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"WOLF - Storie che contano", Fedez intervista Renzo Rosso. L'anticipazione

"WOLF – Storie che contano", Fedez intervista Renzo Rosso

È Renzo Rosso, il fondatore di Diesel che ha reinventato il jeans sfidando proprio negli USA marchi storici come Levi’s e Wrangler e patron della holding Only The Brave, che ha un fatturato superiore al miliardo e controlla marchi come Marni, Maison Margiela, Jil Sander, Viktor & Rolf e le aziende Staff International e Brave Kid, il protagonista della nuova puntata (on line dal 20 settembre) di Wolf - Storie che contano, il podcast ideato e condotto da Fedez e realizzato in collaborazione con la fintech HYPE e la società di consulenza Be Shaping the future.

Rosso:  Diesel è stato uno dei primi veri brands globali

Ovviamente, come ogni storia, si parte dall’inizio, dalla campagna veneta alla quale Renzo Rosso, nonostante sia ormai un personaggio globale, rimane profondamente legato. Ed è proprio sull’essere globali come attitudine mentale che Rosso si sofferma: “Fin dall’inizio abbiamo avuto una vocazione internazionale. Diesel è stato uno dei primi veri brands globali. Da subito mi sono circondato di persone che venivano da tutto il mondo. In quella che era una piccola azienda in un paese di campagna di 1500 anime si parlava inglese e ci lavoravano ragazzi che venivano da Francia, Giappone, Scandinavia, Spagna, Israele. Le persone ci guardavano come fossimo marziani”.

Rosso:  all’inizio in Italia ho fatto molta fatica

Il raggiungimento del successo non è stato facile. I primi passi di quello che sarà il jeans più desiderato dalle celebrities si sono scontrati con l’incapacità del mercato italiano di comprenderne il valore “All’inizio -ricorda Renzo Rosso - i negozi italiani a cui proponevamo i nostri jeans ce li rimandavano indietro dicendo che erano ‘rotti’. La bellezza e l’unicità del nostro prodotto era il trattamento. I jeans avevano macchie, rotture, erano sgualciti. All’estero invece avevano capito l’unicità del prodotto. All’inizio in Italia ho fatto molta fatica. Nel giro di pochi anni siamo entrati nel mercato USA con Jeans che avevano come entry price prezzi doppi rispetto ai competitor americani. Anche lì non è stato facile. Ricordo un articolo del Wall Street Journal che scrisse ‘chi è questo pazzo che vuole vendere jeans così cari nella patria del jeans?’. Gliene mandai due paia. Si ricredette. Abbiamo cambiato il modo di fare denim nella patria del denim. Prima era un prodotto semplice. Abbiamo portato una grande innovazione con una grandissima creatività nel trattamento e nella modellatura, fino a diventare un icon product indossato dalle celebrities.”

Renzo Rosso e le campagne di comunicazione visionarie

La storia di Diesel è anche fatta di campagne di comunicazione visionarie e che hanno rivoluzionato il linguaggio pubblicitario, anticipando di oltre vent’anni tematiche che solo oggi sono entrate nel sentire comune: “Diesel e la sua comunicazione -ha sottolineato il fondatore di Diesel- è sempre stata global gender. Oggi si parla tanto di diversity e inclusion. Da un certo punto di vista mi pare quasi strano, poiché per noi è sempre stato naturale. Nel 1995 facemmo una campagna con una foto di David LaChapelle che ritraeva due marinai che si baciavano. Suscitò qualche polemica ma il messaggio fu recepito dalle nuove generazioni, contribuendo in modo determinante a costruire l’identità di Diesel e a creare un dialogo con il pubblico. Credo che il nostro modo di fare comunicazione abbiamo anticipato il linguaggio dei social. Forse oggi è più difficile essere così creativi e innovativi, anche perché credo che una volta si potesse osare molto di più.”

Verso il futuro del Gruppo Only The Brave: quotazione in Borsa

L’intervista si chiude con uno sguardo sul futuro del Gruppo Only The Brave: “Entro la fine del 2025 - annuncia Renzo Rosso - quoteremo il Gruppo in borsa per renderlo ancora più forte e investire ancora di più in quello che ci rende speciali: creatività e innovazione. Inoltre, ci permetterà di avere maggiori mezzi per l’acquisizione di altri marchi; acquisizioni che saranno mirate e che guarderanno sempre all’unicità, all’iconicità e alla carica ‘rivoluzionaria’. Attraverso la quotazione vogliamo accrescere il senso di appartenenza all’azienda, aumentare il coinvolgimento di tutti, vogliamo che i manager si sentano soci del Gruppo e, in vista del cambio generazionale, la quotazione ci doterà di strumenti di gestione sempre più efficienti”.

 

 

 

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