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Milano
Sgarbi: "Avrei potuto essere assessore di tutti, ma Ronzulli ha sbagliato"
Vittorio Sgarbi

Sgarbi: "Avrei potuto essere assessore di tutti, ma Ronzulli ha sbagliato"

'È tutta responsabilità della Ronzulli, che ha deciso che voleva rinunciare ad avere una figura di riferimento per non averla. Non è una mossa contro di me, ma è una mossa politicamente sbagliata''. Così Vittorio Sgarbi, a margine della prima seduta del consiglio regionale della Lombardia, in cui è stato eletto, è tornato sulla questione dell'assessore regionale alla cultura e sulla scelta, che lui imputa alla senatrice e coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, Licia Ronzulli, di non convergere su di lui.

Sgarbi sostiene di aver avuto l'appoggio di ''Fontana, Santanché e Berlusconi'', ma Ronzulli ''ha detto no.

Sgarbi sostiene di aver avuto l'appoggio di ''Fontana, Santanché e Berlusconi'', ma Ronzulli ''ha detto no. E questo ha determinato la vittoria di La Russa, perché essendo così furba la Ronzulli da pensare che è meglio niente che un quarto, perché io ero un quarto di tutti, ha preferito zero, perché poi l'assessorato l'ha preso Fratelli d'Italia. Quindi l'azione politica è stata sbagliata rispetto all'esito. In questa operazione lei ha sbagliato la mossa e invece di crearsi l'effetto domino che mi rendeva condominiale, io adesso sono senza casa''. Dicendosi ''sereno e non offeso, però'', Sgarbi ha osservato che la sua mancata nomina ad assessore ''mi ha risolto un problema, perché se mi avessero chiesto veramente di farlo Fontana e Berlusconi, io ci avrei pensato e avrei perfino potuto accettare''.

Sgarbi: "Farò l'assessore lombardo... da Roma"

“Se me l’avessero chiesto avrei pensato almeno due giorni che forse potevo divertirmi a fare cose importanti in Lombardia che è una regione straordinaria con luoghi straordinari. Lo farò da Roma. Cioè io farò l’assessore della Lombardia da Sottosegretario. Questo posso prometterlo”, conclude.

Sgarbi: "San Siro sarà automaticamente vincolato, Milano può sopportare due stadi"

Quindi Sgarbi è entrato nel merito di alcune tematiche milanesi. Così sullo stadio:  “Se io fossi il sindaco difenderei quello che ho. Poi se i privati vogliono fare qualche cosa la faranno da qualche altra parte come stanno accingendosi a fare”.  “Di stadio se ne può fare un altro, mi pare che la città ne possa sopportare due”, continua Sgarbi. Riguardo all'ipotesi di uno stadio nell'area de La Maura e alla domanda se quell'area possa essere adatta, Sgarbi risponde: "Non la conosco abbastanza, non sono andato a vederla, ma immagino di sì. Uno stadio ovunque tu lo faccia funziona. La gente va per la partita. Lo spazio deve essere adatto".

Riguardo, poi, allo stadio Meazza, “Dopo che ho fatto la mia valutazione la sovrintendente prenderà atto che lo stadio ha circa 70 anni, quindi sarà automaticamente vincolato, per cui la polemica è stata inutile. Non si capiva perché un politico di rango come Sala dovesse sostenere gli interessi di privati per buttarlo giù”, aggiunge. “Mi sembra una polemica senza senso che ha a che fare più con la politica che con il buon senso. Secondo me Milano è una città di buon senso e Roma è una città di politica. La sensazione è che Milano, per la vita e per quello che fa, sia più importante di Roma, oggi. Per questo è bene che la politica stia a Roma e Milano sia un luogo dove si fanno altre cose”, conclude.

Scala, Sgarbi: "Non sono convinto che Fuortes possa diventare sovrintendente"

"Non sono molto convinto che Carlo Fuortes possa diventare sovrintendente della Scala: sono convinto che avendo rifiutato il Maggio non avrà una strada molto veloce per arrivare. Sono tutti dettagli, perché poi gli incroci delle nomine… non si sa. Non c’è una valutazione di un merito conosciuto, quindi uno come Fuortes ha fatto tante cose… la vocazione non corrisponde alla funzione e quindi anche alla Scala non è necessario che uno abbia i titoli. Ci sarà anche per la Scala uno che non ce li ha, che è la cosa migliore. Se tu hai troppe idee, poi ti confondi. Se tu non hai nessuna idea, poi incroci qualcosa che ti accende la fantasia".  "Intanto rimane Meyer, però si può ricominciare a sdoppiare i ruoli di direttore artistico e sovrintendente, per cui si può affiancare qualcuno. Un italiano credo, al prossimo sovrintendente", ha poi spiegato Sgarbi.

Sgarbi: "Sovrintendenti stranieri? Una cosa veramente ridicola"

"Sovrintendenti stranieri? Quella era una cosa veramente ridicola: sembra che noi siamo coglioni e poi arriva il primo straniero, un altro che non ha nessuna qualità e in quanto viene da fuori ha un titolo. Non l’ho mai capita. Non è che se uno viene dalla Francia dev’essere bravo. Se sei nato in Francia, vai a dirigere l’Operà di Parigi". Così Sgarbi tornando sulla polemica della presenza di stranieri alla guida delle istituzioni culturali italiane.

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