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Milano
Sanitopoli, M5S chiede commissione d'inchiesta: "Come mai Salvini tace?"

Una commissione d'inchiesta sulle liste d'attesa nella sanità lombarda e sulla correlata esternalizzazione di servizi dal pubblico al privato. Obiettivo: verificare "come e quanto lo squilibrio tra offerta sanitaria pubblica e privata potrebbe aver favorito, con l'esternalizzazione dei servizi, fenomeni corruttivi e tangentistici con susseguenti danni ai cittadini lombardi". E' la proposta indirizzata da M5S Lombardia "a tutte le forze presenti in Consiglio regionale". Un'iniziativa, spiegano i consiglieri del Movimento in una nota, che prende spunto da quanto emerso dall'inchiesta della procura di Monza, nell'ambito della quale è stato arrestato il presidente della Commissione Sanità, Fabio Rizzi. Lo scopo della Commissione, sottolinea M5S, è "un'analisi puntuale del nodo irrisolto delle liste d'attesa".

Per i consiglieri regionali a 5 Stelle, Dario Violi e Paola Macchi, componenti della Commissione Sanità "Le mazzette della Lega hanno fatto emergere tutti i gravi difetti della sanità lombarda generati dello spostamento del suo baricentro dal servizio pubblico a quello privato sulla pelle dei malati. Nel caso dell'odontoiatria le liste d'attesa erano gonfiate volontariamente per garantire maggiori incassiad alcune strutture private. La corsa all'esternalizzazione dei servizi ai privati, insieme a imprenditori senza scrupoli che hanno foraggiato la politica, ha generato le liste d'attesa infinite". La commissione, fanno notare, "andrà al cuore del problema e può ridurre drasticamente le liste d'attesa create ad arte per favorire gli imprenditori amici. Siamo convinti che quanto emerso sia solo la punta dell'iceberg e non possiamo accettare che non si faccia nulla".

"Non è una sanità eccellente quella che offre una mammografia tra 12 mesi - incalzano Violi e Macchi - Non possiamo tollerare di trovarci nella stessa situazione tra qualche mese o qualche anno. Facciamo appello alle altre forze politiche perché ci sostengano in questa richiesta. Troviamo sia indispensabile che proprio la Commissione che era presieduta da un consigliere arrestato con accuse così pesanti si faccia promotrice di una verifica approfondita su una delle maggiori problematiche della sanità lombarda". I consiglieri di M5S invocano trasparenza: "Siamo nelle mani di una Giunta che chiude la stalla quando i buoi sono scappati; vogliamo trasparenza, controlli reali e non fatti soltanto quando Maroni si sente traballare la poltrona".

"FRAGOROSO IL SILENZIO DI SALVINI" - "Qualcuno deve aver imbavagliato Matteo Salvini, perché non si capirebbe altrimenti il fragoroso silenzio del leader leghista a proposito di quanto sta accadendo in Regione Lombardia, governata dal 'suo' Roberto Maroni che, alla faccia del rinnovamento leghista tanto atteso, sta agendo in perfetta continuità con i suoi predecessori mentre la 'ndrangheta continua a farla da padrona". Così si legge in una nota congiunta dei parlamentari lombardi del M5s riguardo l'ultimo scandalo che ha investito il Pirellone con l'arresto, fra gli altri, del consigliere leghista Fabio Rizzi. "Eppure Salvini non ebbe dubbi di fronte agli scontrini da 50 euro di Ignazio Marino a Roma, chiedendo la sua testa mentre di fronte all'ennesimo braccio destro di Maroni arrestato e invischiato in inchieste sulla criminalità organizzata, cala un silenzio complice, nonostante si stia parlando di colui che è considerato l'autore della riforma sanitaria lombarda, oltre a essere presidente della relativa commissione". "Il MoVimento 5 Stelle sosterrà la sfiducia nei confronti del governatore lombardo. Maroni dovrebbe fare un atto di onestà intellettuale e dimettersi senza aspettare l'aula. Almeno lo farebbe prima che il suo prossimo, ed ennesimo, braccio destro venga portato via dalle forze dell'ordine".

FIANO: "DIABOLICO INTRECCIO TRA CONTROLLORE E CONTROLLATO" - Sulla stessa linea d'onda dei Cinque stelle il deputato Pd Emanuele Fiano: "E' interessante il comportamento di Salvini che sega Bertolaso per le sue inchieste, ma non dice niente su quelle in Lombardia e sui soldi della Regione Lombardia andati, come si legge dalle cronache, a un dirigente di partito. A una lettura approfondita delle suddette cronache si scoprirebbe che Longo, il segretario del consigliere regionale lombardo Rizzi, arrestato con l'accusa di corruzione, ha svolto più parti in commedia. Sarebbe stato, infatti, responsabile nazionale della Lega Nord per l'Odontoiatria, e già questo sarebbe scandaloso, perché emergerebbe come nei 500mila euro stanziati dalla Regione sul progetto del suddetto Fabio Rizzi, Presidente della Commissione Sanità, denominato 'progetto di odontoiatria sociale di qualità nell'età geriatrica' il suddetto Longo, segretario dell'autore del progetto, percepiva il 50% dell'intero valore del progetto, 240mila euro, come consulenza sul progetto della stessa Regione, per la quale era anche consulente come collaboratore del Presidente della Commissione e autore della riforma. In più Longo, per interposta persona, sarebbe stato anche socio occulto di aziende del ramo odontoiatrico. Di fronte a questo quadro io mi sarei atteso delle smentite, invece dal leader leghista solo silenzi su di una giunta regionale che permette questo semplicissimo e diabolico intreccio tra controllore (presidente della Commissione e autore della riforma) e controllato (segretario del suddetto, e coordinatore del progetto finanziato dalla Regione) che sa di marcio lontano un miglio".

ALFIERI (PD): "MARONI HA FALLITO, DIMISSIONI" - “La situazione è insostenibile Maroni ha fallito e si deve dimettere. Una nuova amministrazione deve realizzare concretamente la separazione tra la sanità lombarda e le filiere partitiche e deve garantire ai cittadini che gli unici criteri di valutazione dei dirigenti della sanità pubblica siano la competenza e i risultati raggiunti nella cura dei pazienti. È evidente che oggi non è così, nonostante i correttivi che faticosamente abbiamo ottenuto nella nuova riforma che, ricordo agli smemorati, è stata approvata con il voto contrario di tutte le opposizioni anche per queste ragioni”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, primo firmatario della mozione di sfiducia a Maroni che sarà discussa in Consiglio regionale il prossimo 1 marzo.

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