Milano
Sparatoria a Milano, le reazioni politiche. Il centrodestra: "Milano è diventata un far west"
Lo scontro a fuoco tra un rapinatore e alcuni agenti della Polizia e le reazioni politiche sul tema della sicurezza, ritenuta ormai sempre più instabile nel capoluogo meneghino. Forti accuse del centrodestra all'amministrazione Sala

Sparatoria a Milano, le reazioni politiche. Il centrodestra: "Milano è diventata un far west"
La sparatoria avvenuta ieri nel quartiere Rogoredo, dove un rapinatore di nazionalità cinese ha aggredito una guardia giurata, le ha sottratto l’arma e ha poi aperto il fuoco contro una volante della polizia, riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza a Milano. Un episodio che, secondo molti esponenti politici, non può essere archiviato come un fatto isolato ma rappresenta il sintomo di un problema strutturale che riguarda il capoluogo lombardo e in particolare le periferie cittadine.
Gelmini (Noi Moderati): "La periferia di Milano ha bisogno di un piano di rinascita straordinario"
A chiedere un intervento straordinario è Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, che parla di un piano straordinario: "La Polizia fa quello che può e quello che deve, spesso in condizioni di difficoltà perché non adeguatamente sostenuta da tutte le forze politiche. Ma a Milano la periferia di Rogoredo ha bisogno di un piano di rinascita straordinario. Spaccio, sparatorie, degrado rendono prigionieri i cittadini in questa che non può essere una zona franca. E fino ad oggi nessun progetto serio per far tornare a vivere questo pezzo importante di Città. Chi si candida a governare Milano, non deve essere vittima dell'ubriacatura dei 'grandi eventi' e deve invece pensare anche alle periferie, abbandonate nonostante le promesse e gli impegni. Senza idee demagogiche e con la forza della concretezza: casa, lavoro e quella sicurezza troppo spesso messa in secondo piano nell'azione amministrativa".
Verri (Lega): "Clima d'odio sempre più diffuso contro le divise"
Anche la Lega punta il dito contro Palazzo Marino. Alessandro Verri, capogruppo in Consiglio comunale: "La sparatoria avvenuta a Milano, durante la quale un uomo ha aperto il fuoco contro una pattuglia della Polizia, rappresenta l’ennesimo gravissimo episodio di violenza contro le forze dell’ordine. Un fatto di assoluta gravità che non può essere archiviato come un caso isolato. Stiamo assistendo ad un clima d’odio sempre più diffuso nei confronti delle divise, alimentato da una narrazione irresponsabile che finisce per delegittimare chi è chiamato a far rispettare la legge. Oggi, dopo l’ennesima sparatoria, questo clima mostra tutte le sue conseguenze". "Purtroppo – prosegue Verri – quanto accaduto oggi conferma ciò che denunciamo da tempo: nelle periferie milanesi il Comune ha progressivamente abbandonato il presidio sociale e della sicurezza del territorio. Rogoredo, Corvetto, San Siro e Gratosoglio sono solo alcuni dei quartieri che rappresentano un triste esempio di anni di assenza, mancanza di controllo e scelte politiche sbagliate. La prima settimana del sindaco assessore alla sicurezza termina con un bilancio gravissimo. Milano non può più andare avanti così serve un cambiamento radicale".
Fratelli d'Italia: "Non è caso isolato, serve cambio di passo"
Sulla stessa linea critica si colloca Fratelli d’Italia. L’eurodeputata Lara Magoni: "Quanto accaduto è di una gravità assoluta e non può essere archiviato come un fatto isolato. Un rapinatore che aggredisce una guardia giurata, le sottrae l'arma e apre il fuoco contro una volante della polizia è il segnale di una città in cui il controllo del territorio si sta indebolendo in modo preoccupante. A Milano da tempo si susseguono segnali evidenti di degrado e insicurezza, ma l'amministrazione comunale continua a minimizzare, preferendo la narrazione di una città modello piuttosto che affrontare la realtà dei quartieri più esposti. L'assenza di una strategia efficace sulla sicurezza e sull'integrazione sta producendo conseguenze sempre più gravi. Le politiche permissive e la mancanza di un governo serio dei fenomeni legati all'immigrazione e alla marginalità hanno lasciato intere aree della città senza risposte. Negare il problema significa abbandonare i cittadini e chi ogni giorno vive e lavora in questi quartieri. La prontezza e la professionalità degli agenti hanno evitato conseguenze ancora più drammatiche. A loro va la mia vicinanza e il mio ringraziamento per un lavoro svolto spesso in condizioni difficili e con risorse limitate. Milano ha bisogno di un cambio di passo immediato. La sicurezza è un diritto fondamentale e non può essere sacrificata sull'altare dell'ideologia o della propaganda. Servono decisioni chiare, fermezza e rispetto per chi difende la legalità. La giunta Sala smetta di minimizzare e si assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Se questa è la sicurezza in vista delle Olimpiadi siamo nei guai".
