La risposta è arrivata in poche parole, via WhatsApp, ma è bastata per agitare il dibattito politico. Giuliano Pisapia voterà Sì al referendum sulla giustizia. A rivelarlo è stato lo stesso ex sindaco di Milano rispondendo in modo lapidario al cronista de Il Giornale: “Voto Sì”. Una presa di posizione che ha sorpreso molti osservatori, perché arriva da una figura simbolo della sinistra milanese, l’uomo che nel 2011 conquistò Palazzo Marino strappando il Comune alla destra. Con questa scelta Pisapia si colloca dunque in controtendenza rispetto alla maggioranza della sua area politica, che si è schierata per il No.
Pisapia non ha voluto aggiungere spiegazioni alla sua scelta, evitando ulteriori commenti che avrebbero potuto alimentare polemiche politiche. Dietro la decisione potrebbe però esserci anche il suo percorso professionale. Pisapia è avvocato ed è figlio di Giandomenico Pisapia, il giurista che negli anni Ottanta elaborò il nuovo codice di procedura penale, entrato in vigore nel 1989. Quel codice introdusse il cosiddetto rito accusatorio nel sistema giudiziario italiano. La riforma su cui gli italiani voteranno il 22 e 23 marzo punta proprio a rafforzare quel modello, introducendo tra l’altro la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’equilibrio tra accusa e difesa durante le indagini e nei processi.
Sala non si scompone: “Pisapia? Rispetto totalmente ogni opinione”
La posizione dell’ex sindaco ha subito suscitato reazioni nel mondo politico milanese. Il sindaco Giuseppe Sala, successore di Pisapia a Palazzo Marino e sostenitore del No al referendum, ha scelto di abbassare i toni: “Io e Giuliano non ne abbiamo mai parlato. Anche il mio amico Mazzali si è espresso per il Sì. Rispetto totalmente ogni opinione. Io voterò No e parteciperò con Schlein all’evento a Milano settimana prossima. Ma non deve essere una questione ideologica, rispetto chi vota Sì”.
Quello di Pisapia non è del resto un caso isolato nel campo progressista. Tra le personalità che hanno annunciato il voto favorevole alla riforma figurano anche la giurista Marilisa D’Amico, gli avvocati Vinicio Nardo e Mirko Mazzali, quest’ultimo già consigliere comunale a Milano durante l’amministrazione Pisapia con Sinistra Ecologia e Libertà. A loro si aggiungono il dirigente Pd Pietro Bussolati, la renziana Lisa Noja e il segretario cittadino di Azione Francesco Ascioti, segno che anche nell’area progressista il fronte del referendum sulla giustizia appare tutt’altro che compatto.
Il centrodestra applaude Pisapia
Dal centrodestra arriva invece un commento positivo. Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia e esponente di Forza Italia, ha accolto favorevolmente la presa di posizione dell’ex sindaco. “Accolgo con favore la dichiarazione di voto dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Una presa di posizione che, proprio perché arriva da una persona con la sua storia politica e il suo percorso professionale di avvocato, assume un significato ancora più rilevante e dimostra che quando si tratta di valutare riforme necessarie per modernizzare il nostro sistema giudiziario è possibile andare oltre le appartenenze politiche”, ha dichiarato. Secondo Comazzi “temi come quello della giustizia non possono essere trasformati in battaglie ideologiche”, ricordando che tra pochi giorni gli italiani saranno chiamati a scegliere “se effettuare un passaggio fondamentale per rendere il sistema giudiziario più equilibrato ed efficiente, nell’interesse di tutti i cittadini”.

