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Milano
Rogo a Milano: convocata task force, ansia per i residenti - VIDEO

Una task force per gestire l'emergenza che si è venuta a creare dopo l'incendio di domenica in Bovisasca. È stata convocata per giovedì 18 ottobre e vedrà la partecipazione dell'assessore regionale all'Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, della vice sindaco di Milano e assessore alla Sicurezza, Anna Scavuzzo e dell'assessore all'Ambiente e Mobilità, Marco Granelli. Saranno presenti anche i rappresentanti dell'Ats di Milano, dell'Arpa Lombardia, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile comunale. 

In Bovisasca, intanto, la gente ha paura. Quel fumo nero preoccupa, nonostante le rassicurazioni dell'Arpa. L'odore è pungente, fastidioso, l'aria irrespirabile, e l'ansia sale nel timore che l'incendio di domenica possa aver rilasciato sostanze tossiche e nocive. "Pensavamo fossero fuochi d'artificio", racconta una residente, e invece era "un fuoco allucinante, altissimo".

La preoccupazione dei residenti della Bovisasca - Video

A preoccuparsi non sono solo i residenti del quartiere. "La nube maleodorante che oggi si è estesa su Milano a seguito dell’incendio doloso del deposito abusivo di rifiuti a Quarto Oggiaro va monitorata attentamente, anche con riferimento alle previsioni meteo e di dispersione degli inquinanti - ha detto Edoardo Croci , Presidente della sezione di Milano di Italia Nostra - Non devono essere creati allarmismi, ma neanche sottovalutati gli effetti, anche a breve termine". 

"In particolare - ha proseguito Croci - ci si aspetta che siano forniti anche i dati sulle concentrazioni in aria delle diossine, tenendo come riferimento, in assenza di limiti normativi, le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale Sanità, che indicano una soglia di pericolo già a 0,3 psicogrammi al metro cubo. Inoltre, in relazione alle previsioni di temperature, con picchi superiori a 20 gradi fino a fine mese, risulta dannosa l’accensione degli impianti di riscaldamento in molti stabili. Non basta dunque il pur lodevole appello del Sindaco, ma ci vuole un’ordinanza che prescriva di non accendere i riscaldamenti".

Rogo a Milano, nube sulla città. Sala: "Accertare responsabilità"

L'odore è ancora forte e si estende sulla città. Mentre ieri ad essere interessato era tutto il versante ovest nei quartieri Fiera-Washington-Solari-Giambellino, a causa di uno spostamento d'aria che andava in direzione nord-sud, oggi il vento spira da nord est portando l'odore anche in zona Citta' Studi. In mattinata e' cominciato il tam tam sui social da vari punti della citta' con segnalazioni che descrivevano oltre all'odore sgradevole anche chiazze di fumo. L'Arpa comunque, grazie ai suoi monitoraggi, assicura che non ci sono pericoli per la salute. Per domani sono attesi i risultati delle analisi specifiche sui microinquinanti che sono state fatte domenica sera e lunedi' sul luogo del rogo. Nel frattempo proseguono le operazioni di spegnimento: l'incendio e' ancora in corso e i vigili del fuoco devono operare con estrema cautela perche' il capannone e' pericolante, dunque non possono entrare

Nessun pericolo per i cittadini, ma - spiegano dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale - ci vorranno alcuni giorni prima che le fiamme siano completamente domate dai vigili del fuoco. Quello che il vento sta trasportando - si precisa - sono soltanto gli odori, che, a causa della debole intensità, rimangono in basso, anziché essere sollevati.

Questo il commento del sindaco Beppe Sala: "Non ci sono rischi per la salute, ma è una situazione tutto meno che piacevole. Ho visto che in alcune parti della città il problema c’è, ma abbiamo avuto rassicurazioni che è solo questione di odori”. Sollecitato sul tema del possibile collegamento degli incendi allo smaltimento illecito di rifiuti, come riporta Repubblica il sindaco ha sottolineato di non aver mai “provato a dire che il problema della mafia e delle ecomafie non esiste qui, anzi, esiste qui come altrove. Se ne parla anche poco. Da quello che mi dice il questore è un problema nazionale”. A Milano e in Lombardia, ha aggiunto il sindaco, “c’è molto interesse economico e quindi è possibile che succedano cose del genere. Bisogna accertare subito le responsabilità. Si sta lavorando, ma non bisogna abbassare la guardia”.

Come raccontato da Affaritaliani.it Milano, diverse sono le attività sospette che avvenivano nel capannone, che la società Ipb srl aveva concesso in affitto alla Ipb Italia srl. Già in precedenza, si apprende ora, l'azienda locatrice si era rivolta alla magistratura e ai carabinieri della stazione Affori, per riportare le lamentele dei cittadini dovuti all'eccessiva presenza di mosche nell'area. Ipb Italia non aveva mai ottenuto il via libera per il trattamento di rifiuti. Giovedì il sopralluogo degli agenti di Polizia locale, che hanno verificato come il capannone, vuoto sino a luglio, era pieno sino al soffitto. Verbale, segnalazione alla procura e, 72 ore dopo, l'incendio. 

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