E’ arrivato il via libera per l’avvio del piano di restaurazione del Pirellino, gli ex uffici comunali di via Pirelli («P39»). Come riporta il Corriere, la Procura ha deciso di non ricorrere in Cassazione contro il Riesame che ha respinto l’appello dei pm per le misure interdittive verso l’ex assessore Giancarlo Tancredi e Catella. Questo libera il cantiere del P39 dai suoi vincoli, mettendo fine al capitolo travagliato che ha fatto seguito all’acquisizione dell’edificio da parte di COIMA nel 2019. Il progetto ora dunque riparte.
Le tormentate vicende del Pirellino di Coima
La vicenda attorno al grattacielo nel pieno centro direzionale di Milano, anche noto come Torre Pirelli 39 o ex Torre Servizi Tecnici Comunali, era finita al centro dell’inchiesta sull’urbanistica milanese, contribuendo al terremoto che aveva portato alle dimissioni dell’assessore Giancarlo Tancredi. Situato in via Giovanni Battista Pirelli 39 all’angolo con via Melchiorre Gioia, la torre in cemento armato era stata costruita negli anni ’60 e fino al 2018 era di proprietà del comune, che qui aveva degli uffici. Nel 2019 il gruppo COIMA aveva acquistato l’edificio tramite asta pubblica per 194 milioni di euro, avviando un progetto di riqualificazione, il Pirelli P39. L’obiettivo ambizioso era di trasformare il complesso seguendo gli attuali criteri di innovazione, sostenibilità e valorizzazione dello spazio urbano, con un concept architettonico in linea con la crescente tendenza alla verticalizzazione dello skyline milanese.
Le modifiche del progetto
Il progetto non fu mai realizzato perché dal 2019 a oggi fu bloccato più volte. Poco dopo l’acquisizione, era infatti entrato in vigore il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT 2020), che stabiliva una quota da riservare all’edilizia residenziale sociale (ERS). Il comune aveva provato a imporre questo nuovo vincolo anche al progetto del Pirellino ma Coima fece ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale, perché quando aveva acquisito l’edificio queste condizioni non erano ancora entrate in vigore. Fu risolto poi dal Consiglio di Stato a favore di Coima, che chiese 69 milioni di euro al Comune di Milano come richiesta di risarcimento per i danni legati alla vicenda.
La revisione del progetto, annunciata nel 2025 e guidata da Manfredi Catella del gruppo Coima, includeva l’eliminazione della Torre Botanica e della High Line – “alla maniera di New York” – con un ponte-serra futuristico: del progetto iniziale rimaneva quindi solo il Pirellino, che doveva essere riqualificato in modo conservativo, con la sua destinazione a uffici. Le modifiche, pur riducendo l’ambizione iniziale, consentivano di semplificare l’iter autorizzativo e di sbloccare l’avvio dei lavori di riqualificazione, puntando su regole di mercato certe. Il piano è stato affidato allo studio di architettura Diller Scofidio + Renfro ed era già stato approvato dalla commissione Paesaggio nell’ottobre 2023.

