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Milano
Strage in Tribunale: ecco come Giardiello è entrato con la pistola

La pistola nascosta nella sua ventiquattro ore in pelle, sotto al portatile: è così, semplicemente, che Claudio Giardiello il 9 aprile scorso è riuscito a entrare armato nel Tribunale, dove ha compiuto la sua meditata vendetta nei confronti dell'ex socio in affari Giorgio Erba, uccidendo anche il suo ex avvocato Lorenzo Loris Appiani ed il giudice Ferdinando Ciampi, e ferendo il nipote Davide Limongelli. L'imprenditore non ha avuto quindi bisogno di falsi tesserini e il metal detector non sarebbe stato mal funzionante. Semplicemente, la luce dell'apparecchiatura si è illuminata al passaggio dell'oggetto ma le guardie di sicurezza hanno potuto vedere attraverso il monitor semplicemennte il portatile. E Giardiello è potuto così entrare indisturbato, come ha raccontato durante l'interrogatorio svoltosi davanti ai magistrati di Brescia.

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