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Sciopero Tpl, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti: subito contratto e riforma

Sciopero Tpl, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti: subito contratto e riforma Tpl

IMPRESE-LAVORO.COM - Milano – “Uno sciopero che ha due obiettivi: mettere in busta paga ai tranvieri i soldi che aspettano da tre anni e poi puntare sulla riforma del trasporto pubblico, per dare ai pendolari e ai cittadini il servizio che meritano”, spiega Luca Stanzione, segretario della Filt Cgil Lombardia. Oggi lo sciopero dei trasporti pubblici - con le opportune modifiche di orario concordate con la Prefettura per non danneggiare gli studenti in piena pandemia – ha superato il 90% di adesione. I segretari di  Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, Luca Stanzione, Giovanni Abimelech, Antonio Albrizio hanno tenuto una conferenza stampa per spiegare il loro punto di vista. “Abbiamo deciso, dopo 3 anni di contratto scaduto, di chiamare i lavoratori allo sciopero nazionale di 4 ore. In 12 anni abbiamo chiuso solo 2 contratti e in busta paga mancano parecchi soldi. Lo sciopero di oggi non è un’agitazione contro i cittadini. Sappiamo che i mezzi pubblici sono essenziali ma lo sciopero era ed è necessario”, spiega Abimelech che sulla riforma del Tpl aggiuge: “Occorre puntare sull’aggregazione delle aziende: basta pensare che sono 1200 a livello nazionale e 120 in Lombardia. L’aggregazione consente di vincere le gare europee e favorisce l’economia di scala, per ridurre la dispersione delle risorse. La riforma serve innanzitutto ai pendolari. Basta pensare che l’80% dei lombardi si muove con mezzi propri e solo il 20% coi mezzi pubblici. Serve fare meglio anche per garantire la sostenibilità”, conclude il segretario della Fit Cisl. Delle risorse da mettere in campo e del sistema del Tpl lombardo ha parlato Luca Stanzione. “Ci sono stati interventi economici importanti – chiarisce il segretario della Filt Cgil - ma ne servono altri. Ora però non si può dire no al contratto in attesa che intervenga il governo. Stiamo scioperando per il contratto e per il servizio. In Lombardia però dobbiamo registrare il fallimento delle politiche regionali. Avevamo chiesto le linee guida della Regione che però non sono mai arrivate. La pandemia sta cambiando la modalità degli spostamenti, dobbiamo pensare a un nuovo modello di Tpl, perché noi quando diciamo riforma pensiamo al servizio da offrire ai cittadini. Arriveranno 209 miliardi di euro dall’Europa, occorre fare una scelta su come spenderli. Noi pensiamo al rinnovamento ecologico dei mezzi ma anche alla necessità di dotare i lavoratori di una nuova professionalità che oggi le aziende non hanno. Serve l’ammodernamento tecnologico per riprogettare il servizio in chiave ecologica. Fino ad oggi la regione ha sottovalutato questi problemi, anche se la seconda voce di spesa in Lombardia è proprio il trasporto pubblico. I lavoratori chiedono trasformazione profonda del servizio. Troppi tagli in Lombardia e diversità marcate tra Milano e le altre città”, conclude Stanzione. “La regione – insiste Albrizio - deve svolgere la regia del Tpl, la pandemia ha frenato i processi di rinnovamento e i problemi si sono acuiti”. Ora però occorre riaprire il tavolo della trattativa – spiegano i sindacati – per evitare nuovi scioperi e affrontare i problemi sul tappeto.

 

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