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Milano
Sergio Ramelli, cerimonia a Milano con il sindaco Sala
Riccardo De Corato

Sergio Ramelli, cerimonia a Milano con il sindaco Sala

 "Credo che sia stata un'operazione corretta che ristabilisce lo stato di diritto del nostro paese". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della commemorazione di Sergio Ramelli, militante di destra ucciso da militanti di Avanguardia Operaia proprio il 29 aprile 1975, 46 anni fa, torna cosi' sugli arresti dei brigatisti esuli in Francia. A Ramelli è stata anche intitolata una via a Lodi.

"Credo che la riconciliazione sia sempre l'obiettivo finale che deve passare pero'- puntualizza- attraverso il fatto che la giustizia deve fare il suo corso". Insomma, "io non provo nessun piacere nel vedere persone anche anziane in carcere ma- afferma- sono assolutamente convinto che anche a distanza di tanto tempo la giustizia deve fare il suo corso. Poi ci sara' il momento della riconciliazione". 

Milano: De Corato, avrei voluto che Sala indossasse fascia tricolore

"Avrei voluto vedere il Sindaco di Milano, Beppe Sala, partecipare a questa ricorrenza con la fascia tricolore a nome della citta' intera e non come un comune cittadino. La scelta di non indossarla ha sicuramente un valore politico. Non si spiega, altrimenti, perche' in tutte le altre celebrazioni la indossi, al contrario di oggi". Lo afferma il Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia a Milano e assessore regionale, Riccardo De Corato, in merito alle commemorazioni di questo pomeriggio presso i giardini Ramelli e la stele in viale Lombardia davanti all'abitazione di Pedenovi in occasione del 46esimo anniversario della morte di Sergio Ramelli e del 45esimo dall'uccisione di Enrico Pedenovi. L'esponente di Fratelli d'Italia ha inoltre deposto dei fiori in via Paladini, nei pressi della casa di Ramelli, dove venne selvaggiamente aggredito e ridotto in fin di vita da dei militanti di Avanguardia Operaia. "Ogni anno il 29 aprile il mio pensiero va a tutti quei ragazzi che per degli ideali non condivisi da altri sono stati barbaramente uccisi", ricorda l'assessore, sottolineando che "dopo gli arresti di ieri in Francia, questo giorno ci ricorda che per no-global e antagonisti uccidere ragazzi di destra non era reato come hanno scritto persino sui muri. Poco hanno pagato gli assassini di Sergio ed Enrico. Gli esecutori materiali oggi sono professori, dottori o persone che hanno potuto costruirsi una loro vita. Nessun libro di pentimento da parte loro, ma solo righe di contestualizzazione degli eventi verificatisi negli 'anni di piombo' ". 

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