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Milano
Scuolabus dirottato, la difesa di Sy: "Solo un atto dimostrativo"
Ousseynou Sy

Scuolabus dirottato, la difesa di Sy: "Solo un atto dimostrativo"

La difesa di Ousseynou Sy - l'autista senegalese che il 20 marzo 2019, dirotto', tenne in ostaggio e poi diede alle fiamme un bus con 50 bambini, due insegnanti e una bidella a San Donato Milanese, fortunatamente senza provocare vittime - ha chiesto l'assoluzione dal reato di strage perche' convinta che l'imputato "non ha appiccato l'incendio". L'avvocato di Sy, Giovanni Garbagnati, ha incentrato su questo oggi la sua arringa difensiva nell'aula bunker del carcere di San Vittore; la stessa aula dove e' attesa per mercoledi' la sentenza della prima Corte d'Assise di Milano (presidente Ilio Mannucci Pacini). Nella scorsa udienza il pm Luca Poniz aveva chiesto di riconfigurare il reato da sequestro di persona semplice a sequestro di persona ai fini di eversione o terroristici; oltre a questo Sy era imputato anche per strage, lesioni, incendio e resistenza.

 "Il gesto compiuto dall'imputato e' eclatante, sproporzionato, illegittimo ma puramente dimostrativo", ha spiegato il legale alla Corte, chiedendo che non venisse applicata l'aggravante terroristica, come richiesto dall'accusa, perche' per poterla configurare, a suo avviso - "occorre che la condotta sia effettivamente in grado di portare una modifica alla legge o di condizionare le istituzioni". Inoltre, la difesa ha definito "incompleta" l'ultima perizia psichiatrica a cui e' stato sottoposto l'autista, perche' "priva di test diagnostici oggettivi, svolta da remoto" e "in soli tre colloqui".

Infine gli avvocati hanno chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche, motivandole con la collaborazione che Sy ha dimostrato nelle prime fasi del processo, quando ha fornito il video di rivendicazione di 37 minuti in cui spiegava le sue teorie e ha accettato che i ragazzini non venissero chiamati a testimoniare in aula, per non ripercorrere quei terribili momenti: le attenuanti servono, secondo i legali, "per adeguare la pena alla complessa personalita' dell'imputato". Il 47enne oggi ha assistito in piedi a tutta l'udienza, mentre era rimasto di spalle rispetto all'aula quando aveva tenuto la sua requisitoria il pubblico ministero. Questa mattina inoltre Sy aveva indosso una mascherina nera con un ricamo del profilo geografico dell'Africa e una scritta "Non morira' mai". Era proprio con la teoria del panafricanismo e della rivendicazione contro l'Occidente che avrebbe affamato l'Africa costringendo i giovani e i bambini a migrare e 'morire' nel Mediterraneo che l'uomo ha sempre motivato il suo gesto. L'imputato rendera' spontanee dichiarazioni nella prossima udienza.

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