Milano
Tragedia di Crans-Montana, al Niguarda la lotta per la vita dei ragazzi ustionati: le cure avanzate per salvarli
Dall’emergenza al Niguarda alle terapie più innovative: espansione cutanea, chirurgia rigenerativa e trapianti per i giovani feriti

Tragedia di Crans-Montana, al Niguarda la lotta per la vita dei ragazzi ustionati
La priorità assoluta resta salvare la vita. È questa la linea seguita dai medici che stanno assistendo i giovani italiani rimasti gravemente ustionati nell’incendio di Crans-Montana, molti dei quali ricoverati in terapia intensiva all’ospedale Niguarda di Milano. Stabilizzare le condizioni cliniche, limitare l’estensione delle ustioni e prevenire complicazioni sistemiche è il primo, decisivo obiettivo. Ma superata la fase più critica, si apre una battaglia lunga e delicata: quella della ricostruzione.
Ustioni gravi, un problema che va oltre l’emergenza
Le ustioni di grado profondo, dal secondo avanzato fino al terzo e quarto grado, non sono solo una ferita cutanea. Coinvolgono la mobilità, la funzionalità degli arti e la qualità della vita futura. Come spiegano gli specialisti, mentre le ustioni più superficiali tendono a guarire spontaneamente, quelle profonde richiedono interventi complessi e un percorso terapeutico personalizzato che può durare mesi, se non anni.
Espansione cutanea, ridare spazio alla pelle
Una delle tecniche più utilizzate è l’espansione cutanea. Si tratta di un intervento che consente di “creare” nuova pelle sana partendo da quella non danneggiata. Attraverso l’inserimento di piccoli dispositivi in silicone sotto la cute, la pelle viene gradualmente fatta espandere per poi essere utilizzata nella ricostruzione delle aree ustionate. Un passaggio fondamentale per evitare rigidità e limitazioni nei movimenti, soprattutto di mani e arti.
Chirurgia rigenerativa, la frontiera delle cellule staminali
Accanto alle tecniche più consolidate, trova sempre più spazio la chirurgia rigenerativa. Questo approccio sfrutta cellule staminali prelevate dallo stesso paziente, in particolare dal tessuto adiposo, per migliorare l’elasticità delle cicatrici e la qualità della pelle ricostruita. È una strategia innovativa che, grazie a un buon equilibrio tra benefici clinici e sostenibilità, sta diventando sempre più centrale nel trattamento delle ustioni gravi.
Trapianti di pelle, una soluzione a più fasi
Nei casi più critici, soprattutto per i pazienti ancora in terapia intensiva, si ricorre inizialmente a pelle artificiale o a innesti da donatore. Una soluzione temporanea che serve a ridurre l’estensione delle ferite e a proteggere l’organismo. Solo quando le condizioni generali lo permettono si può valutare il trapianto definitivo di pelle prelevata dallo stesso paziente, passo decisivo verso la stabilizzazione e il recupero.
Oltre la tragedia, una sfida medica e umana
Per i ragazzi feriti a Crans-Montana il percorso non finisce con l’uscita dalla terapia intensiva. Inizia, piuttosto, una fase complessa fatta di interventi chirurgici, riabilitazione e supporto psicologico. Una sfida che chiama in causa non solo la medicina d’eccellenza, ma anche la capacità del sistema sanitario di accompagnare questi giovani verso un futuro possibile, oltre la tragedia.













