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C’era una volta Stefano Boeri. Strano destino, quello dell’architetto milanese. Odiatissimo da Pisapia, ha lasciato a Milano uno dei suoi orgogli, ovvero il Bosco Verticale. Qualcosa che dalla Cina ci invidiano (e infatti vogliono copiare). Eppure Boeri non è stato (e non è, visto che è vivo, vegeto e nei suoi anni migliori) solo il Bosco Verticale. E’ mille altri progetti. E tra questi quello dello Stadio Meazza, con l’idea del quarto anello diffuso. Continuo a non rassegnarmi all’idea che si debba buttare via San Siro. Continuo a non rassegnarmi all’idea che quello che va fatto è una pura questione economica. A me non frega niente di quanto devono pagare Milan e Inter, perché lo stadio non è loro, ma del Comune di Milano. A me frega che il Comune di Milano tuteli uno dei suoi simboli. E se per farlo magari usa il progetto di qualcuno come Boeri, anche meglio. In fondo, lui di sicuro ama la città. E ama pure l’Inter.
