Slitta al 10 aprile l’incidente probatorio nell’inchiesta sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso a Rogoredo lo scorso 26 gennaio. Il giudice Domenico Santoro ha disposto il rinvio dell’udienza, che avrebbe dovuto confermare le dichiarazioni di sei testimoni, a causa del mancato deposito di parte della documentazione da parte della Procura. Nel corso dell’udienza è stata inoltre respinta l’eccezione di costituzionalità sollevata dalla difesa dell’agente Carmelo Cinturrino, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.
I legali di Cinturrino, Marco Bianucci e Davide Maria Giugno, avevano contestato la norma che consente alle parti di accedere alle dichiarazioni dei testimoni solo nei due giorni precedenti l’incidente probatorio. Secondo la difesa, si tratterebbe di un tempo insufficiente per preparare adeguatamente il contraddittorio, con una conseguente compressione del diritto di difesa. Il giudice ha però ritenuto non necessario investire della questione la Corte costituzionale.
Resta aperto il nodo sulla credibilità dei testimoni. I difensori dell’agente hanno chiesto una consulenza per accertare eventuali condizioni di tossicodipendenza o patologie psichiatriche che possano incidere sulla capacità di ricordare e riferire i fatti. Su questo punto il giudice si è riservato di decidere dopo l’esame testimoniale. Di parere opposto la legale della famiglia Mansouri, Debora Piazza, che ha definito la richiesta “assolutamente infondata”, sottolineando come nei tribunali milanesi sia prassi valutare l’attendibilità dei testimoni anche in contesti analoghi.
Cinturrino in aula: “Respinge tutte le accuse”
All’udienza era presente lo stesso Cinturrino, detenuto a San Vittore, che ha assistito ai lavori insieme ai suoi difensori. “Era qui per ascoltare i soggetti che lo stanno accusando da settimane”, ha spiegato l’avvocato Bianucci, aggiungendo che il suo assistito “respinge tutte le accuse” ed è “molto sicuro della propria innocenza”. La difesa parla di una ricostruzione “assolutamente infondata” e destinata, secondo i legali, a essere smontata nel corso di un procedimento che si preannuncia lungo e complesso.

