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Milano
Treno deragliato: Consiglio Lombardia commemora 2 vittime. RFI presente
(fonte Lapresse)

Treno deragliato: Consiglio Lombardia commemora 2 vittime. RFI presente

Il Consiglio regionale della Lombardia ha osservato un minuto di silenzio, prima dell'inizio dei lavori, per commemorare le due vittime dell'incidente ferroviario dello scorso 6 febbraio nei pressi di Ospitaletto Lodigiano. Nel deragliamento del Frecciarossa 9595 hanno perso la vita Mario Di Cuonzo e Giuseppe Cicciu', entrambi macchinisti. Ricordandoli nell'aula regionale, il presidente del Consiglio lombardo, Alessandro Fermi, ha spiegato: "Di Cuonzo e' stato un pioniere dell'alta velocita', ha insegnato il mestiere a tanti giovani ed era prossimo alla pensione. Anche Cicciu' era un macchinista molto esperto. Entrambi erano impegnati nel sindacato". Fermi ha espresso poi "profondo cordoglio e vicinanza" ai familiari delle vittime, da parte di tutto il Consiglio regionale. Alla cerimonia era presente anche il direttore di Rfi Lombardia, Luca Cavacchioli. "Una presenza che testimonia la volonta' dell'azienda ad assumere le decisioni piu' idonee affinche' non si ripetano piu' fatti come questi", ha concluso Fermi. 

Folla ai funerali del macchinista Cicciù

Nel frattempo oggi nella chiesa di San Giuseppe a Cologno Monzese si sono svolti i funerali di Giuseppe Cicciù, 51 anni, uno dei due ferrovieri morti nello schianto del Frecciarossa Milano-Salerno. E lungo e commosso è l'applauso che accoglie la bara che entra in parrocchia: legno scuro e tante rose rosse su cui viene adagiata la maglia di calcio della Reggina, per lui di origine calabrese. Attorno alla bara l'abbraccio della moglie Paola, del figlio 14enne, delle sorelle della vittima. In prima fila, con la fascia tricolore, il sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Presenti i tanti amici che hanno lavorato per anni a fianco di Giuseppe Cicciù, ma anche i vertici delle ferrovie: Gianfranco Battisti e Pierluigi Castelli, rispettivamente amministratore delegato e presidente del gruppo Fs italiane, Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana e Orazio Iacono, amministratore delegato di Trenitalia.

"Un macchinista non muore mai, cambia solo deposito, non cambia mestiere". Il momento piu' intenso del funerale di Giuseppe Cicciu' e' quando prendono il microfono i suoi colleghi. Un lungo corteo di chi vuole lasciare una poesia, un ricordo una promessa: sono tanti i compagni di viaggio, in divisa e no, che si alternano alla fine della cerimonia nella chiesa di San Giuseppe, a Cologno Monzese, cittadina in cui 'Peppe', come lo chiamavano tutti, era arrivato da Reggio Calabria "per realizzare il suo sogno di diventare ferroviere come il padre". Rabbia e tenerezza per un uomo adorato da tutti "per la sua lealta', il suo sorriso, la sua generosita'" si fondono nella chiesa strapiena. C'e' ira anche nelle parole delle istituzioni: l'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, attraverso don Giuseppe a cui ha affidato un messaggio in sua assenza, parla di "morte ingiusta e imprevista", sottolineando che la moglie Paola e il figlio adolescente, seduti accanto alla madre della vittima, "sono troppo giovani per restare soli" e anche il sindaco di Cologno Monzese, Angelo Rocchi, osserva che "c'e' un po' di rabbia, quello che e' successo non e' giusto". Nella sua omelia, don Antonino, il parroco venuto da Reggio Calabria per rendere omaggio al macchinista conosciuto quando era ragazzino, invoca un Paese "dove le ferrovie siano sicure e non si muoia piu'". Regala l'immagine di Giuseppe come "un uomo che ha affrontato tante battaglie e difficolta', a cominciare dalla morte prematura del padre, che pero' non l'hanno mia inasprito perche', quando arrivava, portava serenita' e un sorriso".

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