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BYD ATTO 2 DM-i alimenta una maxi affissione

BYD ATTO 2 DM-i alimenta una maxi affissione

BYD mostra a Milano il Vehicle to Load con una maxi affissione alimentata dalla ATTO 2 DM-i, SUV plug-in hybrid da 1.000 km.

BYD porta il Vehicle to Load fuori dalla scheda tecnica e lo trasforma in una dimostrazione pubblica nel centro di Milano. In Via Senato, il costruttore cinese ha inaugurato una maxi affissione luminosa alimentata direttamente da una BYD ATTO 2 DM-i parcheggiata ai piedi dell’impianto. La notizia conta perché intercetta uno dei temi più rilevanti per il settore automotive: il passaggio dell’auto da semplice mezzo di trasporto a piattaforma energetica mobile, capace di restituire elettricità e non solo di consumarla.

L’iniziativa ha un valore che va oltre la comunicazione pubblicitaria. In un mercato in cui l’elettrificazione viene spesso raccontata attraverso autonomia, tempi di ricarica e incentivi, BYD sceglie di mettere al centro una funzione concreta e già disponibile sulla propria gamma. Il V2L, acronimo di Vehicle to Load, consente infatti di utilizzare l’energia accumulata nella batteria dell’auto per alimentare dispositivi esterni. Nel caso dell’installazione milanese, la tecnologia serve ad accendere un impianto outdoor, rendendo visibile al pubblico un’applicazione reale di una soluzione che, nella vita quotidiana, può servire per alimentare strumenti da lavoro, computer, elettrodomestici, e-bike o apparecchiature da campeggio.

La scelta di Via Senato non è casuale. L’impianto angolare permette una narrazione in due tempi: sul lato corto compare una comunicazione più tradizionale, con grafica e logo del marchio; sul lato lungo arriva invece la sorpresa, con il messaggio che rimanda all’auto posizionata sotto l’affissione. La ATTO 2 DM-i è collegata alla struttura tramite un cavo LED che sale verso il logo, rendendo fisico il rapporto tra vettura e impianto. In questo modo il contenuto tecnologico non viene solo descritto, ma mostrato come parte integrante della scena urbana.

Per BYD Italia, l’operazione ha anche un significato strategico. Il marchio sta cercando di consolidare la propria crescita in un mercato europeo sempre più competitivo, dove i costruttori cinesi non possono più limitarsi a proporre prezzi aggressivi o autonomie elevate. Serve costruire fiducia, spiegare la tecnologia e differenziare il prodotto. Un’affissione alimentata da un’auto diventa quindi uno strumento per rendere comprensibile una funzione che, diversamente, rischierebbe di restare confinata nel linguaggio tecnico.

Il Vehicle to Load è indicato dall’azienda come una dotazione di serie su tutta la gamma BYD. La tecnologia consente di erogare fino a 3 kW di potenza verso apparecchi esterni tramite un adattatore collegato alla porta di ricarica. È una potenza sufficiente per coprire molte esigenze pratiche, soprattutto in contesti nei quali l’accesso a una presa elettrica non è disponibile o non è immediato. In prospettiva, funzioni di questo tipo possono contribuire a cambiare la percezione dell’auto elettrificata, trasformandola in un elemento attivo dell’ecosistema energetico domestico, professionale e ricreativo.

La protagonista dell’installazione è la BYD ATTO 2 DM-i, SUV compatto dotato di tecnologia Super Hybrid Dual Mode Intelligent. Secondo quanto comunicato dal costruttore, il modello offre un’autonomia complessiva fino a 1.000 km e integra il Vehicle to Load di serie. La scelta di utilizzare una plug-in hybrid, e non un’elettrica pura, è significativa: conferma quanto il mercato italiano resti sensibile a soluzioni di transizione capaci di combinare percorrenze elevate, consumi contenuti e maggiore flessibilità d’uso.

Il dato commerciale rafforza questa lettura. BYD segnala che, dopo SEAL U DM-i, la ATTO 2 DM-i si colloca al secondo posto tra i modelli plug-in hybrid in Italia, con circa 1.500 unità registrate ad aprile e una crescita degli ordini definita sostenuta. Sono numeri che raccontano l’interesse verso una fascia di prodotto oggi molto rilevante: quella dei SUV compatti elettrificati, dove accessibilità, efficienza e dotazioni tecnologiche possono incidere direttamente sulle decisioni d’acquisto.

L’operazione milanese va letta anche dal punto di vista industriale e di filiera. Il progetto, ideato e realizzato internamente dal team BYD, mostra la volontà del costruttore di mantenere un controllo diretto sulla comunicazione della propria tecnologia. È una scelta coerente con un’azienda che ha costruito gran parte del proprio vantaggio competitivo sull’integrazione verticale, dalle batterie ai sistemi di propulsione, fino alle piattaforme elettrificate. Comunicare una funzione come il V2L significa quindi raccontare non solo un accessorio, ma una parte del modello industriale del gruppo.

Nel settore automotive, dove la competizione si sposta sempre più dal motore al software, dall’energia ai servizi, iniziative di questo tipo aiutano a rendere tangibili tecnologie che altrimenti restano astratte. La BYD ATTO 2 DM-i che alimenta una maxi affissione non cambia da sola gli equilibri del mercato, ma offre un messaggio chiaro: l’auto elettrificata non è più soltanto un prodotto da guidare, ma una riserva di energia utilizzabile. Ed è proprio su questa funzione pratica, più che sull’effetto scenico, che BYD prova a costruire un vantaggio competitivo nel mercato italiano.

Marchio: BYD
Modello protagonista: BYD ATTO 2 DM-i
Luogo dell’installazione: Via Senato, Milano
Tecnologia mostrata: Vehicle to Load
Potenza erogabile V2L: fino a 3 kW
Tipologia veicolo: SUV compatto plug-in hybrid
Tecnologia di trazione: Super Hybrid Dual Mode Intelligent
Autonomia complessiva dichiarata: fino a 1.000 km
Dato commerciale comunicato: circa 1.500 unità ad aprile
Posizionamento indicato: secondo posto tra i plug-in hybrid in Italia dopo SEAL U DM-i
Progetto: ideato e realizzato internamente dal team BYD