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Regione Lombardia, Fontana: “16 assessori, equilibri di genere, no a tecnici”

Regione Lombardia, oggi la proclamazione ufficiale di Attilio Fontana, la squadra al massimo mercoledì: “Sedici assessori. Pressioni dei partiti? Non molte…”

Regione Lombardia, Fontana: “16 assessori, equilibri di genere, no a tecnici”
Attilio Fontana

Regione Lombardia, oggi la proclamazione ufficiale di Attilio Fontana

Regione Lombardia: oggi è il giorno della proclamazione ufficiale di Attilio Fontana, nuovo governatore che succede a Roberto Maroni. Per la composizione della Giunta, la conferenza stampa con l’ufficializzazione è attesa per martedì o al massimo mercoledì. Frequenti sono stati nelle ultime ore i contatti tra Fontana ed il suo predecessore, mentre nell’agenda del neo-governatore ci sono oggi gli incontri con i singoli partiti che compongono la sua maggioranza. Ultimi dettagli per trovare definitivamente la quadra, con un numero di assessori che è tornato a sedici e non più a quattordici, e quattro sottosegretari. Dovrebbe essere rispettata anche la soglia del 40 per cento di presenza femminili. Fontana vorrebbe riuscire a vedere rappresentate tutte le province, eventuali nomine assessorili per eletti in consiglio regionale apriranno la strada al ripescaggio di qualche non eletto.

“Sedici assessori, tutti politici e nessun tecnico”

Intervistato oggi da Repubblica, Fontana a riguardo della Giunta dichiara: “Sarà composta da sedici assessori. Tutti politici e nessun tecnico. Pressioni dei partiti? Alla fine non molte, direi. Abbiamo avuto solo qualche difficoltà a rispettare l’equilibrio di genere”. Fontana ha ribadito che i suoi primi provvedimenti riguarderanno l’aumento del numero degli asili nido gratis e la semplificazione della burocrazia. Ma anche l’abolizione del superticket avverrà “in tempi rapidi”. Una battuta anche sugli investimenti per Trenord e la mobilità su ferro: “Se Trenitalia si impegna a versare la metà di quanto ha fatto la Regione sulla gestione della rete per l’acquisto di nuovi treni la gestione comune può proseguire. Altrimenti siamo pronti anche a fare da soli. Dipende da quello che ci diranno”.