Analisi UNRAE 2025: quota stabile nel nuovo, usato in crescita e forte avanzata delle BEV.
Nel 2025 la mobilità femminile mercato auto 2025 conferma un ruolo strutturale negli equilibri dell’automotive italiano. L’ultima analisi UNRAE mostra infatti una quota femminile stabile al 41,7% nelle immatricolazioni di auto nuove, mentre nel mercato dell’usato la presenza sale al 39,3%. Ma il dato più interessante, in chiave economica, è che il pubblico femminile si muove oggi su un doppio binario: da un lato continua a privilegiare scelte razionali e prudenti sul fronte della spesa, dall’altro accelera con più decisione sull’elettrificazione, soprattutto sulle BEV.
Il mercato, letto in profondità, racconta una domanda molto meno marginale di quanto spesso si immagini. Le donne valgono oltre quattro immatricolazioni su dieci nel nuovo e quasi quattro su dieci nell’usato: una massa critica che incide sulle strategie di prodotto, sul mix di alimentazioni e sul posizionamento commerciale delle Case. Non sorprende, quindi, che proprio dalle scelte femminili arrivi uno dei segnali più chiari della fase di transizione che sta vivendo il settore.
Il primo elemento da osservare è il prezzo medio di acquisto. Nel nuovo, le donne si fermano a circa 25.200 euro, con un differenziale rispetto agli uomini pari a 6.425 euro, in aumento sull’anno precedente. Anche nell’usato il divario cresce: circa 8.400 euro di prezzo medio, con uno scarto di 1.563 euro. È un dato che ha un peso preciso dal punto di vista economico: il mercato femminile continua a esprimere una domanda più attenta al valore, più selettiva nella spesa e meno disponibile a salire di prezzo rispetto a quella maschile.
Questo scarto non va letto solo come un dato statistico, ma come un indicatore di comportamento. Le donne si muovono su fasce di prodotto mediamente più accessibili, privilegiano veicoli con un equilibrio più netto tra costo iniziale, spese di utilizzo e funzionalità, e tendono a presidiare i segmenti dove il rapporto qualità-prezzo è più percepibile. Non a caso restano centrali i segmenti A e B, mentre tra le carrozzerie dominano i SUV, con il B-SUV che raggiunge il 37,7% delle preferenze. È la fascia del mercato che oggi meglio combina praticità, immagine, versatilità urbana e controllo del budget.
Sul piano delle alimentazioni, il dato più forte è il consolidamento delle ibride HEV, che salgono al 44,3% delle scelte femminili dal 37,9% del 2024. È un salto molto significativo e racconta bene dove si sta spostando la domanda. Le ibride si confermano il punto di equilibrio ideale per chi vuole ridurre consumi e impatto ambientale senza assumersi tutti i costi, i vincoli e le incertezze ancora legati alla ricarica. In termini di mercato, questo significa che il pubblico femminile sta premiando la tecnologia percepita come più efficiente e meno rischiosa.
La benzina, pur in calo di quasi otto punti, resta comunque al 29,6%. Anche questo dato ha una sua logica economica: il termico tradizionale continua a rappresentare una soluzione semplice, accessibile e ancora rassicurante per una parte importante della clientela. Ma è evidente che il vero movimento si sta producendo sul fronte delle alimentazioni elettrificate.
Le auto elettriche BEV nelle scelte femminili salgono infatti al 5,6%, quasi raddoppiando rispetto al 2024, con un incremento di 2,6 punti percentuali. Anche le plug-in hybrid crescono, arrivando all’1,8%. Restano quote inferiori a quelle maschili, pari rispettivamente a 6,3% per le BEV e 4,3% per le PHEV, ma la dinamica è chiara: il pubblico femminile sta entrando nella transizione elettrica in modo più deciso rispetto al passato. E questo ha un significato molto importante per il mercato, perché segnala un ampliamento della base potenziale dell’elettrico oltre i profili di acquisto tradizionalmente più propensi alla sperimentazione.