Sisler (FdI): "Milano è diventata un far west"
Ancora più duro il senatore di Fratelli d’Italia Sandro Sisler, vicepresidente della Commissione Giustizia: "Milano è diventata un far west ed è inutile che la sinistra continui a negarlo. La seconda sparatoria in zona Rogoredo in una settimana - dove oggi un rapinatore, dopo aver aggredito una guardia giurata e sottratto la sua arma, ha aperto il fuoco contro una volante della polizia intervenuta sul posto - rappresenta un fatto intollerabile. Solo la prontezza degli agenti ha evitato conseguenze ancora più gravi. Esiste un problema evidente legato anche all’immigrazione e alla mancata integrazione, conseguenza di politiche buoniste i cui frutti malati sono ormai sotto gli occhi di tutti. Di fronte a episodi di questa gravità bisogna essere chiari: la sinistra dimostri senza ambiguità la propria vicinanza alle forze dell’ordine e il rispetto per chi ogni giorno rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini. Massima vicinanza agli agenti intervenuti".
Schlein: "Sicurezza tema serio, abbiamo fatto proposte in manovra"
Dal fronte opposto, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein a margine dell'evento promosso dal partito a Milano nella giornata di ieri, parlando anche degli incidentii a Torino ha detto: "In generale posso dire che la sicurezza è un tema molto serio, che noi prendiamo molto sul serio e siamo a fianco ai nostri amministratori e amministratrici che se ne occupano ogni giorno". Su cosa si sono dette con la premier nella telefonata dopo gli scontri di Torino, ha spiegato "Questo lo può dire soltanto lei". Sulla sicurezza "Abbiamo fatto anche alcune proposte in manovra, una delle quali era riportare in Italia i soldi dei centri in Albania e usarli invece per assumere più forze dell'ordine, visto che sono sotto organico in tutto il paese - ha aggiunto -. È solo una delle nostre idee. Oggi anche qui abbiamo parlato di un approccio che, accanto al rafforzamento dei presidi di sicurezza delle forze dell'ordine, veda anche il rafforzamento di quelli sociali, educativi, culturali"
L'appello del SAP: "Ora non si indaghi l'agente"
Intanto dal mondo sindacale delle forze di polizia arriva un appello alla prudenza sui provvedimenti alla Polizia. Il segretario generale del SAP, Stefano Paoloni: "Prima effettuare tutte le necessarie valutazioni per riconoscimento cause di giustificazione del reato. A Rogoredo i colleghi sono stati costretti a utilizzare le armi da fuoco dopo che un cittadino cinese aveva sparato loro contro con una pistola rubata a un vigilante. Gli agenti sono stati costretti da una parte a difendersi e dall’altra a garantire la sicurezza di tutto ciò che fosse attorno a loro. L’auspicio è che adesso ai colleghi non venga notificato in automatico un avviso di garanzia per atto dovuto, ma prima vengano effettuate tutte le necessarie valutazioni per il riconoscimento delle cause di giustificazione del reato, quali la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi e l’adempimento del dovere”. “Come sempre - ha ricordato - è indispensabile che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto, ma quando i fatti risultano di tutta evidenza idonei al riconoscimento delle scriminanti è indispensabile che queste vengano immediatamente ravvisate, poiché l’avviso di garanzia avrebbe ripercussioni negative sul percorso professionale e di carriera del collega”.












