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Treni iperveloci a Milano, obiettivo: essere operativi per le Olimpiadi 2026

Treni iperveloci a Milano, obiettivo: essere operativi per le Olimpiadi 2026

Dieci minuti da Cadorna a Malpensa, levitando magneticamente. Non è fantascienza ma un progetto concreto, il cui studio di fattibilità sarà  messo in cantiere grazie a una lettera d’intenti sottoscritta giovedì da  Hyperloop Italia e FNM, con la partecipazione di Regione Lombardia. Il progetto del treno superveloce ideato da Elon Musk è stato presentato oggi, 20 febbraio, dal presidente di Hyperloop Italia Bibop Gresta, insieme al presidente di Fnm Andrea Gibelli e al vicepresidente della Regione Fabrizio Sala.

"Il ruolo di Fnm - ha spiegato Gibelli - è di valutare la tecnologia Hyperloop, di cui l'Ue ha definito standard negli ultimi mesi e valuterà un'opportunità unica nel suo genere rispetto a una tecnologia che definire innovativa è riduttivo”. Tecnologia innovativa e sostenibile, dal momento che, spiega ancora Gibelli, “si utilizzerà il tracciato già esistente, riducendo quindi a zero l’impatto sul consumo di suolo”. “La holding Fnm - ha aggiunto il presidente - vuole essere in prima linea per valutare le nuove tecnologie”.

Una nuova tecnologia, per l’appunto quella dei treni iperveloci, la cui fattibilità sarà studiata nei prossimi sei mesi, sì da valutarne l’effettiva possibilità di realizzazione nella rete lombarda, che potrebbe essere così tra le prime al mondo a poterne disporre. Si tratta di un sistema che Gresta definisce simile a una “quarta rivoluzione industriale”: un sistema che, spiega ancora Gresta “utilizza una tecnologia militare” per permettere alle capsule di sfruttare l'energia magnetica del movimento, risultando così in grado non solo di non produrre inquinamento, ma di restituire energia cinetica anziché limitarsi a consumarne. Tempi e costi sono ancora difficili da prevedere, ciò che è certo è che nei prossimi sei mesi ingegneri e scienziati valuteranno la fattibilità del progetto, la cui portata in termini di passeggeri arriverà a 160.000 al giorno, e il cui prezzo è stimato tra i 20 e i 40 milioni al chilometro. Con una particolarità, sottolinea Gresta, ovvero il fatto che diversamente dagli altri sistemi di trasporto, questo “sarà in grado di coprire le spese sostenute per la sua realizzazione entro 8/15 anni”. Una novità che, auspicabilmente, potrà già essere utilizzata “in occasione delle Olimpiadi 2026”, dice Gresta, mentre Gibelli sottolinea che, essendo progettato per una tratta che è già attualmente la più redditizia d’Italia, un tale investimento produrrebbe un grande vantaggio per Milano e il territorio lombardo, permettendo al capoluogo di disporre di fatto di “due city airport”, Malpensa come Linate, a tutto vantaggio di turisti e investitori. A proposito di investitori: alla domanda circa l’origine dei fondi, se pubblici o privati, Gresta si conferma ottimista, ipotizzando per un tale progetto una copertura anche totalmente privata.

Ma il pubblico non starà a guardare, come conferma l’intervento del vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, che ha rivendicato orgogliosamente, tra i primati della Regione, quello negli investimenti tecnologici, portando ad esempio il Premio Lombardia, che ammonta a un milione di euro, con la condizione che il 70% della somma venga reinvestito in territorio lombardo. Proprio in quest’ottica di incoraggiamento all’investimento tecnologico, Sala ha sottolineato l’interconnessione stretta tra progresso, ricerca, sostenibilità ambientale, sviluppo economico, risparmio energetico e dunque benessere sociale, come conseguenza di tutto.

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