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Milano
Urbanscope, la mappa digitale real time di ciò che accade a Milano
Urbanscope

Milano diventa la prima citta' in cui viene applicato l'Urbanscope, il macroscopio urbano per capire cosa succede in una citta' in tempo reale. Il progetto e' del Politecnico del capoluogo lombardo. "Compiendo semplici gesti quotidiani - viene spiegato - generiamo in continuazione tracce digitali. Alcune le lasciamo volontariamente utilizzando i social network altre involontariamente facendo una telefonata. Urbanscope e' una piattaforma che utilizza tecnologie d'avanguardia per interpretare in diretta tali tracce. Analizzando i dati che provengono dai nostri smartphone e tablet (dai dati open, ai social media, ai dati telefonici) Urbanscope ci da' indizi sulle trasformazioni in atto in un determinato luogo in modo piu' tempestivo rispetto ai tradizionali dati amministrativi.  Numerose sono le domande che Urbanscope puo' far nascere in chi si interessa delle citta' e delle dinamiche che le caratterizzano. Ad esempio quali parti del mondo parlano con Milano e a quali parla Milano. La maggior parte delle chiamate telefoniche da cellulare risultano da e verso i Paesi dell'Unione Europea (in prevalenza Svizzera, Francia e Gran Bretagna, a seguire, con quasi la meta' delle chiamate, Germania, Spagna e Romania). Le piu' grandi comunita' di stranieri residenti a Milano (Filippine, Egitto, Cina, Peru', Sri Lanka) sono rappresentate, ma con quote diverse da quelle di residenza. Interessante evidenziare che le chiamate verso l'Est, Russia e Cina in particolare, sono piu' numerose rispetto all'Ovest (Nord America). E ancora, esplorando le migliaia di Tweet che vengono scambiati e la lingua in cui sono scritti, sono emerse le tre citta' digitali attive nella citta' di Milano: una Milano che parla in italiano con se stessa e l'Italia; una Milano internazionale che parla in inglese con il resto del mondo; una Milano multi-etnica, proiettata verso le nuove comunita' cittadine e quelle di origine. Poi gli 'attrattori della citta''. Con Urbanscope si e' analizzato quali fossero i maggiori prima e dopo Expo, rilevando come, anche dopo l'apertura dell'Esposizione universale, i classici attrattori milanesi (Duomo, Brera, Navigli, corso Buenos Aires) non abbiano perso terreno e come quindi Milano non si sia svuotata.

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