggio sarà proprio Milano e a sedere su quella poltrona (forse per poco prima di passare ad un nuovo assessorato, dopo quello all’Innovazione ricoperto nella scorsa legislatura) è quella di Luca Del Gobbo: sua è stata la regia della difficile vittoria al comune di Magenta. In caso di un secondo seggio è molto quotata Deborah Giovanati, assessore alle politiche sociali del municipio di Milano zona 9. Non si può però parlare di Noi con l’Italia senza uscire da i confini di Milano – le altre province saranno però oggetto di un’altra puntata sempre su Affaritaliani.it Milano – e nominare il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo. Nessun dubbio che salirà al Pirellone facendo il pieno nella sua Varese, sempre però che il nuovo partito performi a dovere, dove però anche Forza Italia punta ad eleggere almeno due consiglieri: la lotta per accaparrarsi voti nel territorio d’elezione della Lega sarà quindi all’ultimo sangue.
