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Milano
Sanità, scontro tra università: Cesana contro il ticket salviniano Zuccotti-Vago. Il caso

di Fabio Massa

E alla fine il fronte delle Università, sulla riforma della Sanità, si spacca irrimediabilmente - se mai è stato unito - sulla creazione o meno dell’Ospedale del Bambino. Sulla vicenda, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, domani alle 17 Roberto Maroni dovrà tenere un vertice di maggioranza quantomai complicato. Da una parte Matteo Salvini, che appoggia la fusione tra Buzzi e Sacco. Dall’altra Forza Italia che invece vorrebbe, appunto, la nascita di un Ospedale del Bambino. Secondo quanto ha scritto oggi Simona Ravizza sul Corriere della Sera, Salvini avrebe detto: “Io non ho messo il becco su niente della riforma della Sanità, ma sul Buzzi non ci può essere mediazione politica. A Milano deve nascere un polo di eccellenza per le cure pediatriche. Perché ciò avvenga il Buzzi deve unirsi al Sacco: lì c’è l’università dove sta il valore aggiunto. In più le due Pediatrie e le due Maternità potrebbero unirsi nell’interesse dei bambini: il Buzzi oggi è costretto a mandare via 700 piccoli pazienti l’anno per mancanza di spazio”.
Il progetto è fortemente spinto da Gianluca Vago, rettore dell’Università Statale. Del resto Vago è una vecchia conoscenza per il Sacco, visto che ci ha lavorato fino al 2011, per poi trasferirsi come Direttore dei Servizi Diagnostici dell’Istituto Clinico Humanitas, la struttura dei Rocca che sorge nel sud Milano. Un altro che spinge non poco è GianVincenzo Zuccotti, primario al Buzzi e direttore del dipartimento materno infantile del Sacco. Uno che - si dice - è più che vicino a Matteo Salvini e che quindi l’avrebbe convinto a sostenere l’ipotesi di fusione. Una fusione che indubbiamente porterebbe la coppia Vago-Zuccotti ad essere tra i protagonisti della riforma. In termini di potere effettivo, non una cosa da poco. Anche se - sostengono i detrattori del loro progetto - qualche problema tecnico la fusione lo porrebbe. Per esempio la poca consistenza della parte ginecologia e i bassi numeri del punto nascita, poco sopra le mille nascite all’anno, che addirittura si ipotizzava, qualche mese fa, potesse essere chiuso. Insomma, i tecnici storcono il naso. 

Il fronte opposto invece vede la proposta di Forza Italia: fusione di FateBeneFratelli, Macedonio Melloni e Buzzi. Al Macedonio Melloni c’è già l’università, con il prof. Busacca direttore didattico della scuola di specializzazione in ginecologia ed ostetricia. Ad appoggiare la proposta azzurra contro quella verde ci sono i sindacati, che nell’incontro di sabato 25 luglio hanno ribadito a Roberto Maroni la disponibilità a trattare su questi presupposti piuttosto che su quelli verdi-Carroccio. Anche Fratelli d’Italia, con l’ex vicesindaco d’Italia Riccardo De Corato è su queste posizioni: “Quando ci siederemo attorno a un tavolo non dovrà essere una formalità ma una discussione aperta, in particolar modo sul nostro no all’accorpamento del Buzzi col Sacco e sul sì al Polo dei
bambini. Finora siamo stati poco informati sulla trattativa, alcune cose le abbiamo apprese dai giornali, ma nella fase finale dovremo tutti insieme, vedremo domani, nella riunione di maggioranza, se il presidente Maroni convincerà anche noi”.

Ecco, appunto, la parola chiave è convincere. Vago e Zuccotti hanno convinto Salvini, con l’aiuto - pare - pure di una vecchia conoscenza del welfare milanese, il prof. Trabucchi. Emilio Trabucchi, ai tempi dell’ultima affittopoli del Trivulzio, dovette sciogliere il cda per lasciare il via libera al commissariamento. Oggi Trabucchi siede nel cda della Fondazione Invernizzi, che si è detta disponibile a finanziare con 12 milioni di euro in 5 anni un progetto di ricerca in Pediatria all’interno del Sacco. Cosa c’entra con la fusione? In teoria nulla, in pratica Vago e Zuccotti legano strettamente le due cose. Del resto, il progetto di ricerca è dell’Università Statale retta, appunto, da Vago. Che cosa dice il comunicato stampa dell’Università degli Studi (datato 17 luglio)? “La Fondazione ha finanziato con un contributo di 12 milioni di euro il progetto dell’Università degli Studi di Milano di un Centro per la Ricerca in Pediatria, da realizzarsi tramite il raccordo tra l’Azienda Ospedaliera Polo Universitario Luigi Sacco e l’Ospedale dei Bambini V. Buzzi”. Non si parla di fusione, ma il retropensiero è giustificabile.

In tutto questo, il fronte dell’Università si spacca. Perché oggi, indirizzata ai vertici di Regione Lombardia, arriva una lettera durissima firmata da Giancarlo Cesana Presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, dal Dott. Lugi Macchi Direttore Generale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e da una serie di professori e direttori. Che cosa dice questa lettera che Affaritaliani.it può pubblicare integralmente? “A parere dei sottoscritti sarebbe incomprensibile che, nella scelta di un Polo Pediatrico Ospedaliero della Città di Milano, i Responsabili della Sanità regionale non considerassero i dati sopra riferiti e si immaginasse di creare un polo che non includesse le numerose sopracitate eccellenze cliniche presenti presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico”. Per la serie: Vago e Zuccotti non parlano per tutti. Ma parlano per Salvini, o Salvini parla per loro. Questo basterà a portare Maroni a bocciare senza appello la proposta di Forza Italia? E Forza Italia riuscirà a portare a casa qualcosa di proprio in una riforma sanitaria che pare di chiara marca Carroccio? La risposta nei prossimi giorni che sicuramente non saranno né semplici e né facili.

@FabioAMassa

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