Auto e Motori
Dakar 2026: Dacia Sandriders domina la Tappa 10 e Al-Attiyah vola
Dopo una notte di riparazioni d'emergenza nel deserto, Nasser Al-Attiyah riprende il comando della generale. La forza del gruppo Dacia brilla tra dune e solidarietà.




Nasser Al-Attiyah non ha perso tempo. Dopo la frustrazione accumulata per i problemi di navigazione del martedì, il pilota qatariota e il suo navigatore Mathieu Baumel
hanno sferrato l'attacco decisivo nella seconda parte della tappa Marathon. Partendo dal bivacco notturno senza il supporto dei meccanici, l'equipaggio ha martellato un ritmo forsennato sui 420 chilometri verso Bisha, chiudendo con il secondo miglior tempo di giornata. Questo risultato permette ad Al-Attiyah di riprendersi il trono della classifica generale, dimostrando che la Dacia Sandrider è l'auto da battere quando il terreno si fa soffice e insidioso.
Solidarietà nel bivacco: il sacrificio di Gutiérrez
La Dakar è fatta di tempi cronometrati, ma si vince con lo spirito di squadra. Durante la sosta notturna nel deserto, Sébastien Loeb sembrava spacciato a causa di un grave guasto al servosterzo che aveva reso la sua guida "un inferno" tra le dune. È qui che è emerso il valore dei Dacia Sandriders: Cristina Gutiérrez e il suo navigatore Pablo Moreno hanno deciso di smontare i componenti della propria auto per cederli al fuoriclasse francese. Grazie a questo gesto e al supporto del camion T5, Loeb ha potuto ripartire con una vettura perfetta, risalendo fino al quarto posto nella classifica generale.
Tre Dacia nella tempesta di Bisha
La decima tappa resterà negli annali del team per una prova di forza corale impressionante. Su un percorso dominato da dune imponenti e sabbia bianca, i Sandriders hanno piazzato tre vetture tra le prime quattro posizioni. Oltre alla leadership di Al-Attiyah e al recupero di Loeb, Lucas Moraes ha confermato una costanza straordinaria. Nonostante un piccolo errore di navigazione che gli ha tolto la gioia della vittoria di tappa il giorno precedente, il brasiliano ha chiuso quarto a Bisha, blindando l'ottava posizione assoluta e portando punti pesanti per il campionato.
Il brivido del ribaltamento al chilometro sette
Non è stata però una giornata facile per tutti. Cristina Gutiérrez, dopo aver lavorato fino alle due del mattino per riparare la sua auto con pezzi di fortuna, ha vissuto un inizio di tappa da incubo. Dopo appena sette chilometri dalla partenza, la sua Dacia si è ribaltata sulla sabbia soffice. Nonostante la rottura del parabrezza e la polvere accecante nell'abitacolo, la pilota spagnola non si è arresa: ha sostituito una gomma, ha improvvisato le riparazioni necessarie ed è riuscita a tagliare il traguardo. Attualmente occupa la quattordicesima posizione in classifica, mantenendo intatta la presenza di tutte e quattro le vetture del team nelle zone nobili della graduatoria.
Una Marathon vecchia scuola
Il regolamento della tappa Marathon ha riportato la corsa alle sue origini più dure. Piloti e navigatori hanno dovuto allestire le proprie tende e nutrirsi con razioni in scatola, lontani dalle comodità dei motorhome professionali. In questo contesto di isolamento, le migliorie tecniche apportate alla Sandrider nel 2026 hanno fatto la differenza: il nuovo impianto di raffreddamento e la riduzione del peso hanno permesso alle auto di resistere a temperature e sforzi meccanici estremi. L'utilizzo del carburante sostenibile di Aramco e degli pneumatici BFGoodrich ha completato un pacchetto tecnico che, finora, si sta rivelando vincente.
Strategia per il gran finale
Con soli tre giorni di gara rimanenti, la parola d'ordine in casa Dacia è "gestione". Nasser Al-Attiyah è stato chiaro: il vantaggio accumulato è prezioso e ora l'obiettivo è mantenere un ritmo sicuro senza correre rischi inutili nella navigazione, che resta l'insidia principale di questa edizione. La squadra cercherà di muoversi in modo compatto per proteggere la leadership del qatariota e tentare di portare Loeb sul podio finale. La Dakar 2026 entra nella sua fase cruciale, e i Sandriders sembrano avere tutte le carte in regola per scrivere la storia.
RISULTATI (NON UFFICIALI) DELLA DECIMA TAPPA DEL DAKAR RALLY
Bivacco Marathon – Bisha
Distanza tappa: 420 km Distanza collegamento: 50 km Distanza totale: 470 km
2° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 4h54m39s
3° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), 4h57m47s
4° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), 4h58m21s
35° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), 5h31m09s
RISULTATI PROVVISORI (NON UFFICIALI) IN CLASSIFICA GENERALE DEL DAKAR RALLY DOPO LA DECIMA TAPPA – CATEGORIA ULTIMATE
1° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 41h39m50s
4° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), +23m04s
8° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), +39m21s
14° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), +1h24m42s
RALLY DAKAR: IL NUMERO DA NON DIMENTICARE
3: delle prime quattro posizioni nella tappa 10 del Rally Dakar, tre sono state conquistate dagli equipaggi dei Dacia Sandriders grazie ad un'altra ottima prestazione.
IL GIORNO DOPO: TAPPA 11, 15 GENNAIO
Questa tappa veloce richiede una navigazione perfetta a causa dei numerosi incroci, bivi e svincoli che si incontrano lungo il percorso che da Bisha porta a nord verso Al-Al Henakiyah. Dopo 882 chilometri, il relativo comfort del bivacco notturno sarà molto apprezzato.
Distanza tappa: 346 km Distanza collegamento: 536 km Distanza totale: 882 km
