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Milano
Trenord, incontro pendolari-azienda. Boom dei guasti. Il report riservato

di Fabio Massa

Trenord ancora una volta sul banco degli imputati. I giudici? Ovviamente gli utenti. E soprattutto i pendolari. Quegli stessi pendolari che oggi dovrebbero incontrare l’ad di Trenord Cinzia Farisè e l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte. Negli ultimi tempi la società di trasporto è stata messa sotto un vero e proprio fuoco di fila. Prima il Pd con i dati sulla puntualità (smentiti da Trenord), poi Affaritaliani.it con un report sulle carrozze mancanti (anche questo smentito da Trenord). E in mezzo gli utenti, che si lamentano dell’aria condizionata e dei ritardi e delle soppressioni. Etc Etc Etc. Insomma, l’idillio che era cominciato con il nuovo ad all’inizio del suo mandato pare essersi concluso, o quantomeno interrotto. L’azienda, a fronte delle critiche, replica di aver inserito nuovi treni perfettamente funzionanti.

Ma che cosa dice un report sui guasti in Trenord che Affaritaliani.it ha potuto visionare? Il quadro è complesso. A gennaio, su 1259 treni effettuati (al giorno medio) sono stati rilevati 785 guasti medi e 492 guasti gravi con 467 ore per soluzione singoli degradi. Il mese dopo, sempre al giorno medio, su 1289 treni effettuati, i guasti sono stati 692 medi e 560 gravi, a marzo, al giorno medio, su 1310 treni 1032 guasti medi e 667 gravi. Ad aprile, sempre al giorno medio, 1754 treni, 1144 guasti medi e 677 guasti gravi e infine, a maggio, al giorno medio, 1867 treni e 1795 guasti medi e 711 guasti gravi. L’impennata dell’ultimo mese è evidente. Un grafico a pile fa poi vedere plasticamente la situazione complicata delle ferrovie lombarde. Il consuntivo generale della manutenzione di Trenord (fino a maggio incluso) fa vedere che ci sono 275700 guasti totali (tra medi e gravi). Il guasto medio è quello che non interessa la sicurezza dei viaggiatori. Il guasto grave invece, sì, e implica (o dovrebbe implicare) lo stop della vettura. Su 275mila i guasti gravi non risolti sono stati 88470, mentre i guasti medi non risolti 36221. Ma a preoccupare ancor di più i pendolari sono le percentuali della media giornaliera dei degradi segnalati sulle vetture. A gennaio, ad esempio, le porte guaste erano a quota 38. A maggio a quota 47. E gli indici di puntualità? Anche questi fanno capire che la situazione è complicata. Perché se è vero che marzo è stato il mese migliore, con un tasso del 90,32% sui 5 minuti, è anche vero che è stato l’unico mese dell’anno nel quale sono stati raggiunti gli obiettivi regionali. Il che vuol dire che ci saranno penali da parte della Regione Lombardia. A meno che non ci sia una forte inversione del trend.

@FabioAMassa

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

I dati diffusi oggi dal sito Affaritaliani.it sono del tutto inesatti, come quelli pubblicati la scorsa settimana (lunedì 13 luglio) e prontamente smentiti dall’azienda. Dati inesatti e insensati, su tutti quelli relativi al numero di corse effettuate al mese: 1.259 a gennaio, 1.289 a febbraio, 1.301 a marzo e via dicendo. Mediamente sono invece 60.000 le corse al mese effettuate da Trenord in Lombardia. Sulla manutenzione e sulla relativa sicurezza: nessun treno può circolare se non ha superato tutte le verifiche e i collaudi previsti dalla stringente normativa di sicurezza in vigore. Non esistono quindi guasti “gravi” o “medi” come riportato nell’articolo. Esistono guasti agli impianti di sicurezza, e in questo caso il treno non esce dalla manutenzione finché il guasto non è risolto; e poi ci sono i guasti che non riguardano gli impianti di sicurezza, e in questo caso il treno, pur potendo circolare in totale sicurezza, viene comunque fatto rientrare il prima possibile in officina per la risoluzione del caso. Infine, anche i numeri della puntualità non sono quelli corretti: è vero che marzo è stato il mese migliore,  mentre non corrisponde al vero che quello sia l’unico mese dell’anno nel quale siano stati raggiunti gli obiettivi. Infatti, tutti gli altri mesi hanno registrato performance superiori all’82%, obiettivo minimo medio per il 2015 dichiarato dall’azienda lo scorso gennaio, in occasione della presentazione del “Piano Puntualità”. E ciò deve considerarsi molto soddisfacente in considerazione dello straordinario numero di treni introdotti dall’inizio di Expo (+10%) su un sistema ferroviario già saturo, che ha registrato un aumento di produzione di oltre il 20% negli ultimi 4 anni. L’azienda tutelerà i propri diritti di fronte alle competenti autorità.

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