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Milano
Violenze di Capodanno, la testimone: "La ragazza era nuda per terra"
Violenze di Capodanno in piazza Duomo a Milano

Violenze di Capodanno, ci saranno altre denunce

Violenze di Capodanno a Milano, è giunta sul tavolo degli inquirenti milanesi al momento solo un'altra denuncia formale rispetto a quelle delle nove ragazze, tra i 18 e i 20 anni, per cui e' stato accertato che hanno subito aggressioni a sfondo sessuale  in piazza Duomo. Tuttavia, nei prossimi giorni chi indaga si aspetta che il numero di segnalazioni e denunce provenienti da giovani di tutta Italia aumenti. La querela al vaglio degli investigatori della Squadra mobile e dei pm Letizia Mannella (aggiunto) e Alessia Menegazzo - da quanto riferisce Agi - e' stata sporta da una coetanea delle altre vittime che sarebbe arrivata da fuori Milano per festeggiare l'arrivo del primo dell'anno. Nel suo racconto la giovane avrebbe spiegato di essere stata molestata con le modalita' del branco analoghe agli altri casi gia' al centro dell'inchiesta della procura per violenza sessuale di gruppo, rapina e lesioni aggravate. In tutto le nuove presunte vittime, tutte ventenni, sarebbero 5, ma il numero potrebbe anche aumentare. Gli investigatori, intanto, stanno vagliando anche i racconti delle ragazze che nei giorni scorsi erano state intervistate da Rai1, che al momento pare non abbiano ancora formalizzato una denuncia.

Una delle vittime: "Scappavamo e loro ci inseguivano"

Iera sera su Rai Due, in un servizio di Francesco Palese per la trasmissione Anni 20 Notte, ha parlato anche una delle vittime, una ragazza di 16 anni:  "Hanno iniziato a fischiarci, a un certo punto i ragazzi hanno iniziato a ubriacarsi, a palpeggiarci, a tirarci i capelli, comunque a molestarci. La maggior parte di questi ragazzi erano egiziani. Erano tutti amici, ci circondavano, ci inseguivano, noi scappavamo, loro venivano e continuavano a parlarci. Noi gli dicevamo che eravamo piccole per loro, ma loro dicevano "non fa niente, io devo trovare una ragazza piccola!" Avevano dai 17 ai 30 anni, se non di piu'".

La giovane che ha fatto il video: "Pensavo fosse una rissa, poi ho capito"

Ha parlato anche la giovane testimone che ha realizzato il video decisivo per avviare le indagini e portare alle identificazioni: "Non temo ritorsioni, ho fatto la cosa giusta e la rifarei. Preferivo non essere indifferente, non volevo tornare a casa sapendo che potevo fare qualcosa e non l'avevo fatta". La giovane di Cesenatico aggiunge: "Ero a Milano per trascorrere qualche giorno e mi sono data appuntamento in piazza con degli amici quando ho visto questo gruppo di ragazzi. Ho pensato che stessero facendo una rissa, così ho preso il telefono in mano e ho fatto partire il video, come faccio spesso. Solo che quando ho stoppato mi sono resa conto di quello che stava accadendo".

Violenze di Capodanno: "La vittima era per terra senza reggiseno e con i pantaloni rovesciati"

Chiara vede una giovane per terra, seminuda, circondata da una trentina di uomini. "Non la conoscevo - spiega - mi sono subito fiondata nella mischia, ho aperto le braccia verso di lei e ho spinto i ragazzi via. Era per terra nuda, senza reggiseno, senza maglia, con i pantaloni rovesciati alle caviglie. Dopo 15 secondi sono intervenuti i poliziotti che sono riusciti a portarla poco più in là. Poi è arrivata una poliziotta, è stata con me, con questa ragazza e con una sua amica, che per fortuna era riuscita a sfuggire all'aggressione. Era molto impaurita, l'hanno portata in ospedale per fare i controlli. Sono andata con loro e ho fatto il verbale".

La testimone: "Non ho mai visto una cosa del genere"

Del gruppo di aggressori la giovane dice: "Parlavano in una lingua straniera, nel video si sente un ragazzo che dice 'guardate, c'è la polizia'. Per capirlo mi sono fatta aiutare da una mia amica marocchina che ha tradotto". La situazione era pericolosa ma lei non ha avuto paura: "Non ci ho pensato minimamente, i miei genitori mi hanno fatto notare che ho rischiato davvero tanto ma non ho temuto di subire stesse violenze - rimarca -. Dall'aspetto sembro un maschio, indossavo il giubbotto e la felpa con il cappuccio, credo abbiano pensato che volessi fare la stessa cosa che stavano facendo loro. Io non ho mai visto una scena del genere, abito a Cesenatico e le cose più grosse cui ho assistito sono delle risse". Ora spera che venga fatta giustizia. "Vorrei che quello che ho fatto non fosse stato invano" ammette la giovane, che è restata in contatto con la 19enne. "A volte parliamo, le chiedo come sta - dice -. Ora si sta riprendendo, pian piano".

L'ordinanza: "Ragazze travolte da circa 40-50 ragazzi"

L'ordinanza del Gip di Milano sui fatti di piazza Duomo la notte di Capodanno, 'fotografa' la situazione in cui si sono trovare le vittime grazie ai loro racconti e quelli di testimoni. Immagini scioccanti che descrivono la violenza brutale con modalita' da branco. "Nonostante l'intervento degli amici delle ragazze - viene riportato - il gruppo di ragazzi continuava a molestarle e palpeggiarle e, improvvisamente, le due giovani venivano travolte da circa 40/50 ragazzi dai 16 ai 25 anni d'eta', le toccavano ovunque sul corpo, spintonandole e passandole da un ragazzo all'altro".