In altre parole, se le BEV cominciano a crescere anche in una fascia di domanda storicamente più prudente e sensibile al prezzo, significa che il prodotto elettrico sta gradualmente diventando più credibile anche dal punto di vista economico e d’uso. Non è ancora un cambio di paradigma definitivo, ma è un segnale che costruttori e reti commerciali non possono ignorare.
L’analisi territoriale rafforza questa lettura. La quota femminile negli acquisti di auto nuove varia dal 47,9% della Valle d’Aosta al 38,4% della Campania, mentre il Centro Italia si conferma la macro-area con la maggiore incidenza. Dietro queste differenze si leggono probabilmente variabili di reddito, accesso all’offerta, diffusione delle nuove tecnologie e composizione socioeconomica della domanda. In chiave di business, significa che il mercato femminile non è omogeneo e richiede strategie differenziate per territorio, sia sul nuovo sia sull’usato.
Anche la distribuzione per età offre una chiave interessante. Le fasce tra 30 e 45 anni e tra 46 e 55 anni rappresentano insieme oltre la metà del mercato femminile, con quote quasi identiche, rispettivamente al 25,2% e al 25,3%. Tuttavia, rispetto al 2019 queste classi perdono sei punti complessivi. È un passaggio importante perché suggerisce un riequilibrio demografico della domanda e impone alle Case di leggere con più attenzione i comportamenti delle generazioni più mature e di quelle più giovani, soprattutto sul fronte delle formule di acquisto e del valore residuo.
Persino i colori, apparentemente marginali, raccontano qualcosa del mercato. Le donne scelgono soprattutto grigio e bianco, poi nero e azzurro, con una crescita del verde al 6,9%. Sono preferenze coerenti con una domanda che tende a privilegiare configurazioni equilibrate e facilmente rivendibili, elemento non secondario in un contesto dove il valore dell’usato e il costo complessivo di possesso pesano sempre di più.
Infine, il dato sul parco circolante conferma il peso strutturale del fenomeno: a fine 2025 il 40,5% del parco auto privato italiano risulta intestato a una donna. È un numero che supera abbondantemente la soglia simbolica di un’auto ogni due e mezzo e certifica che la clientela femminile non è solo rilevante nelle immatricolazioni, ma rappresenta anche una componente fondamentale dello stock circolante nazionale.
In sintesi, l’analisi UNRAE mette in luce un mercato femminile che resta prudente nella spesa, fortemente orientato alla razionalità di prodotto e ancora molto selettivo sul prezzo, ma che nel 2025 manda anche un messaggio nuovo: la transizione elettrica non è più percepita come un territorio estraneo. Le ibride diventano il cuore delle scelte, mentre le BEV iniziano a guadagnare peso in modo credibile. Per il settore automobilistico è un’indicazione precisa: il futuro dell’elettrificazione italiana passerà anche, e sempre di più, dalle decisioni d’acquisto delle donne.
Scheda tecnica
Fonte: analisi UNRAE sulla mobilità femminile in Italia
Anno di riferimento: 2025
Quota donne immatricolazioni auto nuove: 41,7%
Quota donne mercato auto usata: 39,3%
Regione con quota più alta di acquisti femminili nel nuovo: Valle d’Aosta, 47,9%
Regione con quota più bassa: Campania, 38,4%
Prezzo medio auto nuove acquistate da donne: 25.200 euro
Differenziale rispetto agli uomini nel nuovo: 6.425 euro
Prezzo medio auto usate acquistate da donne: 8.400 euro
Differenziale rispetto agli uomini nell’usato: 1.563 euro
Segmenti preferiti: A e B
Carrozzeria più scelta: SUV
Quota B-SUV: 37,7%
Alimentazioni preferite dalle donne nel nuovo:
HEV: 44,3%
Benzina: 29,6%
BEV: 5,6%
PHEV: 1,8%

