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Tesseramento Pd: dati positivi, tirano i circoli in centro
Pd Milano

di Fabio Massa

Il congresso del Partito Democratico milanese e regionale sta per cominciare. Roba da politici? Forse. Ma guardando in lungo il segretario regionale e quello metropolitano contano eccome anche nella vita comune dell'ultima città rimasta in mano alla sinistra insieme a Brescia: Milano. Chi deciderà il successore del sindaco Sala se il sindaco Sala non vorrà ricandidarsi, o comunque la strategia della campagna elettorale, sarà appunto il gruppo dirigente del Pd che verrà scelto a fine mese. Intanto procede il tesseramento. Affaritaliani.it Milano ha fatto una ricognizione sui principali circoli cittadini e dell'hinterland milanese. Dai dati si evincono due cose: la prima è che il tesseramento è al 60 per cento, dunque sta procedendo in linea con gli scorsi anni. La seconda cosa è che sta cambiando qualcosa: ci sono nuovi iscritti dopo il 4 marzo, e ci sono persone che non rinnovano più la tessera. C'è una sorta di "radicalizzazione degli iscritti". Alcuni, stanchi, lasciano. Altri, spaventati probabilmente dall'avanzata di Salvini e Movimento 5 Stelle, entrano. 

Ecco dunque i dati. Il circolo Aniasi, in zona 1 (milano Centro) è il circolo con più iscritti (ripetere: il circolo del centro è il più popoloso) per il secondo anno di fila. Nel 2017 aveva 271 tessere, nel 2018 sono già oltre 170 i tesserati, e tra questi ben 70 nuovi. Il secondo circolo con più tesserati ancora una volta è della zona centrale: è il famoso 02PD, che nel 2017 aveva 248 tessere e nel 2018 è a circa 200, con oltre 50 nuovi ingressi. Poi c'è la Pallacorda: nel 2017 aveva quasi 200 iscritti, ad oggi non è ancora disponibile il dato del tesseramento. Il Caponnetto, a due passi dal Monumentale, aveva 145 iscritti e adesso viaggia sui 110, il Giambellino è più avanti: 122 nel 2017, un centinaio nel 2018. Si prevede che potrebbe superare la quota 2017 quando il tesseramento sarà finito.

Fuori dalla città i circoli più popolosi sono sicuramente quelli di Sesto San Giovanni, che è amministrata per la prima volta da un sindaco di centrodestra. Nel Primo Levi si sono tesserati in 64 su 80, nel Berlinguer in 40 su 70 circa e nel Torretta in 40 su 70. Nel 2017 i dati definitivi parlavano di una città con più o meno 250 iscritti. A Cinisello Balsamo, altro comune caduto in mano alla destra, nel 2017 erano quasi in 300: il tesseramento dei tre circoli non ha ancora reso noto il dato 2018. Da notare che a Cinisello, per un puro spirito organizzativo, pare si stia andando verso l'unificazione dei tre circoli. Poi ci sono Legnano e Rozzano. A Legnano nel 2017 c'erano 167 iscritti, divisi nelle fazioni pro o contro l'allora sindaco Centinaio. Adesso quella divisione si è ricomposta. A Rozzano il segretario cittadino è dimissionario. Nel 2017 c'erano 157 tessere, ad oggi pare che il tesseramento vada a rilento, sulla cinquantina circa. Ma da sempre Rozzano ha le sue dinamiche: anni fa ci fu un boom di tessere, quasi sempre sotto congresso. Dimostrazioni di forza che servono a regolare i conti interni al partito. Chissà che cosa succederà quest'anno. E chissà che cosa succederà nell'incontro riservato che - secondo quanto risulta ad Affari - dovrebbero tenere Gori, Alfieri, Guerini, Mirabelli e altri capibastone lombardi. Si troverà la quadra per una candidatura unitaria su regionale e provinciale? Chissà.fabio.massa@affaritaliani.it

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