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Milano
Tuttofood, al premier Conte un cesto di prodotti di falso Made in Italy

Tuttofood, il premier Conte in visita: "Preoccupati da dazi Usa"

Bagno di folla per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, fra gli stand di Tuttofood, la fiera dell'agroalimentare in corso nei padiglioni della fiera di Rho-Pero, alle porte di Milano. Il premier ha visitato alcuni produttori italiani, ha assaggiato alcuni prodotti tipici ed è stato coinvolto in una degustazione di olio nello stand di Italia Olivicola, che rappresenta 250mila produttori. "In Italia siamo primi per biodiversità -ha detto Conte- e quando l'olio pizzica è indice di qualità, altrimenti quando sono dolci, sono oli del motore". Il premier si è concesso numerosi selfie con i visitatori della manifestazione, fra cui anche un bambino. "Mangia italiano che cresci bene", gli ha detto. "Siamo preoccupati dalle notizie che vengono dagli Usa di possibili dazi su molte merci europee. Potrebbero nuocere alle nostre esportazioni. Mi spenderò, visti anche i buoni rapporti, per scongiurare" questa eventualità. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, intervenendo a TuttoFood alla tavola rotonda organizzata da Coldiretti e Filiera Italia.

A Conte un cesto con prodotti del falso Made in Italy

Un cesto con i prodotti del falso Made in Italy a tavola scovati nei diversi continenti e' stato presentato dal Presidente della Coldiretti Ettore Prandini e dal Consigliere delegato Filiera Italia Luigi Scordamaglia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha partecipato al Forum organizzato dalle due organizzazioni dedicato al valore della filiera agroalimentare italiana "Da Expo a Tuttofood: Milano porta del cibo italiano verso il mondo" alla Fiera di Milano. Un riconoscimento da parte di Coldiretti e Filiera Italia per l'impegno alla difesa della proprieta' intellettuale ed un invito a continuare la battaglia nei confronti dell'agropirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, localita', immagini, denominazioni e ricette che richiamano all'Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. Una priorita' per le imprese agricole italiane e per i principali marchi dell'industria alimentare nazionale, riuniti in una storica alleanze.

Falso Made in Italy, l'allarme di Coldiretti e Filiera Italia

In questo contesto il decreto crescita - riferiscono Coldiretti e Filiera Italia - prevede per la prima volta agevolazioni pari al 50% delle spese sostenute dai Consorzi che operano sui mercati esteri per tutelare legalmente l'originalita' del Made in Italy e combattere i falsi ma sara' anche agevolata l'attivita' di promozione dell'export di prodotti di qualita' per consentire di informare adeguatamente i consumatori esteri sulle vere produzioni nazionali. Preoccupano anche le misure protezionistiche e le nuove guerre commerciali, dai dazi Usa alla Brexit fino all'embargo russo che favoriscono la moltiplicazione dei prodotti alimentari di imitazione del Made in Italy di produzione locale. E salito ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell'ultimo decennio ed oggi due prodotti di tipo italiano su tre venduti nel mondo sono falsi con il fenomeno del cosiddetto italian sounding che colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti.

A far esplodere il falso e' stata paradossalmente la "fame" di Italia all'estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche, come l'embargo russo, con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato, dal salame Italia alla mozzarella "Casa Italia", dall'insalata "Buona Italia" alla Robiola, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata tutti rigorosamente realizzati nel Paese di Putin. A preoccupare e' ora l'avvio ufficiale della procedura per far scattare i dazi Usa nei confronti dell'Unione Europea con la richiesta alle parti interessate di partecipare ad una consultazione pubblica fissata dal Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) scaduta il 6 maggio. Una mossa concreta che segue la minaccia di Trump che mettere i dazi sui prodotti europei con la pubblicazione di un black list dei prodotti europei da colpire per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari che comprende anche importanti prodotti agroalimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l'olio di oliva, gli agrumi, l'uva, le marmellate, i succhi di frutta, l'acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. Con i dazi aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero piu' competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump.

Basta pensare che il 90% dei formaggi di tipo italiano in Usa - sottolineano Coldiretti e Filiera Italia - sono in realta' realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall'Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma il problema riguarda tutte le categorie merceologiche come l'olio Pompeian made in Usa, i salumi piu' prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano, senza dimenticare i pomodori, come il San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Un pericolo che riguarda anche la Brexit poiche' nel caso di uscita della Gran Bretagna senza accordo con l'Unione Europea non sarebbe garantita la stessa tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che, senza protezione europea, rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione

Conte: "Agroalimentare, export da 42 miliardi di euro è fiore all'occhiello"

 Il settore agroalimentare "è uno dei più importanti dell'economia italiana, un fiore all'occhiello del nostro Made in Italy e fa parte della nostra identità" e per valorizzarlo ulteriormente "bisogna puntare sull'export". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo intervento alla tavola rotonda organizzata da Filiera Italia e Coldiretti a Tuttofood, alla fiera di Rho-Pero. "Abbiamo un settore con una crescita significativa del fatturato, 1,3 milioni di addetti e un export di 42 miliardi di euro". Ma per raggiungere una quota di 50 miliardi di esportazioni "dobbiamo lavorare ancora meglio all'estero e puntare sull'estero", ha continuato Conte. Ad esempio facendo rete fra le imprese. Il 95% delle aziende del settore occupa meno di cinque persone, ha ricordato il premier. "Piccolo è bello, ma se non fa sistema è condannato a perdere la sfida competitività". Inoltre il governo sta lavorando "per riorganizzare il sistema Italia nella direzione dell'export e puntiamo a offrire come supporto anche la nostra rete di ambasciate".

Conte e l'inchiesta sulle tangenti: "Recuperare cultura legalità"

Bisogna recuperare la cultura della legalita' "altrimenti non saremmo un governo del cambiamento, cambiamento nel diffondere e promuovere la cultura della legalita'": lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al forum di Filiera Italia e Coldiretti a Tuttofood ha commentato l'inchiesta milanese sulle tangenti. "Continueremo a tenere alta, altissima - ha aggiunto - la soglia della lotta contro la corruzione. Vogliamo che tutti i pubblici ufficiali si comportino con dignita' e onore"

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