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Auto usate, quasi una su due nasconde un fattore di rischio

Auto usate, quasi una su due nasconde un fattore di rischio

Secondo CARFAX, nel 2025 il 49% delle auto usate controllate in Italia mostrava almeno un fattore di rischio.

Nel mercato delle auto usate italiane, comprare senza conoscere davvero la storia del veicolo resta un rischio concreto. Secondo l’analisi diffusa da CARFAX, nel 2025 il 49% dei veicoli verificati sulla piattaforma presentava almeno un elemento critico, che poteva riguardare un incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella cronologia di importazione oppure nel chilometraggio. Un dato che, da solo, basta a spiegare perché il tema della trasparenza sia diventato uno dei nodi centrali del second hand automotive.

Il punto, però, non è soltanto statistico. La ricerca realizzata su utenti italiani che avevano richiesto un report con segnalazioni di incidenti o danni racconta un aspetto ancora più significativo: oltre 8 su 10 non erano a conoscenza di tutti i problemi emersi dal controllo. In altre parole, il report non ha semplicemente confermato sospetti già esistenti, ma ha rivelato informazioni che l’acquirente non possedeva. È questo il passaggio che trasforma il tema della verifica documentale da semplice cautela a strumento quasi obbligato di difesa.

Nel mercato dell’usato, del resto, la distanza tra aspetto esteriore e storia reale del veicolo può essere molto ampia. Un’auto può apparire corretta alla vista, può essere ben presentata, perfino convincente durante una prova su strada, eppure nascondere episodi che incidono sul suo valore, sulla sicurezza futura e sul costo di gestione. È qui che il controllo targa assume un peso diverso: non sostituisce la verifica meccanica in officina né la valutazione dal vivo, ma permette di partire da un quadro più completo prima ancora di arrivare alla trattativa.

La dimensione del fenomeno diventa ancora più rilevante quando i dati vengono proiettati sul mercato complessivo. Se si rapporta quel 49% alle 3,22 milioni di autovetture usate compravendute in Italia nel 2025, la stima porta a oltre 1,6 milioni di veicoli che potrebbero presentare una storia problematica. È una proiezione, non una fotografia integrale dell’intero mercato, ma offre comunque un ordine di grandezza che aiuta a comprendere la portata del fenomeno. Restringendo il campo alle sole auto coinvolte in incidenti o altri eventi con danni documentati nel database, la quota indicata da CARFAX scende al 36%, ma resterebbe comunque equivalente a più di 1,1 milioni di vetture potenzialmente interessate.

Il dato si allarga ulteriormente se si guarda all’intero parco circolante. Sempre secondo la stima riportata dall’azienda, circa 20 milioni di auto potrebbero presentare almeno un elemento di rischio, mentre quasi 14,8 milioni avrebbero subito danni o incidenti nel corso della loro vita. Anche in questo caso si tratta di un’elaborazione basata sui dati disponibili, ma il messaggio di fondo non cambia: la storia dell’auto, nel mercato di seconda mano, è sempre più determinante quanto il prezzo richiesto o il chilometraggio dichiarato.

Interessante anche la lettura per marchi. Tra quelli più rappresentati nel mercato italiano dell’usato, Audi guida la classifica con il 61% di veicoli che mostrano almeno un fattore di rischio, seguita da BMW al 60% e Mercedes al 59%. Più in basso compaiono Fiat, al 49%, e Volkswagen, al 46%. Il divario tra marchi premium e generalisti non sorprende del tutto. Le vetture di fascia alta tendono a vivere più a lungo sul mercato, cambiano più spesso proprietario, attraversano canali diversi e accumulano una storia più stratificata, che diventa difficile ricostruire in assenza di strumenti dedicati.

Lo stesso schema emerge osservando i modelli più diffusi. La BMW Serie 3 raggiunge il 59% di veicoli con fattori di rischio, seguita da Mercedes Classe A al 58%, Volkswagen Golf al 55% e Fiat 500 al 52%. Più basso il dato della Fiat Panda, che si ferma al 43% e risulta il modello relativamente più “sicuro” tra quelli citati, pur mantenendo una soglia che invita comunque alla prudenza. Il dato non va letto come una classifica assoluta di affidabilità, ma come indicazione del fatto che anche i modelli più comuni e apparentemente familiari possono avere alle spalle una storia meno lineare di quanto sembri.

Dal punto di vista automotive, il fenomeno racconta anche qualcosa di più ampio sul mercato italiano. L’auto usata è diventata per molte famiglie la vera porta d’accesso alla mobilità, in una fase in cui il nuovo resta costoso e il credito non sempre è facile. Questo sposta una parte crescente del valore del mercato sulla qualità dell’informazione. Non basta più sapere quanti proprietari ha avuto il veicolo o se la carrozzeria appare in ordine: serve capire se i chilometri sono coerenti, se ci sono stati sinistri, se l’auto ha avuto una storia d’importazione complessa o se esistono elementi che possono incidere sul valore residuo.

Per questo la verifica preliminare sta diventando un passaggio strutturale dell’acquisto. Prima il controllo targa, poi la visione del veicolo, la prova su strada e infine il controllo in un’officina indipendente: è questa, oggi, la sequenza più prudente. Non perché ogni auto con una segnalazione debba essere scartata, ma perché ogni segnalazione cambia il contesto della decisione. Sapere prima permette di negoziare meglio, valutare con più lucidità e, in alcuni casi, evitare un acquisto sbagliato.

In fondo, il dato più significativo dell’indagine non è solo che molte auto presentino anomalie, ma che la maggior parte degli acquirenti non ne sia consapevole prima della verifica. Ed è proprio qui che il mercato dell’usato mostra il suo punto più fragile: non tanto nella presenza di problemi, quanto nella difficoltà di portarli alla luce in tempo. In un settore sempre più centrale per l’automotive italiano, la trasparenza non è più un valore accessorio. È parte stessa del prodotto.

In Breve 
Fonte analisi: CARFAX Italia
Anno di riferimento: 2025
Veicoli controllati con almeno un fattore di rischio: 49%
Tipologie di rischio rilevate: incidente, danno pregresso, incongruenze su importazione, anomalie chilometriche
Utenti non a conoscenza di tutti i danni emersi dal report: oltre 8 su 10
Auto usate compravendute in Italia nel 2025: 3,22 milioni
Stima veicoli con storia problematica sul totale compravenduto: oltre 1,6 milioni
Veicoli con danni o incidenti documentati: 36%
Stima veicoli con storia di danni sul totale compravenduto: oltre 1,1 milioni
Stima sull’intero parco circolante con almeno un fattore di rischio: circa 20 milioni
Stima sull’intero parco circolante con danni o incidenti: circa 14,8 milioni
Marchi più esposti per fattori di rischio: Audi 61%, BMW 60%, Mercedes 59%
Altri marchi citati: Fiat 49%, Volkswagen 46%
Modelli più esposti: BMW Serie 3 59%, Mercedes Classe A 58%, Volkswagen Golf 55%, Fiat 500 52%
Modello meno esposto tra i principali citati: Fiat Panda 43%
Passaggi consigliati prima dell’acquisto: controllo targa, visione del veicolo, prova su strada, verifica in officina indipendente