"La mia amica era rannicchiata e piena di lividi"

"Benche' le giovani cercassero di rimanere vicine - prosegue il racconto - V... veniva soccorsa da un'altra amica che la estraeva dalla massa di uomini, mentre B. veniva allontanata e la sua figura si perdeva tra il gruppo di ragazzi che la stava violentando". V. descrive poi quanto accaduto nei frangenti successivi: "Ho urlato cercando la mia amica, sono anche salita su un muretto per individuarla ma l'ho persa di vista. Nel mentre sono arrivate le forze dell'ordine con scudi e manganelli. La massa di aggressori si e' dileguata, B. era li' che cercava di coprirsi con il giubbino stretto sul petto, non aveva piu' indumenti addosso, era senza reggiseno, senza slip, rannicchiata per terra piena di lividi, i pantaloni abbassati alle caviglie, e' stata soccorsa da un operatore delle forze dell'ordine che l'ha aiutata a rialzarsi. B. e' stata soccorsa da un'ambulanza ed accompagnata in ospedale."

E ancora, altre ragazze, "proseguivano verso la Galleria senza voltarsi indietro, ma dopo pochi passi, nei pressi dell'ingresso della Galleria, venivano travolte da un gruppo di circa 20/30 persone". D. "ricordava di essere stata letteralmente travolta alle spalle da un'ondata di uomini che l'avevano palpeggiata violentemente nelle parti intime, mettendole la mani... al punto da rompere le collant, facendola cadere a terra". "Durante tali accadimenti, le amiche M. e L. avevano gia' superato la ressa, mentre lei e M. erano cadute per terra. La D. ricordava di aver sentito M. urlare, mentre lei rimaneva pietrificata dalla paura e non riusciva a dire nulla"

Il gip: dal 18enne "violenza brutale"

Il gip Mascarino nell'ordinanza di custodia in carcere per il 18enne Mahmoud Ibrahim fermato due giorni fa afferma che il giovane ha mostrato  "una chiara e consapevole adesione al progetto criminoso del gruppo di uomini che ha assalito" le vittime "con una carica di violenza cosi' brutale che solo grazie all'intervento fortuito di alcuni soccorritori non e' sfociato in conseguenze ulteriori e piu' gravi".  

Per il giudice il giovane, che ha una "spiccata pericolosita'", ha agito "con modalita' da 'branco'" per soddisfare "le proprie pulsioni, in spregio a ogni forma di rispetto della persona". Il gip contestata a Ibrahim "il pericolo di reiterazione del reato", perche' "sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza circa la aggressione violenta nei confronti di giovani ragazze, sfociata in violenza sessuale di gruppo in cui" il branco ha "agito con la consapevolezza di poter approfittare dei festeggiamenti per il Capodanno per garantirsi l'impunita'". Lo riporta Ansa.

"Il soggetto potrebbe compiere delitti analoghi"

La presenza "di Ibrahim - si legge - unitamente a quella degli altri componenti del gruppo di 40/50 persone che ha accerchiato le persone offese, ha senz'altro contribuito non solo a rafforzare gli intenti delittuosi dei concorrenti e ad agevolarne la condotta aggressiva, ma anche ad intimidire le giovani ragazze e, in particolare, a vanificare i tentativi di difesa e di respingimento posti in essere dalle stesse". Il 18enne ha dimostrato "pervicacia" nelle violenze. La "mancanza di consapevolezza della gravita' di quanto compiuto, dimostrata dal fatto di aver agito in un luogo pubblico, gremito di folla e confermata nel corso dell'interrogatorio - si legge ancora - e' indice di spiccata pericolosita' del soggetto, che, se lasciato in liberta', potrebbe compiere altri delitti della stessa indole, anche sfruttando la forza di intimidazione del violento gruppo di cui fa parte, o anche approfittando di singole situazioni concrete in cui mischiarsi ad altri assalitori per dare libero sfogo ai propri istinti violenti ed alle proprie pulsioni sessuali".

"Vittime usate a proprio piacimento"

Le vittime sono state da lui e gli altri usate "a proprio piacimento". C'e' anche "il pericolo che" il giovane "possa fattivamente 'inquinare' le fonti di prova, ostacolare il normale corso delle indagini e il successivo svolgimento dell'iter processuale, potendo il medesimo se lasciato in liberta', concordare con gli altri partecipi alle violenze delle versioni di comodo da fornire agli inquirenti idonee a depistare le indagini". E sussiste "il concreto pericolo di fuga".

L'aggressore 21enne non parla davanti al gip

Il 21enne Abdallah Bouguedra, fermato a Torino dalla polizia, oggi davanti al gip Lucia Minutella si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli avvocati difensori Stefano Comellini e Giorgio Papotti, senza entrare nel merito delle accuse, hanno chiesto di non convalidare il fermo affermando che non sussiste il pericolo di fuga e nemmeno quello di inquinamento delle prove. La procura di Torino ha chiesto l'emissione di un ordine di custodia cautelare in carcere: in caso di accoglimento la difesa ha proposto gli arresti domiciliari.

Bolognini (Lega) rilancia la richiesta di dimissioni di Granelli

Il commissario della Lega a Milano Stefano Bolognini è tornato sull'aspetto politico della vicenda: " Per l'assessore milanese alla Sicurezza Marco Granelli, la notte di Capodanno in Piazza Duomo c'erano 'tanta gente, tanti botti, nessun problema', mentre la realtà dei fatti era, purtroppo, ben diversa". Secondo il leghista si tratta di "un fallimento totale da parte dell'amministrazione comunale, il cui esito dovrebbe essere scontato: le dimissioni immediate di Granelli"

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