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Tre ragazzi morti nel rogo di un magazzino cinese a Milano, chiesto l’ergastolo per tre persone

La Procura di Milano ricostruisce movente e responsabilità: le vittime erano del tutto estranee ai debiti ed ai traffici contestati agli accusati

Tre ragazzi morti nel rogo di un magazzino cinese a Milano, chiesto l’ergastolo per tre persone

La Procura di Milano ha chiesto la condanna all’ergastolo per tre imputati nell’ambito dell’inchiesta sul rogo del magazzino di via Cantoni, avvenuto la sera del 12 settembre 2024 tra Certosa e Quarto Oggiaro. Nel procedimento davanti alla Corte d’Assise, il pm Luigi Luzi ha indicato come responsabili il 27enne olandese Washi Laroo e i cittadini cinesi Zhou Bing e Yijie Yao, accusati a vario titolo di omicidio volontario aggravato, incendio doloso e tentata estorsione aggravata. La decisione è attesa a fine aprile, dopo le arringhe della difesa.

Chi erano le vittime del rogo

Nel rogo persero la vita tre giovani, ritenuti estranei alle vicende all’origine dell’incendio: la 19enne Yindan Dong, il 17enne Yinjie Liu e il 24enne An Pan. I tre si trovavano all’interno del magazzino al momento dell’incendio e morirono per intossicazione.

Le storie di debiti dietro all’incendio del magazzino in via Cantoni

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base dell’episodio vi sarebbero controversie economiche e legate al traffico di droga. In particolare, Yijie Yao avrebbe avuto un debito di circa 65 mila euro nei confronti di Zhou Bing per una partita di shaboo pagata solo in parte. Parallelamente, Yao avrebbe vantato un credito di circa 40 mila euro per lavori edilizi non saldati da Li Yueming, imprenditore e padre del titolare del magazzino. Poche ore prima dell’incendio, lo stesso Yueming si era rivolto ai carabinieri denunciando tentativi di estorsione, con richieste di denaro accompagnate da minacce.

Come si è arrivati a individuare i responsabili

L’inchiesta ha evidenziato anche elementi emersi da intercettazioni effettuate nelle settimane successive al rogo. In alcune conversazioni, Zhou Bing avrebbe fatto riferimento alla possibilità di ricorrere a un soggetto indicato con il soprannome di “il pazzo”, identificato dagli investigatori in Washi Laroo, ritenuto l’esecutore materiale dell’incendio. Laroo, dopo i fatti, si era allontanato dall’Italia ed è stato destinatario di un mandato di arresto europeo. Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati sequestrati circa 1,3 chilogrammi di shaboo e mille pasticche di ecstasy.

L’accordo tra accusa e ricostruzione dei fatti sarà ora valutato dalla Corte d’Assise, chiamata a pronunciarsi nelle prossime settimane. Il procedimento resta centrale per chiarire responsabilità e dinamiche di uno degli episodi più gravi avvenuti a Milano nel 2024.