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Milano
Strage Tunisi, "Così abbiamo incastrato il presunto terrorista"
Polizia locale di Gaggiano

Un semplice controllo dei documenti. Così è scattata l'operazione che ha condotto all'arresto di Abdel Majid Touil, il 22enne marocchino accusato di essere tra gli autori della strage al museo del Bardo di Tunisi. La Digos era sulle sue tracce e aveva scoperto che il ragazzo si trovava a Gaggiano , Comune nell'hinterland sud di Milano. Ma i primi a mettere le mani sul terrorista sono stati gli agenti della Polizia locale di Gaggiano del comandante Alessandro Ghizzardi, che hanno fatto scattare la trappola ordita assieme agli inquirenti.

Spiega come sono andate le cose il vicecomandante Maurizio Grottoli, che ha preso parte all'azione andata in scena martedì mattina: “La Digos ha chiesto il nostro aiuto per verificare la presenza del marocchino a Gaggiano. Abbiamo fatto diversi appostamenti nei pressi della abitazione in cui si trovava. Non volevamo sollevare un polverone né insospettirlo e così abbiamo proceduto, una volta che il giovane è uscito dalla casa in via Pitagora, ad un semplice controllo dei documenti”. Due soli gli agenti che si sono avvicinati al 22enne nella vicina via Milano, con altre pattuglie tuttavia pronte a intervenire nei paraggi per impedire una possibile fuga. Invece Touil, che non aveva documenti, non ha opposto resistenza quando gli agenti lo hanno condotto al comando dei carabinieri di Abbiategrasso per la fotosegnalazione ed il fermo conseguenti alla sua mancanza di carta di identità. Forse il 22enne pensava che si trattasse solo di questo. Ed invece, nel frattempo, era stata avvisata la Digos, per l'arresto perfezionato nella serata di martedì. “Sembrava un ragazzo dalla faccia assolutamente normale – commenta Grottoli -, parte di una famiglia di persone che vivono da regolari a Gaggiano”.

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