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Milano
Trenord, ondata di portoghesi. E ora arriva il rebus soppressioni. Inside

di Fabio Massa

Non c’è pace per Trenord, la società di trasporto ferroviario lombarda che ha visto, nelle ultime settimane, l’esplosione dell’emergenza sicurezza, tra machete e aggressioni ai capitreno. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it dal treno Milano-Lecco delle 6.22 sono stati fatti scendere ben 50 portoghesi. Segno che qualcosa inizia a muoversi ma anche che c’è moltissimo da fare (“Se ci sono 50 persone su un treno che non hanno pagato il biglietto, chissà quante altre ne restano sulle altre linee”, commenta Dario Balotta, Legambiente Trasporti). Inoltre la tensione sta tornando a salire con i pendolari, che ogni giorno si lamentano per la qualità del servizio. A questo si aggiunge che proprio domani i sindacati dovranno vedere Trenord per discutere delle soppressioni dei treni “poco popolati”.

“I pendolari sono inferociti - racconta Balotta ad Affaritaliani.it - La verità è che c’è stata la soppressione di molti treni sulle linee a causa di Expo. Nelle ore di punta il materiale rotabile è scarso, le corse hanno ritardi in partenza e in arrivo. L’aria condizionata non funziona quasi mai. Intanto le tariffe sono in aumento e i viaggi sono sempre più insicuri”. Eppure l’azienda sta facendo un grande investimento su treni nuovi. “Sì, su pochissime linee. Ci sono ancora i vecchi pianali ribassati e addirittura i diesel. La situazione è pazzesca. Con una spesa che sale del 60 per cento la situazione, ripeto, è pazzesca. Poi si scoprono le magagne in Fnm e uno pensa: ecco perché le cose vanno avanti così”.

@FabioAMassa

Tags:
trenorddario balotta






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