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Ferrari, conti solidi e ordini già verso il 2027

Ferrari, conti solidi e ordini già verso il 2027

Ferrari chiude il primo trimestre 2026 con ricavi in crescita, margini elevati e guidance confermata grazie a mix prodotto e personalizzazioni.

Ferrari chiude il primo trimestre 2026 con risultati in crescita e conferma la propria capacità di difendere marginalità elevate anche in una fase di cambio prodotto e in un contesto internazionale meno prevedibile. La notizia conta per l’intero settore automotive perché dimostra quanto, nel lusso ad alte prestazioni, la qualità del mix prodotto, le personalizzazioni e la gestione selettiva dei volumi possano pesare più della semplice crescita delle consegne. Nei primi tre mesi dell’anno il Cavallino ha registrato ricavi netti per 1,848 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto al 2025, con EBIT a 548 milioni, EBITDA a 722 milioni e free cash flow industriale a 653 milioni. 

Il trimestre racconta bene la strategia industriale di Maranello: meno attenzione alla rincorsa dei numeri assoluti, più controllo sul valore generato da ogni vettura. Le consegne sono scese a 3.436 unità, contro le 3.593 dello stesso periodo dell’anno precedente, ma il calo è stato gestito dentro il previsto passaggio tra modelli. A sostenere i conti sono stati il peso crescente delle configurazioni ad alto valore, la domanda di personalizzazioni Ferrari e un mix geografico particolarmente favorevole, con il contributo positivo delle Americhe.

La gamma ha avuto un ruolo centrale. Nel trimestre sono aumentate le consegne delle famiglie 12CilindriPurosangue e SF90 XX, mentre la famiglia 296 e la Roma Spider hanno rallentato in linea con il ciclo di vita dei modelli. La Ferrari F80 ha iniziato a salire progressivamente nei piani produttivi, mentre sono partite le prime consegne della 296 Speciale, della Amalfi e della 849 Testarossa. A completare il quadro c’è il lancio della Amalfi Spider, attesa in distribuzione dal 2027, segnale di una gamma in rotazione continua ma gestita con la cautela tipica del marchio.

Il risultato operativo mostra però anche le pressioni che attraversano l’industria. L’EBIT è cresciuto dell’1%, con margine al 29,7%, mentre l’EBITDA è salito del 4%, con margine al 39,1%. A frenare una crescita più ampia hanno contribuito l’aumento degli ammortamenti legato all’avvio produttivo dei nuovi modelli, minori consegne, minori vendite della 499P Modificata, maggiori spese di marketing e l’impatto dei dazi sulle importazioni negli Stati Uniti. Anche i cambi hanno inciso negativamente, soprattutto per dollaro statunitense e yen giapponese.

Il business di Ferrari non vive però solo sulle sports car. I ricavi da Sponsorizzazioni, proventi commerciali e marchiosono saliti a 218 milioni di euro, con una crescita del 14%, sostenuti da racing, accordi commerciali e attività legate al brand. Anche la componente Lifestyle ha contribuito, tra licenze, nuovo flagship store a Londra, moda e iniziative museali. È una diversificazione coerente con la traiettoria del Cavallino: costruire valore intorno al marchio senza diluire l’esclusività del prodotto automobilistico.

Il dato forse più rilevante per il mercato è la conferma della guidance 2026. Ferrari prevede ricavi netti intorno a 7,5 miliardi di euroEBITDA adjusted pari ad almeno 2,93 miliardi e EBIT adjusted di almeno 2,22 miliardi. Il portafoglio ordini si estende verso la fine del 2027, un elemento che offre visibilità industriale in una fase segnata da tensioni geopolitiche, trasformazione tecnologica e maggiore pressione regolatoria sulle auto ad alte prestazioni.

In prospettiva, l’attenzione si sposta anche sulla Ferrari Luce, indicata dal CEO Benedetto Vigna come sintesi tra tradizione e innovazione. Il riferimento è importante perché arriva mentre il marchio prepara una fase tecnologica più complessa, dove elettrificazione, prestazioni, software e identità meccanica dovranno convivere senza intaccare il posizionamento del Cavallino. Per Ferrari la sfida non è solo lanciare nuovi modelli, ma continuare a far pagare al mercato un valore superiore, mantenendo margini da lusso e credibilità da costruttore sportivo.

Il primo trimestre 2026 conferma quindi un punto chiave: Ferrari resta uno dei pochi costruttori capaci di crescere anche con volumi controllati. La forza del marchio, la capacità di presidiare il prezzo, il contributo del racing e la gestione industriale del ciclo prodotto restano i pilastri di un modello che il mercato continua a premiare.

In Breve 

  • Periodo: primo trimestre 2026
  • Ricavi netti: 1,848 miliardi di euro, +3%
  • EBIT: 548 milioni di euro, margine al 29,7%
  • EBITDA: 722 milioni di euro, margine al 39,1%
  • Utile netto: 413 milioni di euro
  • Utile diluito per azione: 2,33 euro
  • Free cash flow industriale: 653 milioni di euro
  • Consegne: 3.436 vetture
  • Guidance 2026: ricavi netti attesi intorno a 7,5 miliardi di euro
  • Portafoglio ordini: esteso verso la fine del 2027