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Terrorismo, 'sequestri truffa' di imprenditori italiani: tre arresti
Sergio Zanotti

Terrorismo, 'sequestri truffa' di imprenditori italiani: tre arresti

Sono dieci le perquisizioni eseguite oggi in varie citta' d'Italia da Ros e Sco, su delega della procura di Roma, nell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresto di tre persone per i sequestri simulati di alcuni imprenditori del Bresciano tra il 2016 e il 2019 al confine tra Turchia e Siria. Uno dei perquisiti e' un uomo, residente in Svizzera, che dalla Germania avrebbe fatto partire i video che hanno ripreso gli ostaggi Alessandro Sandrini e Sergio Zanotti durante la loro prigionia. Le autorita' tedesche hanno collaborato all'atto istruttorio sollecitato dalla procura.

Ad operare, una organizzazione terroristica denominata  Hay'at Tahrir a-Sham. I provvedimenti restrittivi riguardano due cittadini albanesi residenti nella provincia di Brescia, Fredi Frrokaj, 43enne residente a Flero e Olsi Mitraj, 41enne residente a Gussago ed Alberto Zanini, 54enne di Mazzano. Sono anche state disposte perquisizioni sia nel bresciano che in Germania, presso un italiano lì domiciliato. Le indagini hanno fatto emergere l'operatività, nella provincia di Brescia, di un gruppo di persone di varia nazionalità che avrebbero pianificato l'invio in Turchia di Zanotti e Sandrini con il fine ultimo di creare il presupposto perché in quel Paese, in un'area a poca distanza dal confine con la Siria, altra articolazione del gruppo procedesse al rapimento dei due, da cui seguiva una prigionia quasi triennale gestita, sin dalle primissime fasi, da elementi appartenenti alla formazione Hay'at Tahrir a-Sham. Frrokaj in termini operativi figura presente in entrambi i sequestri ed è colui che personalmente avrebbe indotto Zanotti a partire per la Turchia attirandolo in quell'area con il pretesto di acquisire una partita di dinari iracheni fuori corso.

Frrokaj, inoltre, avrebbe presidiato l'aeroporto di Orio al Serio allorquando Sandrini, accompagnato nello scalo bergamasco da Alberto Zanini e Olsi Mitraj, vi giunse per imbarcarsi sul volo che l'avrebbe portato in Turchia. I tre, inoltre, sono stati localizzati nella stessa area aeroportuale anche nella giornata del 2016 nella quale l'organizzazione tentava di far partire il suo secondo sequestrato (Sandrini, in effetti, è il terzo, mentre Zanotti è il primo), un imprenditore in difficoltà economiche anch'egli della provincia di Brescia che, all'ultimo minuto, in aeroporto, desisteva dalla pericolosa decisione di recarsi in Turchia. Sandrini, com'è stato accertato nel corso delle indagini, era stato un ripiego, reclutato da Zaninni e Mitraj per sostituire il rinunciatario alla partenza, spedito in Turchia nel giro di poco più di una settimana da quel 25 settembre. Sono in corso mirati accertamenti tesi a identificare l'imprenditore di Rezzato al fine di poterlo escutere quanto prima.

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