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Sala: “Non capisco l'esclusione di La Russa dal Famedio”
Famedio di Milano

Sala: “Non capisco l'esclusione di La Russa dal Famedio”

"Gli Ambrogini e le iscrizioni al Famedio sono materie di competenza di specifiche Commissioni e del Consiglio Comunale, ed e' giusto cosi'. Detto ciò, confesso di non aver capito la decisione di non ammettere l'iscrizione di Vincenzo La Russa al Famedio". Cosi' il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commenta l'esclusione dell'ex senatore Dc, fratello del fondatore di Fratelli d'Italia Ignazio e dell'assessore lombardo Romano, dall'iscrizione al Famedio, il pantheon dei milanesi illustri. Dopo le polemiche sul suo nome ieri la commissione competente ha dato il via libera all'iscrizione dei nuovi nomi.

Giovanati (Lega): "Famedio, commissione da riconvocare, sia Sala a proporre La Russa e Amicone"

"Concordo con le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Sala e sono altrettanto stupita nel constatare che Vincenzo La Russa e Luigi Amicone non saranno iscritti al Cimitero Monumentale di Milano. Posto che il Famedio non può essere utilizzato in modo strumentale da nessuna parte politica, quello che è accaduto ieri con la presa di posizione della presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi non corrisponde allo spirito con cui debbano essere scelte le persone da iscrivere al Famedio, riconoscimento concesso a cittadini benemeriti che per le loro opere letterarie, scientifiche, artistiche, per atti insigni o per la loro attività hanno dato lustro alla nostra Milano e contribuito alla crescita del nostro Paese. Credo quindi che per evitare ogni tipo di strumentalizzazione presente e futura, il sindaco Sala possa porre rimedio riproponendo lui stesso Vincenzo La Russa e Luigi Amicone affinché venga riconvocata al più presto la Commissione per rivalutare le candidature". Lo dichiara Deborah Giovanati, consigliere regionale della Lombardia e vicecapogruppo della Lega a Palazzo Marino.

Famedio, soddisfazione di Cgil per l'iscrizione di Riccardo Terzi

Soddisfazione invece in casa Cgil per l'iscrizione al Famedio di Riccardo Terzi, dirigente politico e sindacale e intellettuale, attento ai processi di trasformazione della città e del Paese. Così Massimo Bonini, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano e Giancarlo Bosetti, presidente del gruppo di lavoro 'Riccardo Terzi' della Fondazione Giuseppe Di Vittorio: "Al centro della riflessione di Terzi, alimentata da una spiccata indipendenza intellettuale e politica, è stato il nesso tra mutamenti sociali e capacità dei partiti e delle istituzioni di sostenerli e promuoverli. - proseguono Bonini e Bosetti - Questo atteggiamento sta alla base sia della sua critica al compromesso storico berlingueriano, sia del suo interesse per le trasformazioni del lavoro quando nel 1983 entra nella CGIL, ricoprendovi incarichi importanti, prima come segretario generale della CGIL Lombardia, poi come segretario generale dello SPI Lombardia e infine come segretario nazionale dello SPI. Nel sindacato ha portato un pensiero innovatore sempre attento a orientarne l’azione dentro una analisi dei mutamenti sociali e politici, cogliendo le novità come quella connesse alla questione ambientale. Nel 1987 fonda la associazione 'Ambiente e Lavoro', di cui diviene presidente Per questo ha sempre mantenuto uno stretto rapporto con importanti istituzioni culturali, dal Centro di Riforma dello Stato di Lombardia al Circolo De Amicis di Milano".

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